Lucia Dalmasso: “Questa medaglia era un sogno, ora posso sognare ancora più in grande”
Ventiquattro anni dopo Lidia Trettel, lo snowboard femminile azzurro ritrova una medaglia olimpica e lo fa attraverso il sorriso, le lacrime e la storia personale di Lucia Dalmasso. Al Livigno Snow Park, nel gigante parallelo dei Giochi di Milano Cortina 2026, la 28enne di Feltre si prende un bronzo che vale molto più di un terzo posto: è la realizzazione di un sogno coltivato da bambina, attraversato da cadute, infortuni e ripartenze.
Dalmasso arriva all’appuntamento olimpico con il quarto tempo nelle qualificazioni e costruisce la sua giornata con solidità e freddezza. Agli ottavi supera di sei centesimi Jasmin Coratti, altro derby azzurro che conferma la profondità del movimento italiano, poi ai quarti regola la polacca Aleksandra Krol-Walas con un margine netto. È il passaggio che le garantisce la certezza di una medaglia, grazie anche al percorso parallelo di Elisa Caffont dall’altra parte del tabellone.
La semifinale la mette di fronte all’austriaca Sabine Payer, che riesce a imporsi con 23 centesimi di vantaggio, mentre dall’altra parte la ceca Zuzana Maderova elimina Caffont e vola verso un oro che conquisterà poco dopo. Per Lucia resta il derby per il bronzo, un’altra sfida tutta azzurra, forse la più delicata. Dalmasso la affronta con lucidità e cuore, tagliando il traguardo davanti a Caffont per appena undici centesimi. È il momento in cui l’attesa diventa realtà.
Sul podio l’emozione prende il sopravvento. “Ho iniziato a piangere e credo che non smetterò fino a stasera“, racconta stringendo la medaglia come per assicurarsi che sia vera. “Faccio ancora fatica a crederci. Questa medaglia era un sogno, ora che l’ho raggiunto posso sognare ancora più in grande“. Parole che raccontano un percorso fatto anche di momenti bui, come il grave infortunio al ginocchio che l’aveva portata a dubitare del futuro: “Dopo la rottura dei crociati non ci credevo più. Poi ho ricominciato a farlo. La tavola mi ha dato tantissimo e adesso penso già alle prossime Olimpiadi. Questa medaglia è tutto, davvero“.
C’è spazio anche per i ringraziamenti, sentiti e personali. Lucia dedica il bronzo al nonno, alla famiglia, agli allenatori, allo staff azzurro e alla Guardia di Finanza che l’ha sostenuta lungo il cammino. E non dimentica le compagne, nemmeno quando l’avversaria è un’italiana: “Dopo aver affrontato Coratti speravo di non dover fare un altro derby, ma con Elisa è stata comunque una grande sfida“.
Da atleta e da appassionata, Dalmasso allarga lo sguardo anche alla gara maschile, avara di soddisfazioni per l’Italia: “Mi dispiace tanto, soprattutto per Roland Fischnaller. L’ho sempre visto andare forte nelle gare più importanti e speravo davvero in una medaglia per lui e per tutti gli altri. Se la meritavano“.

