Pietro Sighel rischia di cadere anche nei 500 metri! E taglia il traguardo (di nuovo!) di spalle!
Rischio concreto di non chiudere tra i migliori per Pietro Sighel nelle batterie dei 500 metri disputate al Forum di Assago, tempio dello short track in queste Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Sul ghiaccio meneghino, l’atleta trentino era chiamato a scacciare i fantasmi delle prove precedenti: gare segnate da episodi sfortunati e da una gestione non sempre impeccabile, che avevano fin lì impedito l’arrivo di riscontri concreti sia sui 1000 sia sui 1500 metri.
Inserito nella seconda batteria, Sighel si è trovato a fronteggiare avversari considerati, almeno sulla carta, alla sua portata: il kazako Abzal Azhgaliyev, il lettone Reinis Berzins e il turco Furkan Akar. L’azzurro ha interpretato la gara con l’atteggiamento giusto, scattando molto bene al via e provando fin dalle prime tornate a fare la differenza, con l’obiettivo di costruirsi un margine di sicurezza e tenere lontani possibili contatti pericolosi.
Il piano, però, non è andato come sperato. A due giri dalla conclusione Sighel è stato infilato dal turco Akar, finendo risucchiato in una bagarre serrata che ha trasformato l’ultimo passaggio in un autentico caos. All’ingresso dell’ultima curva è successo di tutto: Berzins ha tentato un sorpasso estremamente forzato, mentre Akar è finito a terra, episodio che gli è costato la penalizzazione, andando a un passo dal compromettere anche l’equilibrio del nostro portacolori.
Sighel, con un riflesso straordinario, è riuscito a restare in piedi compiendo una vera e propria acrobazia: ha tagliato il traguardo quasi di spalle rispetto alla traiettoria ideale, in una scena che ha ricordato, per certi versi, l’esultanza scomposta e liberatoria vista in occasione dell’oro nella staffetta mista.
Il turno è stato comunque superato grazie al secondo posto, con il tempo di 40.942, alle spalle di Azhgaliyev (40.934). Un risultato sufficiente per andare avanti, ma che potrebbe rivelarsi meno rassicurante di quanto sembri. Il crono non è particolarmente competitivo e rischia di tradursi in un posizionamento sfavorevole nei quarti di finale: una “casella” di partenza scomoda che potrebbe rendere decisamente più arduo il prosieguo del cammino di Sighel nella rassegna a Cinque Cerchi.

