Francesca Lollobrigida oltre i limiti: personale sbriciolato di oltre 5 secondi! E quell’ultimo giro…
Francesca Lollobrigida è scesa sul ghiaccio di Milano per andare a caccia della medaglia d’oro sui 5000 metri di speed skating, dopo essersi già imposta sui 3000 metri alle Olimpiadi Invernali 2026. L’azzurra è stata inserita nell’ultima batteria e dunque aveva ben chiaro quale fosse il riferimento da battere per salire nuovamente sul gradino più alto del podio: il 6:46.27 siglato dall’olandese Merel Conijn, che si era scatenata negli ultimi due giri tenendo un ritmo infuriato (31.87 e 31.46).
La 35enne è partita brillantemente e ha spinto in maniera impetuosa nella fase iniziale: 19.92 il primo mezzo giro, 31.15 per la prima tornata completa, 31.89 per il terzo stadio, poi respira un attimo e si si sposta su 32.26 e 32.00, transitando ai 1800 metri in 2:27.22. In quel momento il margine nei confronti dell’olandese è di otto decimi precisi, ma bisogna insistere nell’azione, ben consapevoli che il finale di Conijn è stato formidabile.
Il rischio di arrivare un po’ impiccati al rush finale è concreto, ma occorre azzardare per sognare in grande. Francesca Lollobrigida diventa un metronomo: 32.24, 32.23, 32.30, 32.46. La romana viaggia su ritmi costanti e significativi, tanto che il vantaggio nei confronti della rivale diretta per l’oro lievita in maniera importante, toccando 1.66 secondi ai 3400 metri. Mancano quattro giri al termine ed è qui che l’azione della nostra portacolori si appesantisce, deve stringere i denti, è chiamata a rilanciare di cuore più che di gambe, alza un po’ la schiena, ma è fuoriclasse assoluta e riesce a tenere botta.
I tempi si alzano: 32.58, 32.54, 32.74 e si transita ai 4600 metri in 6:14.31, mezzo secondo spaccato di margine su Conijin. L’azzurra ha perso 1.11 secondi in 1000 metri, la testa va all’ultimo giro: il pubblico si scatena, spinge la propria beniamina nonostante le importanti macchie arancioni sugli spalti, esce velocissima dall’ultima curva e dà l’anima sul rettilineo finale, spingendo fin sul traguardo con grinta, carattere, senza pensieri, senza risparmiarsi.
Una tornata finale da 31.85 contro il 31.86, è oro per un decimo, è leggenda con il tempo finale di 6:46.27. Record nazionale e personale demolito di oltre cinque secondi (6:51.07 il precedente) nella gara più importante, laureandosi Campionessa Olimpica da Campionessa del Mondo in carica (lo scorso anno si impose ad Hamar in 6:56.38).

