Guido Monaco: “Berrettini già ora vale la top16. Musetti sul cemento non è da top10”
Guido Monaco ha posto i puntini sulle i rispetto ai temi d’attualità del tennis mondiale. La voce tecnica di Eurosport, ospite del consueto appuntamento di TennisMania, in onda sul canale Youtube di OA Sport, si è focalizzato su quanto è accaduto nel torneo di Miami. Siamo all’atto finale che si disputerà domenica 30 marzo tra il 24-volte vincitore Slam, Novak Djokovic, e il giovane ceco (classe 2005) Jakub Mensik.
“Il rendimento al servizio di Mensik è una delle cose più impressionanti di questo torneo che sta dando risposte più veritiere rispetto a Indian Wells, evento quest’ultimo un po’ anomalo. Draper veniva dalla vittoria in California, poi qui si è ritrovato davanti subito il ceco ed esce: questo fa capire quanto sia difficile il tennis. Ovviamente non è solo servizio, ma tante altre cose. Però il servizio partecipa in maniera importante alle sue vittorie. Si tratta di un giocatore poco appariscente, ma difficile da scardinare“, ha affermato Monaco.
Analizzando le caratteristiche di gioco di tennisti come Mensik: “Se giocatori alti 2 metri coprono il campo così, c’è da preoccuparsi…Il percorso è molto simile a quello di Sinner, Rune e Fonseca, ovvero quelli che imparano in fretta. L’unico dubbio che ho su di lui riguarda il diritto: non è un cattivo colpo, ma a volte lo vedo un po’ strappato. Il rovescio invece è straordinario. Mensik comunque è un giocatore fisicamente già pronto, mentre Fonseca non lo è. La nazionalità di provenienza nello sport fa la differenza e il ceco non se lo fila nessuno, forse per immagine colpisce meno rispetto al brasiliano“.
Vero è che dall’altra parte del campo ci sarà Djokovic, intenzionato a conquistare il titolo n.100 della carriera: “Lui ha ritrovato fiducia. Dimitrov e Musetti hanno fatto un po’ la stessa figura. Anche con Korda è stato molto incisivo. Sta servendo con una percentuale di prime palle assurda ed è in forma fisicamente. È Djokovic, non c’è altro da aggiungere“.
Monaco ha parlato anche di Matteo Berrettini e delle sue ambizioni, dopo essersi fermato nei quarti di finale in Florida: “L’obiettivo di Berrettini è tornare top-16 prima di Wimbledon. Che valga i primi 16 già adesso, ci sono pochi dubbi. Se resta in questa forma, in uno dei 1000 sulla terra potrebbe profilarsi un’occasione, magari a Madrid dove lui si trova bene, ma anche a Roma avrà tanta voglia. Poi dipende anche dai sorteggi. Se ti capitano subito Draper o Mensik…Negli occhi di Matteo vedo voglia di emergere, un atleta molto presente e con tanta voglia di fare e di tornare a essere ciò che era. Poi anche lui ha dei limiti. Nonostante i miglioramenti, il rovescio resta il punto debole. Per quanto si sposti bene in campo, non è Sinner o Alcaraz. Per un giocatore come lui per me è assurdo sfruttare così poco la volée. Se sulla terra si farà vedere un po’ più davanti, ci potremo divertire.“.
Un pensiero anche su Lorenzo Musetti, spintosi a Miami fino agli ottavi di finale e sconfitto da Djokovic: “Musetti sul cemento non vale assolutamente i primi 10. Lorenzo è diventato però un giocatore sempre più consistente anche su questa superficie. Il problema è che non basta volere le cose. Sei nell’elite mondiale. Ma se non sei in cima, devi sfruttare le opportunità che ti capitano. Lui questo lo ha fatto sulla terra e sull’erba, ma sul cemento è molto difficile”.
In conclusione, una battuta su Alexander Zverev, tra le delusioni del momento: “Zverev è strano. Sembrava in ripresa. In questi mesi ha perso sempre partite da situazioni di vantaggio. È entrato qualcosa nel meccanismo, può darsi un contraccolpo per quella batosta che ha preso a Melbourne. Non riesco a essere sorpreso di un tennis di Zverev che si inceppa“.