Chi è Cheickh Niang: il fratello d’arte che inizierà la trafila con le nazionali giovanili dell’Italia
I confini di Cheickh Niang, negli ultimi giorni, si sono decisamente allargati. L’Italia cestistica ha imparato a conoscerlo bene in semifinale di Supercoppa Italiana, sul finire dell’estate 2025: grandi mezzi fisici uniti a una tecnica invidiabile, che mostra come l’impostazione su quel livello sia stata effettuata correttamente. E adesso non solo arriverà alla corte di Luca Banchi per due giorni, al fianco del gruppo che affronterà la doppia sfida alla Gran Bretagna a cavallo tra i mesi di febbraio e marzo, ma è già noto che giocherà con l’Italia gli Europei Under 18 di Trento e Rovereto nella prossima estate (rassegna in cui l’Italia si troverà nel girone con Estonia, Spagna e Lettonia).
Un fatto che può solo rallegrare tutti, a partire dal fratello di Cheickh, Saliou, che un ottimo presente già ce l’ha con la Virtus Bologna e resta osservato speciale dai Cleveland Cavaliers. In verità, era già assurdo che Cheickh non avesse ancora indossato la maglia della Nazionale: del resto in Italia ci è nato, più precisamente il 16 settembre 2008 a Mandello del Lario. Poco dopo, cioè, il trasferimento dei Niang in Italia. Oggi Saliou è giocatore che sta crescendo bene alle V nere, mentre Cheickh ne sta ripercorrendo le orme a Trento, dove già il fratello aveva mosso i passi importanti della crescita.
Una stagione, la sua, iniziata col botto: oltre alla Supercoppa, anche diverse occasioni nelle quali è andato in doppia cifra: 15 punti contro Cantù alla prima giornata, 10 contro Cremona alla sesta e soprattutto un bel rendimento in EuroCup. Nella competizione in cui Trento è agli ottavi di finale sono arrivati 14 punti contro il Buducnost, 15 contro i London Lions, 10 contro il Panionios, 11 di nuovo contro il Buducnost e 14 contro il Lietkabelis. Il tutto anche all’interno di una Trento che le sue tinte giovani le ha (Massimo Cancellieri concede spazio anche a Patrick Hassan e, seppur minore, anche a Theo Airhienbuwa, altri elementi che con le Nazionali under hanno fatto bene).
E pochi giorni fa è arrivata un’altra soddisfazione: la partecipazione di Cheickh Niang a Basketball Without Borders, il tradizionale camp organizzato dalla NBA in collaborazione con la FIBA fin dal 2001: prima era sempre in estate, poi si è spostato, nella sua parte americana, più a febbraio. Ci sono passati tantissimi nomi di spicco, nonché, tra gli italiani (che sono stati parecchi), tutti i quattro che a un certo punto si sono trovati contemporaneamente in NBA: Andrea Bargnani, Marco Belinelli, Danilo Gallinari e Gigi Datome. E Cheickh ha impressionato parecchio nel contesto dei quaranta migliori Under 17 del pianeta. In diversi lo hanno notato, ma per tutti scegliamo le parole di Jonathan Givony, fondatore e comproprietario di DraftExpress: “Due giorni impressionanti di Cheickh Niang al Basketball Without All-Star Camp a Los Angeles. L’italiano di 196 centimetri ha messo in mostra la sua selezione di tiri e versatilità difensiva per un nutrito gruppo di scout NBA, effettuando giocate atletiche su entrambi i lati del campo“.
L’Italia, in sostanza, aspetta un altro Niang. Uno che è un piacere veder giocare e che ha margini di crescita davvero elevati. E che ha la fortuna di trovarsi in uno dei luoghi più favorevoli, allo stato attuale delle cose, per la crescita agonistica dei giovani. Cheickh ha sempre vissuto tutto questo con gioia e con la viva consapevolezza di chi ha mezzi importanti sul doppio piano fisico-tecnico. C’è chi dice che potrebbe diventare più forte di Saliou: è ancora presto per tutti e due, perché entrambi sono ben lontani dal massimo potenziale se non altro per questioni anagrafiche. Ma anche di Cheickh si seguirà con interesse il percorso, perché può diventare uno importante.

