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Come funziona l’Extreme Heat Protocol che ha salvato Jannik Sinner: perché il grado 5 ha sospeso la partita

Un match epico quello che è riuscito a vincere Jannik Sinner contro l’americano Eliot Spizzirri, nel terzo turno degli Australian Open 2026. Una vittoria in rimonta alla Rod Laver Arena di Melbourne, sullo score di 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 dopo 3 ore e 45 minuti di gioco. L’azzurro è stato costretto a far fronte alla difficoltà dei crampi che l’hanno condizionato in maniera chiara dal terzo game del terzo set e quasi immobilizzato nel successivo.

Perso il servizio nel quarto game del terzo parziale (1-3), gli organizzatori hanno deciso di sospendere il match e chiudere il tetto del Centrale per le condizioni climatiche troppo estreme, legate alle alte temperature in aria. Si è raggiunto il grado 5 dell’EHP, ovvero Extreme Heat Protocols (EHP). Di cosa parliamo?

Il riferimento è a un protocollo specifico che si basa su un sistema di valutazione avanzato che prende in considerazione quattro parametri ambientali fondamentali:

  • temperatura dell’aria

  • calore radiante

  • umidità

  • velocità del vento

A questi dati si aggiunge un’analisi dell’impatto del caldo sul corpo umano, in particolare dello sforzo fisiologico richiesto per mantenere stabile la temperatura corporea durante l’attività agonistica.

L’insieme di questi fattori confluisce in un indice chiamato Heat Stress Scale (HSS), una scala di stress termico che va da 1 a 5. Al crescere del valore dell’HSS corrispondono misure sempre più incisive a tutela della salute dei giocatori.

Nel caso in cui l’HSS raggiunga il livello 4, è prevista l’introduzione di un cooling break di 10 minuti. Questa pausa viene concessa:

  • tra il secondo e il terzo set nei match femminili

  • tra il terzo e il quarto set in quelli maschili

Non sono invece previsti cooling break negli incontri di doppio.

Se il valore dell’HSS arriva al livello massimo, 5, l’arbitro ha la facoltà di sospendere il gioco. La sospensione riguarda indistintamente sia i campi esterni sia le arene principali e viene applicata al raggiungimento di un numero pari di game nel set in corso oppure al termine di un tie-break.

E’ esattamente quanto accaduto nel caso della partita di Sinner e di tutte quelle che si stavano disputando in quel momento, considerando anche la chiusura dell’impianto dove si stava tenendo anche il match di Lorenzo Musetti contro Tomas Machac, ovvero la John Cain Arena. Nel torneo australiano, sono tre le strutture con tetto retrattile che hanno permesso il regolare sviluppo delle partite, ovvero le citate Rod Laver Arena e John Cain Arena e anche la Margaret Court Arena.

Una sospensione che ha sicuramente aiutato Jannik in un momento molto difficile, ma chiaramente meriti anche all’altoatesino bravo a tirar fuori tanta forza mentale per portare a casa una partita che sembrava persa.

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