ATP Montecarlo 2025: il tabellone di Lorenzo Musetti. Prospettiva Zverev (o forse no)
L’ultima volta che Lorenzo Musetti si era presentato sulla terra rossa l’avevamo lasciato al Roland Garros. No, non nella versione Grande Slam, ma in quella delle Olimpiadi di Parigi 2024. Dopo cent’anni, infatti, su quel rosso il 3 agosto 2024 è stato lui a dare all’Italia la prima medaglia, il bronzo, cui si sarebbe aggiunto l’oro di Sara Errani e Jasmine Paolini meno di ventiquattr’ore dopo.
Stavolta ci si ritrova di nuovo in territorio francese (perché di fatto tale è Roquebrune-Cap Martin, alias Roccabruna-Capo Martino, che sta a metà strada tra Mentone e Montecarlo), ma per il primo Masters 1000 sul mattone tritato. Montecarlo, quello di maggior tradizione, uno degli ultimi rimasti a 56 e con una settimana di durata, ma le cui viste superano anche certe difficoltà logistiche inevitabili per un luogo che inevitabilmente più di 150.000 persone in una settimana fa fatica ad ospitare.
Per Musetti, che è testa di serie numero 13, ci sarà subito un qualificato, dunque è ancora presto in questo senso per qualsiasi tipo di analisi. Va detto che nel tabellone cadetto ci sono Luca Nardi e Mattia Bellucci, il che potrebbe aumentare il contingente italiano al momento già in numero di sei.
Al secondo turno può esserci uno tra il ceco Jiri Lehecka e l’americano Sebastian Korda. Con l’uno è sotto 0-2 nei precedenti, entrambi però giocati sul veloce (indoor di Rotterdam nel 2022, quarti, e outdoor di Miami nel 2023, 2° turno). Con l’altro, invece, perfetta parità: 2-2 che si trasforma in 2-0 quando si deve parlare di terra rossa, sulla quale ha vinto tanto a Lione nel 2021 quanto a Madrid nel 2022. C’è però da rimarcare che i due non giocano l’uno contro l’altro da tre anni, nei quali sono significativamente evoluti tanto loro quanto il tennis.
Il vero obiettivo, però, è quello del terzo turno. Il potenziale confronto, quello con Alexander Zverev, sembrerebbe impossibile. Ecco, dimenticatevi la parola impossibile. Tanto per cominciare, Musetti le partite finite contro il tedesco le ha sempre vinte (quarti sia alle Olimpiadi che a Vienna, in quest’ultimo caso sul veloce indoor), con quell’1 del 2-1 nei precedenti che è il ritiro a Madrid 2022 che poi gli costò il Foro Italico. Inoltre, quello con Zverev è un confronto al momento potenziale, perché prima avrebbe probabilmente Matteo Berrettini, in un secondo turno che nessuno dei due avrebbe voluto. Contro il capitolino Musetti ha vinto la finale di Napoli (ATP 250 sul veloce outdoor) nel 2022 e poi perso la semifinale sull’erba di Stoccarda. Questo, naturalmente, qualora un derby italiano fosse all’orizzonte, cosa anche possibile visto che di Zverev tutto si può dire meno che stia giocando il suo miglior tennis.
Ai quarti possibile doppia prospettiva, derivante soprattutto dalla potenziale rivincita della finale 2023 tra Stefanos Tsitsipas e Holger Rune (Nuno Borges permettendo dalla parte del secondo, ed è un primo turno tra i più intriganti). Solo sconfitte per Musetti con il greco, che non affronta da due anni e con il quale era avanti di due set al primo turno del Roland Garros 2022, in una sessione serale che poi lo vide cedere di colpo. Chiaramente oggi il toscano è tutt’altro giocatore a livello di resistenza fisica. Quanto al danese, invece, 0-2 con sconfitte su terreni veloci, nel 2023 al Queen’s (quarti) e nel 2024 a Indian Wells (3° turno).
Volendo pensare a una semifinale, ecco poter pensare che ci sia di nuovo Novak Djokovic, come a Miami, come alle Olimpiadi e come a Montecarlo 2023, l’anno dell’unico successo del carrarino nei confronti del serbo, che ha perso tutte le altre otto sfide. Al serbo è toccato un tabellone che quasi si sarebbe scelto volentieri lui: Tabilo che da dopo Roma 2024 sul rosso non ha più praticamente inciso, Dimitrov che ha travolto a Miami e chiunque non si chiami Medvedev (più probabilmente l’australiano Alex de Minaur) ai quarti. Chiaramente con il toscano sarebbe storia diversa, e anche la terza volta di loro due l’uno contro l’altro nell’esclusivo club dove in tantissimi, loro due compresi, s’allenano.
Chiaramente c’è poi un eventuale discorso di finale, dunque di Alcaraz o Ruud come candidati principali. Ma, prima di arrivare lì, è necessario superare tutti gli altri ostacoli. Si può sperare, ma bisogna dirlo: molto, se non tutto, passa dai primi due match a livello di fiducia.