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Panatta senza dubbi: “Sinner più solido di Alcaraz per il Grande Slam”

Nel corso della trasmissione “Panatta & Bertolucci Tennis Heroes” su Sky Sport, Adriano Panatta ha tracciato un quadro molto netto del presente e del futuro del tennis mondiale, individuando in Jannik Sinner e Carlos Alcaraz due riferimenti difficilmente avvicinabili anche nei prossimi anni.

Secondo me nel 2026 cambierà molto poco. Sinner e Alcaraz sono nettamente i più forti di tutti gli altri e non vedo nessuno che possa davvero contrastarli“, ha spiegato l’ex campione azzurro. Un dominio che, a suo avviso, diventa ancora più evidente nei tornei dello Slam: “Negli Slam si gioca tre set su cinque e io non vedo nessuno in grado di vincere contro di loro“.

Panatta ha poi acceso i riflettori su un possibile grande obiettivo nella mente di Sinner: “Secondo me Jannik ha un obiettivo nascosto dentro di sé, ovvero fare il Grande Slam. La decisione di continuare con Cahill anche nel 2026 è un segnale che ci sta pensando davvero”. Un’impresa rarissima, che nemmeno Federer, Nadal e Djokovic sono riusciti a completare: “C’è una ragione se non ci sono riusciti. C’erano tanti concorrenti e anche Murray. Oggi sono in due e questo, di fatto, raddoppia le possibilità”.

Dal punto di vista tecnico, Panatta vede Sinner leggermente più adatto all’impresa: “Come tipologia di giocatore, Sinner è più strutturato di Alcaraz per fare il Grande Slam perché è più costante e più solido. Carlos, però, ha momenti in cui diventa ingiocabile. Ovviamente sono discorsi fatti al netto di infortuni e problemi di salute“.

L’ex numero uno azzurro ha sottolineato anche l’importanza della programmazione: “Non dimentichiamo che Sinner quest’anno ha giocato circa tre mesi in meno. L’anno prossimo avrà quattro Masters 1000 in più: la programmazione ha quasi la stessa importanza dell’allenamento“.

Parlando degli altri possibili rivali, Panatta è stato chiaro: “Non vedo nomi che possano battere Sinner e Alcaraz“. Su Lorenzo Musetti, il giudizio è tecnico e diretto: “Ora a Musetti manca il servizio. Non ha la solidità al servizio di Sinner e Alcaraz e deve migliorare anche la posizione in campo. Contro i giocatori forti va avanti, ma contro quelli meno forti non deve fare un passo indietro. Se li batte più facilmente, acquisisce sicurezza”.

Lo sguardo si allarga poi al circuito: “Sei o sette anni fa, quando Zverev vinse Roma, lo consideravamo un predestinato, io compreso, ma ha deluso le aspettative. Rune ha mostrato qualcosa, ma si è fatto male, Fonseca è ancora presto e ha bisogno di tutto il 2026 per rinforzarsi. Shelton, invece, potrebbe cambiare tendenza solo facendo serve&volley: da fondo non può reggere. L’unico che oggi sa davvero muoversi bene a rete è Alcaraz, che è il miglior giocatore di volo“.

Infine, l’analisi sulle superfici e sulla continuità: “Alcaraz gioca meglio sulla terra, Sinner sull’erba e indoor. Sul cemento, se le condizioni sono perfette, Sinner è favorito. Con condizioni più difficili, Alcaraz può avere qualcosa in più, soprattutto a New York. Sinner ha un grande vantaggio: Carlos può avere una giornata storta e uscire presto, mentre a lui quasi mai. Il tennis, però, ha anche una componente di casualità, ricordando quanto è successo con Jannik a Wimbledon contro Dimitrov“.

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