US Open 2025: da Sinner-Shapovalov al derby Musetti-Cobolli, emozioni italiane a New York
Giornata ancora a forti tinte italiane, quella che si va ad avviare a Flushing Meadows per gli US Open 2025. Da una parte c’è Jannik Sinner contro il canadese Denis Shapovalov, con l’Arthur Ashe Stadium che per la terza volta accoglierà il numero 1 del mondo nella sessione diurna, dall’altra Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli apriranno con il derby il programma sul Louis Armstrong Stadium (e per il toscano è la terza volta consecutiva).
Il capitolo Sinner-Shapovalov non è banale per almeno due ordini di motivi. Il primo si lega all’unico precedente: Australian Open 2021. Per una serie di sfortune legate alla pioggia dei giorni precedenti e alle decisioni dell’organizzazione, ci fu una particolare sequenza di eventi. In quel gennaio i tornei pre-Melbourne si giocarono a Melbourne per tenere tutti in una bolla causa pandemia di Covid-19, ma la pioggia creò diversi problemi. Sinner vinse il suo torneo alla domenica, e non al sabato come previsto, ma il suo primo turno con Shapovalov fu programmato di lunedì sera perché il suo lato di tabellone doveva debuttare per primo. Un Sinner chiaramente stanco da tante fatiche lottò comunque fino al quinto set, ma dovette cedere: al tempo Shapovalov era numero 11 del seeding e tutti pronosticavano lui e Felix Auger-Aliassime come futuro già presente del Canada.
Non lo è diventato nessuno dei due, e anzi “Shapo” ha dovuto fare i conti con un numero importante di problematiche in campo e fuori. Già nello scorso ottobre, però, ha iniziato con profitto la risalita che lo ha riportato nella zona della 30a posizione. Prima, però, è accaduto che il canadese si sia scagliato, nei fatti, contro Sinner fin dal “Different rules for different players” e connessi sui social, quando è esploso il caso Clostebol, anzi proprio nelle sue primissime fasi. Intanto la storia è evoluta, se ne sono compresi tutti gli aspetti e chissà, magari qualche chiarimento ci sarà stato, o forse no. Del resto, con Jannik poco trapela in fatto di pubblico. Quel che è certo, però, è che questo match avrebbe avuto pieno diritto di finire in sessione notturna. Un altro fattore è però intervenuto: la fine quasi alle due di notte newyorkesi di Tommy Paul contro il portoghese Nuno Borges. A quel punto l’organizzazione non ha potuto far altro che dargli il massimo riposo prima della complicata sfida al kazako Alexander Bublik. Da qui, peraltro, uscirà la sfida di ottavi che si lega a Sinner-Shapovalov.
Oggi è però un giorno importante anche per un altro motivo: un giocatore negli ottavi l’Italia già sa di averlo. Sarà uno tra Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, e va detto che a New York non c’era mai stata una sfida di così alto spessore tra due italiani (e non ce n’erano state molte tra due azzurri in generale, almeno al maschile: quattro prima di oggi). Il toscano parte favorito per due motivi: sembra stia ritrovando una discreta condizione e ha meno ore nelle gambe rispetto all’uomo che ha Roma (e la Roma) nel cuore, trovatosi a combattere per quattro ore e mezza contro il beniamino di casa Jenson Brooksby in una delle partite di maggiore qualità del torneo fino a questo momento. I due si conoscono bene fin da piccoli, visto che s’incrociavano nei tornei junior dal Lemon Bowl in poi e hanno anche condiviso dei momenti di vita assieme (di aneddoti ne esistono con una certa abbondanza). Difficile aspettarsi una bella partita, facile attendersi molta tensione, evidente capire che la posta in palio parla di conferme per Flavio, di ATP Finals per Lorenzo.
Il singolare maschile, però, vivrà anche di altri incontri che vale la pena osservare. Come quello che si pone direttamente nel solco di Musetti-Cobolli. Da una parte Jaume Munar, lo spagnolo che era dato come possibile erede della generazione Nadal e che solo ora sta riuscendo ad avere la miglior stagione della propria carriera, dall’altra il belga Zizou Bergs, ottimo tennis non sempre supportato dalla continuità (e a volte neppure dalla condizione fisica). Ma il confronto che accende parecchie fantasie si gioca nello spot di quarti immediatamente sotto quello del trio azzurro. Alexander Zverev è atteso al primo test davvero importante, quello del canadese Felix Auger-Aliassime che, come lui, non ha perso un set nei primi due incontri. Resta comunque favorito il tedesco, anche per i precedenti che sono 6-2 in suo favore (ma sono quasi tutti precedenti il 2022 compreso), ma Auger-Aliassime ha vinto nell’unica occasione Slam. In palio, potenzialmente, la sfida ad Andrey Rublev, che testa le ambizioni del giocatore che da solo è già nella storia di Hong Kong, perché prima di Coleman Wong non c’era mai stato nessuno, in Era Open, anche solo in un tabellone principale maschile, figuriamoci al terzo turno. Se poi Alex de Minaur affronta da favorito il confronto con il tedesco Daniel Altmaier, l’australiano lo è ancor più per andare lontano se si pensa che dalla sua parte c’è il confronto più inatteso, quello tra il redivivo polacco Kamil Majchrzak e lo svizzero Leandro Riedi, cresciuto in una famiglia di assistenti di volo e ora capace di far volare il cognome della stessa in campo tennistico.
Anche nel tabellone femminile ci sono sfide di un certo qual interesse, a partire da quella che apre l’Arthur Ashe Stadium tra Coco Gauff e la polacca Magdalena Frech. Visti i problemi di continuità della numero 3 del mondo non si può certo dare per scontato quest’incontro nonostante il suo 2-0 nei precedenti. Molto interessante il confronto che farà capire cosa vuole fare Naomi Osaka: la giapponese è attesa da Daria Kasatkina, alla prima chance di andare lontano negli Slam da australiana. Nel mirino c’è l’approdo agli ottavi che già le era riuscito nel 2017 e 2023, senza però andare oltre. Strafavorita Amanda Anisimova con la rumena Jaqueline Cristian, mentre ci sono ambizioni di ritorno in auge (specie in quegli Slam che ha sofferto molto negli ultimi anni, tanto da determinarne la discesa in classifica) per Maria Sakkari. La greca, però, deve far passare il suo tennis sempre in pressione dalla buona continuità della brasiliana Beatriz Haddad Maia.
La tedesca Laura Siegemund continua a dare valore a quest’ultima parte della sua carriera, ma il suo terzo turno con la russa Ekaterina Alexandrova è complesso per il semplice motivo che si parla di una delle giocatrici in maggior forma del torneo. Continua, invece, il discorso complesso per Iga Swiatek. Al secondo turno ha avuto una delle giocatrici in ascesa che avrebbe preferito evitare dal lotto delle non teste di serie, l’olandese Suzan Lamens, e adesso deve tenere a bada le ambizioni di Anna Kalinskaya, con la russa che cerca la rivincita del recente quarto di finale a Cincinnati, torneo poi vinto dall’attuale numero 2 del ranking mondiale.