Martino Carollo si guadagna il posto per la staffetta. Quale sarà la composizione delle frazioni?
Non è difficile immaginare la situazione: Martino Carollo sarà indubitabilmente un pezzo della staffetta maschile dello sci di fondo alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La data chiave è quella del 15 febbraio, una domenica che vedrà il quartetto tricolore avere ognuno 7,5 chilometri a propria disposizione per cercare di tenere il passo dei team migliori.
Ma quale può essere la composizione del quartetto italiano? Ormai le risposte sembrano abbastanza facili: Davide Graz ed Elia Barp nelle prime due frazioni, quelle a tecnica classica, Martino Carollo e Federico Pellegrino nelle ultime due, quelle a tecnica libera. Fatto abbastanza inevitabile, tutto considerato.
Carollo e Pellegrino, del resto, a tecnica libera sono totalmente inamovibili. L’uno, con il settimo posto della 10 km, ha definitivamente sciolto ogni dilemma facendo capire di essere arrivato in forma al momento giusto. L’altro, inutile rimarcarlo, è l’uomo che può tutto, se viene portato in zone vicine a quella del podio e con la possibilità di mantenere il contatto. Nondimeno, Chicco è riuscito soprattutto negli ultimi anni a mettere insieme valide gare anche sulla lunga distanza, oltre al suo storico fortino che è quello delle sprint.
Ma anche per Graz e Barp le cose sono interessanti: il primo ha più di una volta dimostrato di sapersi difendere in classico, e quanto a Barp va forte abbastanza indifferentemente tra le due tecniche. Una nota va comunque fatta: siamo di fronte a una situazione quasi da terno al lotto, perché la FIS ultimamente con le staffette ha dimostrato di avere un rapporto pessimo. E questa è, va pur detto, una punta di demerito per la federazione internazionale, che dovrebbe puntare di più su una competizione che ha potenzialmente una grande spettacolarità.

