Italia bronzo nella gara a squadre: medaglie possibili anche nelle prove tradizionali? Le prospettive
Tre, il numero perfetto. Nella giornata di ieri l’Italia del pattinaggio artistico ha conquistato per la terza volta nella sua storia una medaglia in una rassegna olimpica. E’ successo nel tripudio dell’Unipol Forum di Assago in occasione del Team Event della gara a squadre di Milano Cortina 2026, dove gli azzurri hanno ottenuto il bronzo (il primo in questa specialità), aggiungendo quindi un altro metallo dopo quelli di Barbara Fusar Poli-Maurizio Margalio a Salt Lake City 2022 e Carolina Kostner a Sochi 2014.
Ma non è ancora finita. Perché nei prossimi giorni, teoricamente anche nelle prossime ore, si potrebbe paventare l’ipotesi di arricchire il palmarés. Il riferimento è a due gare di specialità: la danza sul ghiaccio (in partenza questa sera) e le coppie d’artistico (al via domenica 15 febbraio).
Si tratta di due situazioni estremamente diverse. Nella danza infatti l’indicazione è chiara: nonostante una grande competitività ed una padronanza tecnica con pochi eguali, l’orientamento già espresso nel Team Event sembra allontanare Charléne Guignard-Marco Fabbri dal podio, precisamente dal gradino più basso. Ma non tutto è definitivamente chiuso: esiste infatti uno scenario ancora fattibile, anche se estremamente complesso da realizzare.
L’auspicio è infatti che, a differenza di quanto successo nella prova a squadre, gli atleti di Barbara Fusar Poli a prescindere dal piazzamento in classifica rimangano pressoché appaiati ai diretti rivali, che saranno i britannici Lilah Fear-Lewis Gibson (amatissimi dalla giuria, meno da tutto il resto del mondo salvo sparute eccezioni) ed i bravi canadesi Piper Gilles-Paul Poirier (che come Charléne e Marco hanno subito in prima persone in questa stagione un “declassamento” a dir poco controverso). Questo consentirebbe ai nostri di ragazzi di poter ancora buttare le fiches con la free dance, superiore rispetto a quello dei competitors e sicuramente sostenuta dal calorosissimo pubblico di casa. Le speranze sono poche, ma la partita non è ancora definitivamente chiusa.
Diversa la prospettiva nelle coppie d’artistico; Sara Conti e Niccolò Macii sono in piena corsa per una medaglia in vista di una grande battaglia che verrà affrontata con un serie di binomi alla pari. La gara a squadre ha fatto emergere una superiorità schiacciante da parte dei giapponesi Riku Miura-Ryuichi Kihara, autori di due programmi senza errori in cui hanno “strapattinato” dimostrando di essere i candidati numero uno per il titolo, complice pregevole caratura tecnica e splendida dimestichezza nelle components.
Tra gli altri contendenti spiccano i georgiani Anastasiia Metelkina-Luka Berulava, avanti agli azzurri in entrambe le prove del Team Event ma non insuperabili, i cinesi Wenjing Sui-Cong Han (in realtà indietro di condizione, ma mai sottovalutare i Campioni Olimpici in carica) e, soprattutto, i tedeschi Minerva Fabienne Hase-Nikita Volodin, unici del gruppo di testa a non aver preso parte al Team Event, solitamente molto bravi in termini di continuità realizzativa ma leggermente carenti sul secondo punteggio.
Inutile dire che l’intera prova delle coppie sarà una competizione che si giocherà sul minimo errore. L’equilibrio tra i team in lizza non consentirà la benché minima sbavatura; Conti-Macii dovranno quindi alzare l’asticella rispetto a quanto visto nei giorni precedenti. Ma se performeranno com già fatto in dicembre alle Finali Grand Prix di Nagoya, i margini per mettere le mani sul secondo metallo della rassegna a cinque cerchi (il quarto della storia italia) dovrebbero esserci. C’è ancora tempo per trovare condizione e quadra giusta.

