Da Parigi 2025 a Melbourne 2026: Sinner e lo spettro dello 0-40
Jannik Sinner ripenserà a lungo alle 18 palle break sprecate ieri contro Novak Djokovic a Melbourne. Una partita dall’esito amaro e inatteso, in cui Nole ha mostrato tutta la sua maestria nella gestione dei momenti decisivi, colpendo sempre al momento giusto. Dopo il ko, è inevitabile che restino delle scorie, legate soprattutto alla rimonta subita.
Il simbolo di queste difficoltà è lo “0-40”, apparso in due momenti chiave: nel quinto game del secondo set e nel sesto del quinto parziale, entrambi subito dopo i break del serbo. A mancare sono stati lucidità e aggressività, ingredienti fondamentali che Sinner non ha saputo mettere in campo.
La partita ha richiamato alla memoria quanto accaduto al Roland Garros nel 2025 contro Carlos Alcaraz, quando, in maniera ancora più clamorosa, non riuscì a sfruttare tre match-point sullo 0-40 del nono gioco del quarto set. Anche ieri, come a Parigi, il coraggio è mancato. L’atteggiamento di Sinner è stato troppo conservativo, lasciando l’iniziativa all’avversario. Djokovic, con i piedi ben dentro al campo, ha costretto l’azzurro a remare da fondo, senza mai poter dettare il gioco.
Questa chiave di lettura sarà inevitabilmente al centro dell’analisi che Sinner e il suo staff faranno nei prossimi giorni, alla ricerca di quel cambio di marcia necessario per trasformare i momenti decisivi a proprio favore.

