Un giornalista straniero provoca Sinner: “Cosa farai quando finirà la tua fortuna?”. La risposta da signore
Quella di ieri è stata una giornata che Jannik Sinner difficilmente dimenticherà. L’azzurro ha staccato il pass per gli ottavi di finale degli Australian Open al termine di una partita durissima contro Eliot Spizzirri, battuto in rimonta 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco. Una partita complicata sin dall’inizio, con un primo set opaco, una reazione immediata e poi le difficoltà fisiche emerse nel terzo parziale, quando i crampi ne hanno limitato la mobilità. La chiusura del tetto per il caldo (come previsto dal protocollo specifico degli Australian Open) gli ha permesso di recuperare parzialmente, ma a fare la differenza è stato soprattutto il carattere con cui Sinner ha gestito i momenti chiave contro un avversario ben più insidioso di quanto suggerisca la classifica.
A fine match, l’altoatesino ha analizzato la vittoria con grande lucidità, riconoscendo di non aver espresso il suo miglior tennis e di aver beneficiato anche delle circostanze, senza però perdere di vista l’obiettivo e la necessità di recuperare in vista dei prossimi incontri.
Il tema della “fortuna” è tornato però con forza in conferenza stampa, attraverso una domanda dal tono chiaramente provocatorio di un collega straniero: “Hai detto di essere stato fortunato. Lo dicevi anche l’anno scorso qui a Melbourne, quando la rete si ruppe mentre eri in difficoltà contro Holger Rune. Hai paura che prima o poi la fortuna possa esaurirsi?”
La risposta di Sinner è stata misurata, profonda e per nulla difensiva, degna di un campione maturo: “Questo non lo so. So però quanto lavoro e da quanto tempo do la massima priorità al tennis. Mi sento ben preparato, anche se in campo possono sempre verificarsi dei problemi. Ci sono giorni in cui non trovi soluzioni e non va tutto per il verso giusto. Ma con una mentalità positiva possono succedere più cose buone. Se invece pensi in modo negativo, è più facile che accadano altre cose negative. Cerco di restare calmo anche in momenti come questo: se lui avesse continuato a giocare così e io fossi calato ancora, il mio torneo sarebbe potuto finire oggi. È andata così e penso che sia finita lì“.
Parole che spostano il focus dagli episodi al percorso, dalla casualità alla responsabilità, e che raccontano molto più di una semplice vittoria: raccontano la consapevolezza di chi sa che nulla arriva per caso, soprattutto ai massimi livelli.

