Toni Nadal analizza la finale degli Australian Open: “Tra Alcaraz e Djokovic, l’età è stato il fattore discriminante”
Carlos Alcaraz ha conquistato il suo primo titolo agli Australian Open e, a soli 22 anni, è riuscito a completare il Career Grand Slam, ovvero l’impresa di vincere almeno una volta in carriera — e non nello stesso anno — i quattro tornei più importanti del tennis mondiale. Un risultato straordinario per un giocatore così giovane, che consacra Carlitos già oggi come uno dei migliori tennisti della storia.
Detto questo, nella sua rubrica su El País, Toni Nadal — celebre zio ed ex allenatore di Rafa Nadal — ha commentato quanto accaduto nella finale di Melbourne tra Alcaraz e il serbo Novak Djokovic. Secondo il coach iberico, l’atto conclusivo si è deciso per un motivo ben preciso.
“Non c’è dubbio che Djokovic resti un concorrente straordinario, un combattente nato e uno sportivo esemplare, per concentrazione estrema e disciplina instancabile. Ma il tempo si fa sentire“. L’allenatore spagnolo ritiene quindi che il peso dell’età, unito al recupero non semplice dopo la durissima semifinale contro Jannik Sinner, sia stato determinante nell’esito della finale.
“Sapevamo tutti — e più di chiunque altro i due protagonisti — che l’unica possibilità di vittoria per il giocatore più decorato della storia passava da una partita veloce, quasi impeccabile, e da un Carlos non al massimo della condizione. Ben presto, però, si è visto come Alcaraz abbia saputo calmare il proprio gioco, adottare una tattica più solida, ridurre l’intensità dei colpi e allungare gli scambi. Mentre il giocatore di Belgrado esauriva le opzioni per spodestare il numero uno del mondo, lo spagnolo si è dimostrato nettamente superiore, vincendo i successivi tre set e assicurandosi una vittoria che ha completato la sua collezione di titoli del Grande Slam, rendendolo il più giovane di sempre a riuscirci“, ha concluso lo zio Toni.

