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Carlos Alcaraz fiducioso: “Il mio livello di gioco cresce di partita in partita”

Percorso netto per Carlos Alcaraz negli Australian Open 2026. Il n.1 del mondo continua nel suo incedere regale, regolando col punteggio di 6-2 6-4 6-1 il francese Corentin Moutet e qualificandosi agli ottavi di finale di uno Slam che in passato non pochi problemi gli ha dato.

Penso che il mio livello stia migliorando sempre di più. Ovviamente oggi Corentin non è un giocatore che dà molto ritmo alla partita: usa smorzate, slice… quindi a volte è complicato trovare il ritmo giusto. Sono riuscito a prendere quello che potevo, e di questo sono davvero contento. Sì, sono felice del livello, felice della partita. Ci sono stati alcuni scambi spettacolari e questo mi rende molto soddisfatto“, le sue prime parole in conferenza stampa.

Mantenere la concentrazione in uno Slam è sempre difficile, ma contro questo tipo di giocatori lo è ancora di più. Come ho detto, quando non sai cosa sta per arrivare e lui può fare praticamente qualsiasi cosa, diventa tutto più complicato. Puoi arretrare un po’ nel campo e subito dopo ti fa una smorzata. Se avanzi, lui gioca in top-spin. Quindi a volte è davvero difficile. Però sono contento perché sono riuscito a mantenere una buon focus per tutto il tempo. Quando le cose non andavano dalla mia parte, sono rimasto lì, cercando poi di ritrovare i miei momenti migliori, il mio buon ritmo, che ho trovato nel secondo set. Da lì in poi ho ricominciato a giocare secondo il mio stile“, ha aggiunto.

All’orizzonte c’è la sfida negli ottavi di finale contro l’americano Tommy Paul e Carlitos ha le idee molto chiare: “Lui è un grande giocatore. Stavamo parlando prima nello spogliatoio di quando fosse stata l’ultima volta che avevamo giocato contro, ed era al Roland Garros, quindi è passato parecchio tempo. So cosa devo fare, ma lui è davvero, davvero veloce. Ha ottimi colpi e anche una grande sensibilità di mano. Devo giocare il mio tennis, il mio stile, i miei colpi migliori se voglio batterlo. Ma so anche che soffrirò e devo essere pronto ad accettarlo. Devo accettare i momenti difficili che ci saranno nella partita e poi andare avanti, cercando di sentirmi a mio agio in quegli scambi duri, in quei momenti complicati“.

Vincitore dell’ultimo Major disputato, ovvero a New York, a Carlitos è stato chiesto di fare un confronto: “È difficile fare un paragone con la prima settimana dello US Open. Quello è stato il mio miglior percorso finora in uno Slam, arrivando in finale. Non posso confrontarli, perché questo è il primo torneo della stagione, mentre allo US Open avevo già giocato diversi tornei (sorride). È diverso. Sono semplicemente felice di vedere che miglioro a ogni partita e a ogni allenamento. So che continuerò a crescere e questo mi rende felice ed entusiasta di vedere quale sarà il mio livello. Poi vedremo“.

In conclusione, sul lavoro al servizio: “Una delle cose che desideravo davvero era avere un movimento fluido, un ritmo naturale, e sì, l’ho acquisito abbastanza velocemente“.

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