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F1, GP Ungheria 2022: promossi e bocciati. Verstappen trionfa, la Ferrari è solo tronfia

Il Gran Premio d’Ungheria di Formula Uno ha ufficialmente posto fine alla prima parte della stagione 2022. Il Circus si appresta infatti ad affrontare una lunga pausa estiva in vista del ritorno in azione in Belgio, a fine mese. Prima delle ferie agostane, andiamo a vedere chi sono i principali promossi e bocciati dell’Hungaroring.

I PROMOSSI

VERSTAPPEN Max – Con buona pace dei leoni da tastiera che rosicano per il suo successo ungherese, Super Max è stato Leone vero (non a caso con la “L” maiuscola). Il suo weekend partiva con il presupposto di dover correre in difesa contro una Ferrari superiore. Il problema alla batteria in qualifica gli ha peraltro tremendamente complicato la vita, obbligandolo a partire decimo su una pista dove i sorpassi sono merce rara. Eppure, nonostante le complicazioni, ieri ha dato sfoggio a tutto il suo repertorio. Incisivo in partenza, chirurgico nei sorpassi iniziali, attendista nei momenti in cui era necessario gestire gli pneumatici, aggressivo in quelli in cui bisognava fare la differenza. Si è permesso anche uno scenico 360° prima di raccogliere una vittoria su cui forse neppure lui stesso avrebbe scommesso domenica mattina. Avrebbe dovuto contenere i danni, invece ha mandato nuovamente al tappeto gli avversari.

HAMILTON Lewis – Zitto zitto, il trentasettenne britannico ha inanellato il quinto podio consecutivo. A partire dal GP d’Azerbaigian ha marcato 96 punti. Solo Verstappen ne ha messi a referto di più. Siamo a sei piazzamenti complessivi nella top-three nell’arco del 2022, uno più di quelli raccolti da Leclerc. Non male per “un vecchietto demotivato che vinceva solo grazie alla macchina”, come lo hanno spesso definito altri leoni da tastiera (o forse sono gli stessi che sminuiscono Verstappen). Ieri Lewis ha corso da veterano consumato, dimostrando di avere ancora qualcosa di importante da dire anche nella F1 del 2023, quando magari tornerà ad avere per le mani una Mercedes potenzialmente vincente.

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RUSSELL George – Il giro valsogli la pole position sarebbe sufficiente per inserirlo nel novero dei promossi, poiché rappresenta un autentico “coniglio estratto dal cilindro”. Però non si è limitato a brillare al sabato. Domenica ha saputo comandare autorevolmente per metà distanza, lottando poi con le unghie per arpionare il terzo posto. Gli manca ancora un po’ di esperienza, soprattutto nella gestione della gara, ma quella si costruisce con il tempo e con performance come quella magiara.

VETTEL Sebastian – Si merita la promozione per la caparbietà mostrata. Ormai abituato a partire dalle retrovie, il trentacinquenne tedesco ha remato strenuamente sino ad arpionare un punticino. Parliamo di un quattro volte Campione del Mondo che non ha paura di sporcarsi le mani nel midfield, a dimostrazione di come voglia chiudere nel miglior modo possibile una carriera ormai prossima alla conclusione, ma durante la quale ha brillato come pochi hanno saputo fare nella storia della F1. Nonostante sia ormai appannato, quel fuoco continua a bruciare.

I BOCCIATI

FERRARI IN TOTO – Le previsioni annunciavano il fresco per domenica da giorni, invece ci si è beati delle performance con il caldo del venerdì senza cercare adeguatamente le contromisure in termini di assetto in vista della gara. D’accordo, ha fatto anche più freddo del previsto, ma la F1-75 era troppo intirizzita per non pensare che il set-up fosse lontano da quello migliore possibile. Se invece davvero la monoposto non poteva andare meglio di così, allora sarebbe il caso di evitare dichiarazioni tonitruanti a piè sospinto chiamando la doppietta. Peraltro, incaponirsi su mescola dura nonostante la Pirelli le avesse sconsigliate a priori e le Alpine stessero confermando l’anticipazione del gommista, rappresenta l’ennesima lettura incomprensibile del muretto box. Aggiungiamoci una serie di problematiche nei pit-stop, spesso e volentieri troppo lenti, che stanno diventando un’abitudine, ma che passano in cavalleria per gli svarioni dei piloti (Francia) o degli strateghi (molti altri GP, Ungheria compresa).

BINOTTO Mattia – Breve sunto delle dichiarazioni rilasciate nell’ultima settimana dal soggetto in questione.
Martedì 26 luglio: “La nostra macchina è fantastica, gentile con le gomme, abbiamo piena fiducia nel nostro pacchetto. L’Ungheria sarà di nuovo molto calda e si parlerà ancora di gestione delle gomme, degrado e surriscaldamento”.
Domenica 31 luglio: “Non è un problema di strategia, ma di macchina che non andava. Sainz ha fatto la stessa strategia di Hamilton ed è finito dietro: quando una macchina non funziona puoi mettere la gomma che vuoi, ma tanto non gira. Non ha funzionato la macchina, non ci ha dato il respiro di fare quello che volevamo”. Sipario.

RICCIARDO Daniel – La McLaren non è all’altezza dei top team, ma Norris la porta al massimo risultato possibile, ovvero il settimo posto, tenendosi alle spalle entrambe le Alpine. Ricciardo invece entra in collisione con Stroll, si becca una penalità e finisce quindicesimo. Lui si arrabbia quando gli chiedono se sta pensando di mollare, ma oggettivamente i risultati languono e sta facendo molto peggio rispetto al già difficile 2021. È l’ombra del pilota ammirato in Red Bull e anche in Renault.

Foto: La Presse

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