Notizie

Filippo Baroncini: “Ricordo le facce della gente dopo l’incidente. Ritrovati i valori di base, ho ancora sogni da inseguire”

C’è un prima e un dopo che divide nettamente la carriera e la vita di Filippo Baroncini. Il grave incidente al Giro di Polonia, lo scorso 6 agosto,  ha segnato uno dei momenti più duri della sua storia personale e sportiva, ma non ne ha spento i sogni. Al contrario, li ha resi ancora più chiari. Filippo, corridore della UAE Team Emirates, è tornato ad allenarsi, a salire in sella con fiducia e a guardare avanti con la consapevolezza di chi ha sfiorato il peggio e ha imparato a dare un valore nuovo alle cose davvero importanti. Ne è uscita un’intervista sincera, intensa, che racconta non solo un atleta, ma soprattutto un uomo che ha scelto di non arrendersi.

Prima di tutto, come stai e come procedono gli allenamenti?
“Sto bene, davvero. Gli allenamenti stanno andando bene e, giorno dopo giorno, sempre meglio. Le sensazioni migliorano man mano che riesco ad allungare il lavoro e ad aggiungere progressivamente anche esercizi più intensi. È un percorso graduale, ma sento che il corpo risponde e questo mi dà molta fiducia”. 

Cosa hai provato il giorno che sei risalito sulla bici? Hai avuto paura che la tua carriera fosse finita?
“È stato un giorno carico di emozioni. Tornare in bici era quello che mi serviva dopo tutto quello che avevo passato. La preoccupazione più grande era quella di sentire dolore pedalando, cosa che fortunatamente non è successa, e questo ha reso tutto più semplice mentalmente. Sul pensiero della carriera finita… sì, è stato qualcosa che mi è passato per la testa. Però fin dai primi momenti avevo capito che il fisico, prima o poi, si sarebbe ripreso”. 

Cosa ricordi di quel giorno al Giro di Polonia?
“Purtroppo ricordo tutto, fino a quando non mi hanno addormentato. Ho ancora in mente le facce delle persone subito dopo l’incidente, così come le parole scambiate con chi mi era accanto in quei momenti. Sono immagini che restano impresse”.

Quando ti sei reso conto della gravità della situazione dopo l’incidente?
“Appena caduto ho capito che qualcosa non andava. Ho sentito subito l’impatto alle costole, perché facevo fatica a respirare. Le gambe le muovevo bene, da quel punto di vista ero tranquillo. In faccia sentivo che c’era qualcosa che non andava. E meno male che per una questione di millimetri non è successo niente agli occhi Poi, una volta sedato, ero molto più tranquillo e non mi rendevo realmente conto della gravità. Da fuori l’incidente non sembrava così serio, il problema vero era interno ed è stato quello a rendere tutto più complicato con tempi di recupero più lunghi”. 

Tu stesso ti sei definito un “miracolato”. Come ti ha cambiato questo grave incidente?
“Quando vivi esperienze del genere inizi a renderti conto del valore delle cose essenziali della vita, come la famiglia. Siamo abituati ad avere sempre tutto, spesso anche troppo, e invece queste situazioni ti riportano ai valori di base, quelli che davvero ti rendono felice e che spesso diamo per scontati”. 

Come ha vissuto la tua famiglia questa difficile sfida?
“La mia famiglia è stata fondamentale, davvero. Hanno sofferto tantissimo, soprattutto quando ero addormentato, perché non sapevano come mi sarei svegliato e quali conseguenze ci sarebbero state. Fortunatamente è andato tutto bene ed è questa la cosa più importante”. 

Che ruolo ha avuto la squadra nel tuo percorso di recupero?
“Un ruolo fondamentale. Sono stati dei veri signori, perché non mi hanno mai messo pressione sul rientro. Mi sono sempre stati vicini, senza darmi fretta, cosa che ancora oggi continuo a non dover avere. Questo mi aiuta tantissimo, perché io di carattere tendo ad avere sempre fretta e quindi bruciare i tempi. Invece il team mi sta insegnando a restare sereno e calmo”.

Quando ti rivedremo in gara?
“Indicativamente penso a marzo. Non so ancora in quale corsa, è qualcosa che decideremo più avanti insieme alla squadra, valutando passo dopo passo”. 

Hai subito tanti incidenti in carriera, l’ultimo il più grave di tutti. Dove trovi la forza per continuare ad andare avanti?
“È quello che ho sempre sognato di fare. Mi sarebbe dispiaciuto smettere senza aver lasciato un segno importante. Ho ancora tanti sogni e tanta voglia di inseguirli”. 

Uno su tutti?
“Provare a rivincere un Mondiale o la Milano-Sanremo, che da sempre è la corsa dei miei sogni. Ma quest’anno il sogno più grande è uno solo: tornare al mio livello”. 

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record

Read on Sportsweek.org:

Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Met: Argento e record italiano di Simone Ciulli
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record

Altri sport

Sponsored