Pagelle superG Crans Montana 2026: Goggia con raziocinio, Brignone avrebbe bisogno di un tempo che non c’è
PAGELLE SUPERG CRANS MONTANA 2026
Sabato 31 gennaio
Malorie Blanc, 9: è un talento cristallino. Già nella passata stagione era arrivata seconda in discesa a St. Anton. Nella stagione in corso non aveva brillato, con l’unico acuto della sesta posizione nel superG di St. Moritz. Oggi ha trovato la condizione di neve che predilige, attaccando con l’incoscienza dei 22 anni e firmando la prima vittoria della carriera.
Sofia Goggia, 8: è un podio che dà tanto morale e che mancava da prima di Natale. La bergamasca scaccia un gennaio sottotono con una prestazione che infonde fiducia in vista delle Olimpiadi. È piaciuto l’approccio alla gara ragionato, affrontando i trabocchetti con raziocinio e senza prendersi rischi esagerati.
Breezy Johnson, 7,5: le americane stanno andando fortissimo e sappiamo quanto sappiano incidere ai Giochi. La 30enne in stagione vantava già quattro top10, ma in superG vantava un 9° posto (peraltro nel lontano 2021) come miglior risultato. Dunque la prestazione odierna rappresenta una sorpresa colossale, purtroppo proprio nel giorno che sembrava di Roberta Melesi.
Roberta Melesi, 7,5: stava pregustando il primo podio in carriera e, probabilmente, si era anche quasi convinta di averlo ormai conquistato. Poi è arrivata Johnson con il pettorale n.29 ed il sogno è sfumato. È vero che non sarà alle Olimpiadi, tuttavia l’azzurra può considerarsi un nome nuovo, anche se già 29enne. In superG ha ormai compiuto un deciso salto di qualità anche in termini di continuità, come testimonia anche la decima piazza nella classifica di specialità. Nelle prossime stagioni potrebbe togliersi qualche soddisfazione: dispone di una tecnica di rilievo.
Laura Pirovano, 6,5: stava letteralmente dominando. Diremo di più: raramente in questa stagione si era vista una sciatrice imporre distacchi così marcati. All’ultimo intermedio il vantaggio era di ben 58 centesimi su Blanc: era fatta. Poi l’errore sulla strozzatura finale ed il dossetto che l’ha sbalzata quel tanto che basta da farle saltare l’ultima porta prima del traguardo. Chissà che non sia destino che il giorno giusto si materializzi proprio alle Olimpiadi, che d’altronde insegna tante storie di questo tipo.
Alice Robinson, 6: un sesto posto che ci voleva per la neozelandese, entrata in un autentico imbuto nel mese di novembre. Se dovesse far bene nel superG olimpico, allora tornerebbe di prepotenza tra le candidate alla vittoria anche in gigante.
Federica Brignone, senza voto: era al ritorno in una gara veloce dopo il gravissimo infortunio dell’aprile scorso. La sensazione è che non sia ancora pronta, ma le Olimpiadi ormai incombono ed il tempo è scaduto. Oggi è andata bene, perché ha rischiato di cadere andando in testacoda. A tratti scia anche bene: nell’ultimo settore, ad esempio, ha fatto segnare il terzo tempo assoluto. Tuttavia per ritrovare il feeling con le alte velocità servono gare e allenamenti. Forse la Tigre di La Salle si giocherà tutte le sue principali carte olimpiche in gigante, anche se non ci sentiamo di escluderla a priorità per il superG. La classe dovrà sopperire ad una condizione giocoforza molto distante da quella ideale.

