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Atletica, l’Italia può finire in top-10 nel medagliere ai Mondiali? Le insidie dell’ultima giornata

Alla vigilia dell’ultima giornata dei Mondiali 2023 di atletica leggera, l’Italia ha conquistato quattro medaglie: l’oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, gli argenti di Leonardo Fabbri nel getto del peso e della 4×100 maschile (Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta, Filippo Tortu), il bronzo di Antonella Palmisano nella 20 km di marcia. Grazie a questi sontuosi risultati, che alle nostre latitudini non si vedevano addirittura dal 2001 in termini di piazzamenti sul podio, il Bel Paese si è issato al nono posto nel medagliere. Il risultato è davvero eccezionale, ma mancano ancora otto gare da medaglia nella giornata di domenica 27 agosto e l’Italia dovrà cercare di conservare il proprio piazzamento nella top-10: sarebbe un ulteriore sigillo sulla qualità del movimento tricolore.

La nostra Nazionale non avrà molte carte da giocarsi nell’ultima giornata: tre maratoneti (attenzione a Eyob Faniel, già terzo a New York due anni fa, ma più per un buon piazzamento che per un metallo) e le due staffette 4×400, che potrebbero comunque essere delle outsider per il podio. Bisognerà guardare ai risultati delle avversarie dirette: Australia e Olanda sono decime con 1 oro, 1 argento, 2 bronzi; la Norvegia è dodicesima con 1 oro, 1 argento, 1 bronzo; l’Uganda è sedicesima con 1 oro. Sulla carta la Maratona del mattino dovrebbe essere un affare tra Kenya ed Etiopia (ci andrebbe benissimo), ma attenzione perché l’Uganda può piazzare il sorpresone con Victor Kiplangat, Stephen Vissa o Andrew Kwemoi.

I 5000 metri maschili saranno cruciale per le ambizioni dell’Italia: bisogna sperare che non vincano né il norvegese Jakob Ingebrigtsen (grande favorito della vigilia, ma attenzione anche al suo connazionale Narve Nordas) né l’ugandese Oscar Chelimo, a questo punto bisognerebbe tifare o lo spagnolo Mohamed Katir o etiopi e kenyani. Sarà determinante anche il salto in alto femminile: per lasciarsi dietro l’Australia, Eleanor Patterson e Nicola Olyslagers non devono vincere e non devono nemmeno salire sul podio insieme (l’accoppiata argento-bronzo ci penalizzerebbe). In questo caso le avversarie principali sono le ucraine Iryna Gerashchenko e Yaroslava Mahuchikh.

Il tiro del giavellotto maschile non sarà un fattore in questa corsa, probabilmente come i 3000 siepi femminili dove le kenyane e le etiopi hanno una marcia in più. Sugli 800 metri femminili non dovrebbe vincere l’ugandese Halimah Nakaayi, ma la Campionessa del Mondo 2019 potrebbe magari inventarsi il colpaccio (le favorite restano le statunitensi Athing Mu e Raevyn Rogers, le britanniche Jemma Reekie e Keely Hodgkinson, la kenyana Mary Moraa).

Poi si passerebbe alle staffette del miglio, dove può succedere davvero di tutto. USA e Gran Bretagna sono favorite tra gli uomini, ma l’Olanda sarà in pista… Nella 4×400 femminile l’Olanda di Femke Bol è proprio una delle pretendenti alle medaglie, bisognerà sperare che facciano massimo bronzo in una gara dove la Gran Bretagna potrebbe partire favorita. L’Italia sfida a distanza Olanda, Australia, Norvegia e Uganda con un grande sogno: essere tra le dieci potenze del Pianeta nella Regina degli sport alle Olimpiadi.

Foto: Lapresse

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