Pietro Sighel prova a spegnere le polemiche: “Non volevo mancare di rispetto a Fontana. Siamo professionisti”
Pietro Sighel ha acceso una polemica in seno alla Nazionale Italiana di short track dopo alcune dichiarazioni rilasciate in un’intervista concessa a Repubblica, in cui evidenziava il proprio rapporto con Arianna Fontana: “Ma chi la conosce? Di sicuro con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista“. La valtellinese, che si allena da anni negli USA e che ieri sera ha eguagliato lo storico record di Edoardo Mangiarotti con 13 medaglie ai Giochi, ha replicato nella giornata odierna a Casa Italia: “Ho letto le dichiarazioni di Pietro Sighel: non meritano neppure una risposta e la mia attenzione. Se non mi sentissi parte di questo gruppo, non mi sarei allenata con le mie compagne a Bormio in vista delle Olimpiadi e me ne sarei rimasta all’estero, e adesso non sarei qui”.
Pietro Sighel ha provato a gettare acqua sul fuoco, spiegando meglio le sue dichiarazioni attraverso un post pubblicato sui propri profili social: “Negli ultimi giorni sono state riportate alcune mie frasi che hanno fatto molto discutere, in particolare alcuni passaggi su Arianna. Voglio essere chiaro: il mio era un ragionamento più ampio e centrato sul percorso tecnico della squadra negli ultimi anni. Quando ho detto che il gruppo è cresciuto ‘senza Arianna’, mi riferivo al fatto che per anni si è allenata all’estero e che dunque il tempo trascorso con la squadra è stato limitato. In questo contesto, noi atleti abbiamo comunque saputo trovare una nostra identità e solidità che ci hanno resi competitivi. Non intendevo sminuire nessuno e neppure si è trattato di un attacco personale“.
L’azzurro ha poi proseguito: “Arianna è una campionessa e ha fatto la storia dello short track italiano. Le sue medaglie hanno dato visibilità e credibilità a tutto il movimento. Questo è un fatto e l’ha dimostrato ancora ieri sera con la sua 13ma medaglia olimpica. Quando uno raggiunge questi traguardi, si applaude. Non ho mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario. In pista siamo professionisti, fuori ognuno fa il suo. E quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte. Chi mi conosce sa che in pista do tutto per l’Italia e per la squadra. Domani torno a fare quello che so fare meglio: gareggiare“.

