LIVE Sanremo 2021 oggi, Finale in DIRETTA: Chi sarà il vincitore del Festival? Sul palco dell’Ariston Tomba e Pellegrini
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22.24: Un pezzo da sentire e risentire, cantare e ricantare. E’ costruito con un crescendo vincente. E’ un pezzo disegnato su misura per la voce e la classe di Malika Ayane
22.23: Malika Ayane, prodotta da Caterina Caselli, ha portato un pezzo fortissimo!
22.20: Bellissima Malika, vestita Armani. E’ lei la regina degli outfit sanremesi
22.19: MALIKA AYANE CON ‘TI PIACI COSÌ’ 9. POSTO
Malika Ayane è nata il 31 gennaio 1984 a Milano. Il padre è marocchino e la madre è italiana, si sono incontrati durante un viaggio in marocco della madre. Il padre Ahmed ha scelto il nome Malika poiché vuol dire regina e il nome di sua nonna. A 11 anni Malika canta già alla Scala di Milano, prima come corista e poi come solista. Si iscrive al Conservatorio di Milano dove studia canto e violoncello e dopo il diploma inizia ufficialmente la sua carriera canore. Inizia a esibirsi in piccoli eventi e sagre locali, percorrendo una lunghissima gavetta che la porterà lentamente al successo. Appassionata di blues, jazz e gospel, sperimenta anche l’electro-clash. Dopo una lunga gavetta, Malika Ayane inizia a farsi notare nel 2008 quando incide il suo primo album che viene certificato disco di platino. Grazie al successo del sinfgolo Feeling Better, Malika conquista la notorietà. Amata dal pubblico e dalla critica, Malika Ayane partecipa 4 volte al Festival di Sanremo, è uno dei 4 giudici a X Factor 13, interpreta Evita Peròn nell’omonimo musical e pubblica ben 5 album, affermandosi come una delle cantanti più amate e stimate del panorama musicale italiano.
Malika Ayane lavorando come cameriera in un locale, ha potuto mostrare il suo talento. Il venerdì sera le lasciavano mezz’ora per cantare, ed è stata notata dal musicista Ferdinando Arnò, che le chiese di diventare la sua segretaria personale. A darle la possibilità di incidere il suo primo album è stata Caterina Caselli, che era rimane colpita dalla sua bravura. Nel 2008 esce il primo album di Malika Ayane, intitolato semplicemente: Malika Ayane. Con il secondo singolo estratto dall’album, Feeling Better, Malika raggiunge notorietà e successo, che la portano non solo ad essere amata da pubblico e critica ma anche a collaborare con grandi nomi come: Pacifico, Duffy e Andrea Bocelli. Nel 2009 è autrice del brano Dopo di me per Valerio Scanu (concorrente dell’ottava edizione di Amici di Maria De Filippi) e insieme a Morgan, Ligabue, Jovanotti, Francesco Renga, J-Ax, Negramaro, Tiziano Ferro e tanti altri, canta il brano Domani 21/04/2009, parte all’iniziativa di Artisti Uniti per l’Abruzzo. Malika Ayane continua a collaborare con grandi artisti e partecipa a vari Festival di Sanremo, portandosi a casa il Premio Mia Martini e il Premio della Stampa. Nel 2010 viene invitata alla serata di premiazione del David di Donatello durante il quale canta La prima cosa bella, e l’anno dopo canta Il giorno in più, inserito nella colonna sonora dell’omonimo film di Fabio Volo. Malika Ayane non si ferma mai: pubblica altri 4 album, il più famoso è Ricreazione del 2012. Partecipa nel 2015 a The Voice of Italy, e nello stesso anno presta la voce nella versione italiana del cortometraggio della Pixar Lava. Nello stesso anno pubblica l’album Naïf, da cui viene estratto il singolo Senza fare sul serio che si classifica come seconda canzone passata in radio dell’intero 2015. Tra il 2016 e il 2017 veste i panni di Evita Peron nell’omonimo musical e collabora con Raphael Gualazzi. Nel maggio 2018 Malika Ayane pubblica un video messaggio su Instagram, nel quale annuncia l’uscita di Stracciabudella, singolo che fa da apripista al nuovo progetto , Domino, pubblicato per Sugar Music nel settembre dello stesso anno.
Il 5 novembre 2020 esce il brano Inguaribile e romantico, una collaborazione con Ghemon. Entrambi saranno in gara al Festival di Sanremo 2021.
Malika Ayane è stata giudicedi X Factor 2019 rappresentando la categoria under uomini. La cantante ha affrontato questa sfida dichiarando: “L’idea di poter lavorare e dare qualcosa a chi sta costruendo la propria carriera mi emoziona tantissimo“. Durante tutto il talent si sono distinti i talenti di Sofia Tornambene (vincitrice di questa edizione), Booda, Maryam Rouass, Nuela, Davide Rossi, i Sierra, i Kyber
Non è mai tardi
Non è mai detto
Che tutto sia fermo
Immobile
Già scritto
Forse c’è una possibilità
Che desideri
E puoi scegliere
Ti fa muovere
Senza spingere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Non era, non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo senti che cedi
Come lo sguardo al fulmine
Non c’è intuizione
Senza scintilla
Perderti senza chiedere ti assomiglia
Non è spocchia ma necessità
Di sorprenderti
Di decidere
Cosa prendere, quando smettere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Com’era non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo senti che tremi
A che serve resistere
Ti desideri e vuoi scegliere
Cosa muovere, quando spingere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Non era, non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo vedi che tremi
Non ha senso resistere
Scritta e arrangiata da Pacifico, Rocco Rampino e Alessandra Flora, il brano racconta della consapevolezza personale e del risolversi dopo una serie di situazioni difficili e spiacevoli. Riconoscere sé stessi senza giudicarsi troppo severamente e accettearsi per quel che si è.
“L’idea di tornare sul luogo del delitto” – confessa Malika Ayane ai microfoni Tv Sorrisi e Canzoni – “mi è venuta la scorsa estate mentre mi trovavo su una spiaggia bellissima. Mi sono resa conto che qualcosa era cambiato nel nostro presente e che quindi la musica ancora di più aveva un valore, ho sentito una sorta di senso di responsabilità“. Il brano che proporrà all’Ariston “parla di sensazioni, è la descrizione di un preciso attimo in cui ci si accorge che tutto può succedere, purché parta da una consapevolezza di sé. È la stessa sensazione che ti porta a ballare da solo scalzo in mezzo a una stanza, perché sei vivo“.
22.14: Pezzo da falò in spiaggia, arriva da un’altra epoca, da un altro pianeta, meriterebbero l’applauso del pubblico dell’Ariston. Potrebbero salire ancora in classifica
22.13: Canzone che mette allegria, è, come dicono Colapesce e Dimartino, “leggerissima”
22.12: Intro molto simile a Vivo da re di Cremonini
22.11: COLAPESCE E DIMARTINO CON ‘MUSICA LEGGERISSIMA’ 8. POSTO
Colapesce, pseudonimo di Lorenzo Urciullo, nasce a Solarino in Sicilia il 6 settembre 1983. Curiosa la scelta del nome d’arte che deriva da una leggenda sicula la quale narra la storia di un figlio di un pescatore che rimase sott’acqua per reggere una delle tre colonne della Sicilia onde evitare che la regione sprofondasse. Colapesce ha pubblicato nel 2012 il suo primo album “Un meraviglio declino” facente parte del genere indie. Nel 2015 si sposta più un su genere elettronico con l’album “Egomostro”. Nel 2017 è la volta di “Infedele”. Nel 2019 debutta come attore nello spettacolo teatrale “Stanno tutti male”.
Dimartino, nome completo di Antonio Di Martino, nasce a Palermo il 1 dicembre 1982. Nel 1998 fonda un gruppo denominato Famelika, con lo scopo di “combattere” con la musica la mafia. Nel 2010 arriva il suo primo disco “Cara maestra abbiamo perso”. Nel 2012 esce l’album “Sarebbe bello non lasciarci mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile”. Nel 2015, prendendo come spunto Cesare Pavese, dà vita al progetto “Questo paese ci vuole”, ispirato proprio al romanzo di Pavese “La luna e i falò”. Nel 2017, Dimartino, ha pubblicato il libro “Un mondo raro”.
Nel 2020 Colapesce e Dimartino per festeggiare i 10 anni di carriera decidono di collaborare insieme ad un progetto, infatti pubblicano il disco “I mortali”. In quest’album sono presenti anche due brani eseguiti con Carmen Consoli. Da sottolineare come i due artisti fanno parte dell’etichetta discografica “Numero uno” fondata da Lucio Battisti e Mogol.
Se fosse un’orchestra a parlare per noi
Sarebbe più facile cantarsi un addio
Diventare adulti sarebbe un crescendo
Di violini e guai
I tamburi annunciano un temporale
Il maestro è andato via
Metti un po’ di musica leggera
Perchè ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno
Se bastasse un concerto per far nascere un fiore
Tra i palazzi distrutti dalle bombe nemiche
Nel nome di un Dio
Che non viene fuori col temporale
Il maestro è andato via
Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno
Rimane in sottofondo
Dentro ai supermercati
La cantano i soldati
I figli alcolizzati
I preti progressisti
La senti nei quartieri
Assolati
Che rimbomba leggera
Si annida nei pensieri
In palestra
Tiene in piedi una festa
Anche di merda
Ripensi alla tua vita
Alle cose che hai lasciato
Cadere nello spazio
Della tua indifferenza
Animale
Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo
Metti un po’ di musica leggera
Nel silenzio assordante
Per non cadere dentro al buco nero
Che sta ad un passo da noi, da noi
Più o meno
Il brano riflette sull’importanza della musica anche nei momenti più difficili della vita, descrivendo gli effetti benefici di un buon brano o un arrangiamento anche sui momenti più complicati dell’esistenza e della società. “Musica leggerissima” di Colapesce e Dimartino si configura come un omaggio alla musica pop in grado di tenere lontane le ansie e le preoccupazioni. Il duo, infatti, chiede più volte di mettere un po’ “un po’ di musica leggera, Perché ho voglia di niente, Anzi leggerissima”
22.07: Piano e voce con Serena Rossi che canta A te di Jovanotti
22.06: Serena Rossi presenta La canzone segreta, il programma che presenterà a breve
22.05: E’ il momento di Serena Rossi, vestito lungo, grigio e nero di Armani
22.04: Succede di tutto sul palco dell’Ariston con i fiati di Fiorenzo Tassinari e Moreno il Biondo
22.02: Pezzo da balera per gli Extraliscio che attendono con ansia la riapertura dei locali per riempirli con ballabili di tutti i tempi
22.01: FRANCESCO RENGA CON ‘QUANDO TROVO TE’ 21. POSTO
Francesco Renga, è un cantautore italiano che ha trionfato al 55-esimo Festival di Sanremo con la canzone “Angelo”, pubblicato 8 album da studio e collaborato con, tra gli altri, Patti Smith. E’ uno dei giudici di All Together Now con Rita Pavone, Anna Tatangelo e Michelle Hunziker.
Pierfrancesco Renga, all’anagrafe Francesco Renga, è nato a Udine, dove ha vissuto per due anni finché la famiglia non ha dovuto trasferirsi Brescia a causa del lavoro del padre Salvatorico, un maresciallo della Guardia di Finanza. Ha una sorella gemella Paola alla quale è molto legato e che ha dato vita ad un’associazione culturale chiamata Officina Creativa. Si è avvicinato al canto a soli 16 anni. Ha partecipato al concorso “Deskomusic” con gli Modus Vivendi, un gruppo fondato con i suoi amici.
Francesco Renga durante lo stesso concorso incontra Omar Pedrini, Diego Galeri, Enrico Ghedi, e Pietro Paolo Pettenadu della band Precious Time con cui stringe una forte amicizia e un bellissimo rapporto artistico, tant’è che ne diventa il membro. Precious Time cambiano nome e sotto l’appellativo Timoria vincono la seconda edizione di Deskomusic. Nel 1990 il gruppo pubblica il primo album ufficiale chiamato “Colori che esplodono” e sono subito una hit a livello europeo. L’anno successivo partecipano al Festival di Sanremo in cui vincono il Premio della Critica – istituito per l’occasione – che li catapulta immediatamente nel firmamento artistico italiano. Escono “Ritmo e dolore” (1991) e “Storie per vivere” (1992) con sonorità più decise e rock e un concept album “Viaggio senza vento” (1993). Arrivano così primi riconoscimenti: disco d’oro grazie a “2020 Speedball” (1995) e due anni più tardi “Eta Beta” del 1997 che sembra segnare la fine del periodo fortunato per la band a causa di dissapori tra Francesco Renga e Omar Pedrini. Renga infatti abbandona ufficialmente il gruppo alla fine del 1998, con la raccolta “Senzatempo (dieci anni)”.
Francesco Renga si rivolge a Fabrizio Barbacci, già produttore di Gianna Nannini e Negrita, per lavorare sul suo omonimo album, “Francesco Renga” che esce nel 2000. Nel 2001 si impone come un un solita partecipando al Festival di Sanremo con il singolo “Raccontami…” che gli vale il Premio della Critica. Seguono “Tracce” (2002), uscito in contemporanea con la sua partecipazione all’Ariston, e “Camere con vista” del 2004. Tre anni più tardi esce il quarto album dell’artista, “Ferro e cartone” e il primo libro “Come mi viene” che si pone come un’estensione del CD, nel libro infatti capitoli hanno li stessi nomi delle canzoni e sono disposti nello stesso ordine. L’anno 2008 è l’anno dei grandi e importanti duetti: il primo con il gruppo sardo Tazenda, e il secondo con Irene Grandi e Patti Smith nel brano “Birima” a sostegno di un progetto umanitario in Senegal.
Nel 2009 arriva la svolta lirica: accompagnato dalla soprano Daniela Dessì partecipa al Festival di Sanremo con “Uomo senza età”, una citazione alla celebre opera di Puccini, Turandot. Nello stesso anno collabora con un altro famoso cantante italiano, Claudio Baglioni, nella canzone “Lungo il viaggio”. Registra, assieme a Ligabue, Elisa, Jovanotti, Laura Pausini e Tiziano Ferro il singolo “Domani 21/4.2009”, realizzato a scopo benefico a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009. Arrivano importanti premi come disco di platino per l’album “Orchestraevoce” (2009) e il disco d’oro per il singolo “Un giorno bellissimo” tratto dall’omonimo album. Nel 2013 esce “Razza bastarda” un film di Alessandro Gassmann al quale contribuisce con il brano “La vita possibile”.
L’anno successivo si esibisce sul palco dell’Ariston con due brani, “A un isolato da te” e “Vivendo adesso” scritto da Elisa. Arriva così il sesto album, che debutta in testa alle classifiche e diventa disco d’oro. Ad aprile dello stesso anno debutta anche in TV diventando il giudice di “Amici di Maria De Filippi” assieme a Loredana Bertè e Sabrina Ferilli. Nel 2016 ritorna in studio a registrare il suo settimo album “Scriverò il tuo nome”, che vede importanti collaborazioni: Tony Maiello, Fortunato Zampaglione, Ermal Meta, Francesco Gabbani e Nek. Parte per un tour con Max Pezzali e Nek e insieme a loro, con anche la partecipazione di Claudio Baglioni, canta “Strada facendo” alla 68° edizione di Sanremo. Prende parte anche alla 69° Festival di Sanremo con “Aspetto che torni” contenuto nell’album “L’altra metà”.
Guarda un po’ la mia città è insonne
E ha smesso di sognare
Come mai nessuno ora lo ammette
Gente che taglia le ombre
Mentre il traffico ancora riempie
Spazi immensi di solitudine
Questa volta ho come l’impressione
Che la speranza abbia cambiato umore.
E la mia testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e io continuo ancora a camminare
Si bagnano anche gli occhi, forse piove
E lo sguardo che segue il tragitto di un cane
E va a finire che
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La verità in un mondo immaginario
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Questa città confonde
Di luci sempre accese
Dicono che tornerà sereno a fine mese
Io sempre fuori stagione
E la tua testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e quel silenzio dentro fa rumore
All’improvviso torno a respirare
Una stanza, due sedie, la cena, un film
Qual è il finale?
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
Tra mille note in volo un suono nuovo
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Tu che dormi sul divano
Quando resta sulle mani
Il tuo profumo
Le tue cose fuori posto
Quelle scarpe sulle scale
Mi portano da te
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La meraviglia di ogni giorno nuovo
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Solo quando trovo
Trovo te.
“Quando trovo te” è stata scritta a sei mani da Francesco Renga, Roberto Casalino e Dario Faini. La canzone si concentra su quel momento di rottura ed epifania che si inserisce nella vita di tutti i giorni e nella ruotine che spesso ci costringe a ritmi talmente serrati da impedirci di vedere la bellezza della vita nel suo quadro generale. “Quando trovo te” esplora il concetto di “oblio salvifico”. Dimenticare infatti, in alcuni casi rappresenta una salvezza, una via d’uscita. Eppure il ricordo che spesso riaffiora quando meno ce lo aspettiamo, viene poi ad essere il senso stesso della relazione, sia essa finita o ancora in bilico. E’ quella sensazione che stravolge il quotidiano e lo rende straordinario.
21.51: Meglio di come aveva aperto ma questo pezzo non piace e probabilmente non è adatto al Renga di oggi
21.50: Fatica ancora Francesco Renga sul palco, al momento non è il Renga che ricordavamo in Angelo, allora incantevole, oggi purtroppo non all’altezza
21.50: FRANCESCO RENGA CON ‘QUANDO TROVO TE’ 21. POSTO
Francesco Renga, è un cantautore italiano che ha trionfato al 55-esimo Festival di Sanremo con la canzone “Angelo”, pubblicato 8 album da studio e collaborato con, tra gli altri, Patti Smith. E’ uno dei giudici di All Together Now con Rita Pavone, Anna Tatangelo e Michelle Hunziker.
Pierfrancesco Renga, all’anagrafe Francesco Renga, è nato a Udine, dove ha vissuto per due anni finché la famiglia non ha dovuto trasferirsi Brescia a causa del lavoro del padre Salvatorico, un maresciallo della Guardia di Finanza. Ha una sorella gemella Paola alla quale è molto legato e che ha dato vita ad un’associazione culturale chiamata Officina Creativa. Si è avvicinato al canto a soli 16 anni. Ha partecipato al concorso “Deskomusic” con gli Modus Vivendi, un gruppo fondato con i suoi amici.
Francesco Renga durante lo stesso concorso incontra Omar Pedrini, Diego Galeri, Enrico Ghedi, e Pietro Paolo Pettenadu della band Precious Time con cui stringe una forte amicizia e un bellissimo rapporto artistico, tant’è che ne diventa il membro. Precious Time cambiano nome e sotto l’appellativo Timoria vincono la seconda edizione di Deskomusic. Nel 1990 il gruppo pubblica il primo album ufficiale chiamato “Colori che esplodono” e sono subito una hit a livello europeo. L’anno successivo partecipano al Festival di Sanremo in cui vincono il Premio della Critica – istituito per l’occasione – che li catapulta immediatamente nel firmamento artistico italiano. Escono “Ritmo e dolore” (1991) e “Storie per vivere” (1992) con sonorità più decise e rock e un concept album “Viaggio senza vento” (1993). Arrivano così primi riconoscimenti: disco d’oro grazie a “2020 Speedball” (1995) e due anni più tardi “Eta Beta” del 1997 che sembra segnare la fine del periodo fortunato per la band a causa di dissapori tra Francesco Renga e Omar Pedrini. Renga infatti abbandona ufficialmente il gruppo alla fine del 1998, con la raccolta “Senzatempo (dieci anni)”.
Francesco Renga si rivolge a Fabrizio Barbacci, già produttore di Gianna Nannini e Negrita, per lavorare sul suo omonimo album, “Francesco Renga” che esce nel 2000. Nel 2001 si impone come un un solita partecipando al Festival di Sanremo con il singolo “Raccontami…” che gli vale il Premio della Critica. Seguono “Tracce” (2002), uscito in contemporanea con la sua partecipazione all’Ariston, e “Camere con vista” del 2004. Tre anni più tardi esce il quarto album dell’artista, “Ferro e cartone” e il primo libro “Come mi viene” che si pone come un’estensione del CD, nel libro infatti capitoli hanno li stessi nomi delle canzoni e sono disposti nello stesso ordine. L’anno 2008 è l’anno dei grandi e importanti duetti: il primo con il gruppo sardo Tazenda, e il secondo con Irene Grandi e Patti Smith nel brano “Birima” a sostegno di un progetto umanitario in Senegal.
Nel 2009 arriva la svolta lirica: accompagnato dalla soprano Daniela Dessì partecipa al Festival di Sanremo con “Uomo senza età”, una citazione alla celebre opera di Puccini, Turandot. Nello stesso anno collabora con un altro famoso cantante italiano, Claudio Baglioni, nella canzone “Lungo il viaggio”. Registra, assieme a Ligabue, Elisa, Jovanotti, Laura Pausini e Tiziano Ferro il singolo “Domani 21/4.2009”, realizzato a scopo benefico a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009. Arrivano importanti premi come disco di platino per l’album “Orchestraevoce” (2009) e il disco d’oro per il singolo “Un giorno bellissimo” tratto dall’omonimo album. Nel 2013 esce “Razza bastarda” un film di Alessandro Gassmann al quale contribuisce con il brano “La vita possibile”.
L’anno successivo si esibisce sul palco dell’Ariston con due brani, “A un isolato da te” e “Vivendo adesso” scritto da Elisa. Arriva così il sesto album, che debutta in testa alle classifiche e diventa disco d’oro. Ad aprile dello stesso anno debutta anche in TV diventando il giudice di “Amici di Maria De Filippi” assieme a Loredana Bertè e Sabrina Ferilli. Nel 2016 ritorna in studio a registrare il suo settimo album “Scriverò il tuo nome”, che vede importanti collaborazioni: Tony Maiello, Fortunato Zampaglione, Ermal Meta, Francesco Gabbani e Nek. Parte per un tour con Max Pezzali e Nek e insieme a loro, con anche la partecipazione di Claudio Baglioni, canta “Strada facendo” alla 68° edizione di Sanremo. Prende parte anche alla 69° Festival di Sanremo con “Aspetto che torni” contenuto nell’album “L’altra metà”.
Guarda un po’ la mia città è insonne
E ha smesso di sognare
Come mai nessuno ora lo ammette
Gente che taglia le ombre
Mentre il traffico ancora riempie
Spazi immensi di solitudine
Questa volta ho come l’impressione
Che la speranza abbia cambiato umore.
E la mia testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e io continuo ancora a camminare
Si bagnano anche gli occhi, forse piove
E lo sguardo che segue il tragitto di un cane
E va a finire che
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La verità in un mondo immaginario
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Questa città confonde
Di luci sempre accese
Dicono che tornerà sereno a fine mese
Io sempre fuori stagione
E la tua testa non ne vuole più sapere
Di stare ferma e quel silenzio dentro fa rumore
All’improvviso torno a respirare
Una stanza, due sedie, la cena, un film
Qual è il finale?
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
Tra mille note in volo un suono nuovo
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Tu che dormi sul divano
Quando resta sulle mani
Il tuo profumo
Le tue cose fuori posto
Quelle scarpe sulle scale
Mi portano da te
Come sempre mi dimentico
Dimentico di te
Sempre mi dimentico
Ma poi io ti ritrovo
Sempre se mi guardo
E intorno non c’è niente
Sei lo stupore atteso, un desiderio
La meraviglia di ogni giorno nuovo
Sempre sempre
Si confondono perfettamente
Le mie gioie
Inevitabilmente
Sempre sempre
Le ritrovo tutte quante sempre
Solo quando trovo te.
Solo quando trovo
Trovo te.
“Quando trovo te” è stata scritta a sei mani da Francesco Renga, Roberto Casalino e Dario Faini. La canzone si concentra su quel momento di rottura ed epifania che si inserisce nella vita di tutti i giorni e nella ruotine che spesso ci costringe a ritmi talmente serrati da impedirci di vedere la bellezza della vita nel suo quadro generale. “Quando trovo te” esplora il concetto di “oblio salvifico”. Dimenticare infatti, in alcuni casi rappresenta una salvezza, una via d’uscita. Eppure il ricordo che spesso riaffiora quando meno ce lo aspettiamo, viene poi ad essere il senso stesso della relazione, sia essa finita o ancora in bilico. E’ quella sensazione che stravolge il quotidiano e lo rende straordinario.
21.48: Zlatan è cresciuto nelle quattro serate. Piacevole la sua presenza
21.46: Entra in scena Ibra con giacca bianca
21.46: Il gruppo di ascolto di OA Plus ha gradito il pezzo di Fulminacci
21.42: Chitarra in mano, arie di Luca Barbarossa per Fulminacci. Ritornello che strizza l’occhio al primo Vasco Rossi ma il mix è sicuramente piacevole
21.42: FULMINACCI CON ‘SANTA MARINELLA’ 15. POSTO
Filippo Uttinacci, nome reale di Fulminacci, è il cantante romano che gareggerà tra i Big al Festival di Sanremo 2021. Nato a Roma il 12 settembre 1997, Fulminacci è un cantautore in attività dal 2019. L’inizio ufficiale della sua carriera è piuttosto recente: a inizio gennaio 2019 infatti pubblica i singoli Borghese in borghese e il 15 febbraio La vita veramente. Si tratta di due anticipazioni del suo promo album, uscito il 9 aprile di quello stesso anno, e dal titolo La vita veramente per l’etichetta Maciste Dischi. Il disco verrà poi inserito tra i quindici migliori album italiani del 2019 dal quotidiano la Repubblica.
Fulminacci ha anche partecipato il primo maggio al maxi concerto di piazza San Giovanni a Roma per la festa dei lavoratori. A novembre 2019 ha pubblica il singolo Le ruote, i motori!, partecipando poi al programma televisivo Viva RaiPlay! e a Una storia da cantare, dove si esibisce cantando una cover di Sì, viaggiare di Lucio Battisti. Ha vinto il premio Rockol Awards 2019 come artista dell’anno.
A gennaio 2020 nell’ambito dei Top2019 organizzato dal Forum del giornalismo musicale, il suo album viene premiato come miglior opera prima. Il 10 marzo 2020 pubblica su YouTube la demo del brano La fine della guerra. Sempre nel 2020 partecipa per la seconda volta al concertone del primo maggio a Roma esibendosi in diretta streaming dal palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma a causa delle restrizioni legate al Covid-19. Il 9 settembre 2020 pubblica Canguro, singolo che anticipa il nuovo progetto musicale. Mentre la sua partecipazione al Festival di Sanremo viene annunciata a fine 2020.
Oggi sai è uno di quei giorni che
Se mi vuoi lasciami stare
E non c’è nessuno nei dintorni che
Dentro me ci sappia guardare
Roma, che è una città di mare,
Mi ha aperto la bocca e mi ha fatto fumare
Tanto non c’è più niente di cui innamorarsi per sempre
Per cui valga la pena restare
Quindi stanotte abbracciami alle spalle
Fammi addrizzare i peli sulla pelle
Prendiamoci una scusa sotto casa
E poi portiamocela su
Voglio solamente diventare deficiente e farmi male
Citofonare e poi scappare
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non cercarmi mai però incontriamoci
Prima o poi senza volerlo
Al reparto dei superalcolici
Che ci fai? Scaldo l’inverno
La mia città è un presepe in mezzo alle montagne
Bianche ed ostinate come vecchie cagne
Davvero io non posso più tornare solamente a salutare
A sincerarmi che nessuno piange
Ti prego di raccogliermi la testa
Come se fosse l’ultima che resta
Io me ne sono accorto a Santa Marinella
Io e te siamo un pianeta e una stella
Voglio solamente diventare deficiente e farmi male
Citofonare e poi scappare
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non volare via
Na na na
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non volare via
La canzone è stata scritta due anni fa dal cantante restando inedita fino alla sua proposta e selezione al Festival. Il brano descrive una storia d’amore legata a Roma e alla località marittima di Santa Marinella, descrivendo l’emozione degli amori fugaci che possono durate una vita.
Santa Marinella è un luogo esistente e si trova a Roma. Proprio la città eterna è la protagonista del brano di Fulminacci che regala degli incontri imprevisti tra le corsie di un supermercato, un luogo semplice che può trasformarsi in un paradiso.
21.41: Ermal Meta ha offerto una buona prestazione. Si gioca la vittoria
21.38: Ermal Meta si inserisce perfettamente nel mondo della musica italiana melodica, figlio delgli anni ’90. Una canzone che ricorda le arie di Massimo Di Cataldo o Gatto Panceri, però c’è qualcosa di Anna e Marco di Dalla
21.36: ERMAL META CON ‘UN MILIONE DI COSE DA DIRTI’ 1. POSTO
Ermal Meta: altezza 178 cm, del segno del toro, l’artista nasce il 20 aprile 1981 a Fier, in Albania e il suo nome significa letteralmente Vento di montagna.
Eredita la passione per la musica dalla madre, una nota violinista, mentre con il padre Ermal ha un rapporto tutt’altro che semplice, che lo stesso artista molti anni dopo ha provato a spiegare a modo suo, in musica, con la canzone Lettera a mio padre.
Lascia l’Albania a tredici anni con la madre e il fratello per trasferirsi a Bari. la sua avventura nel mondo della musica inizia proprio come chitarrista nel gruppo Ameba 4, seguito da Caterina Caselli. Con la sua band arriva anche sul palco dell’Ariston nel 2006 con la canzone Rido… Forse mi sbaglio, purtroppo però l’avventura al Festival dura una sola serata.
Registra tre album con la band La Fame di Camilla e inizia a girare l’Italia per i primi tour. Nel 2010 il pubblico dell’Ariston ritrova Ermal Meta. La canzone per Sanremo (sezione Nuova Generazione) è Buio e Luce, eliminata dalla competizione nel corso della terza serata.
Dopo lo scioglimento della band, Ermal Meta si allontana dalla luce dei riflettori ma non dal mondo della musica: scrive testi per artisti del calibro di Emma, Francesco Renga, Lorenzo Fragola, Marco Mengoni e Francesca Michielin che trasformano i testi (bellissimi) in canzoni di grande successo. Il cantautore ritrova così il coraggio di rimettersi in gioco e nel 2015 pubblica il suo nuovo singolo Odio le Favole. Torna nuovamente a Sanremo, ma questa volta per rimanerci fino in fondo, o quasi. La canzone si piazzerà al terzo posto, aprendo di fatto le porte per il successo. L’anno successivo partecipa per la quarta volta al Festival, stavolta nella categoria Big. Si presenta con il singolo Vietato Morire, con cui confermerà il terzo posto dell’anno precedente portando a casa il favore del pubblico e della critica.
Da quel momento il cantante diventa di fatto uno dei musicisti più amati in Italia, e lo dimostra anche il suo approdo in televisione come giudice della trasmissione Amici di Maria De Filippi nella sua edizione del 2017.
la quinta volta a Sanremo ad essere quella fortunata. Il cantante si presenta nel 2018 in coppia con Fabrizio Moro, anche lui non certo un volto nuovo sull’Ariston, e già durante i pronostici, lui e il suo compagno di avventure vengono dati sul podio. E alla fine il loro sarà un successo: la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro Non mi avete fatto niente vincerà, sbaragliando tutti gli altri concorrenti.
Senza nome io, senza nome tu
E parlare finché un nome non ci serve più
Senza fretta io, senza fretta tu
Ci sfioriamo delicatamente
Per capirci un po’ di più
Siamo come due stelle scampate al mattino
Se mi resti vicino non ci spegne nessuno
Avrai il mio cuore a sonagli
Per i tuoi occhi a fanale
Ti ho presa sulle spalle
E ti ho sentita volare
Con le mani nel fango
Per cercare il destino
Tu diventi più bella ad ogni tuo respiro
E mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ed ho un milione di cose da dirti
Ma non dico niente
Ma non dico niente
Il tuo viaggio io, la mia stazione tu
E scoprire che volersi bene
È più difficile che amarsi un po’ di più
È la mia mano che stringi, niente paura
E se non riesco ad alzarti starò con te per terra
Avrai il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale
Ce li faremo bastare
Ce li faremo bastare
Con le mani nel fango per cercare il destino
Tu diventi più bella ad ogni tuo respiro
E mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ho un milione di cose da dirti
Solo un milione di cose da dirti
Ti do il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale
E senza dirlo a nessuno
Impareremo a volare
Tu mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ed ho un milione di cose da dirti
Ma non dico niente
Ma non dico niente
Cuore a sonagli io
Occhi a fanale tu
Il brano è una canzone d’amore semplice che rivolge parole ricche di poesia e assonanza al proprio innamorato. Un classico brano sanremese. Ermal Meta ama definire Un milione di cose da dirti una “semplicissima canzone d’amore”. Attenzione però a non confondere la semplicità con la banalità, perché questo brano è ben definito, concettualmente parlando. Esso ha, infatti, l’aspetto di una semiretta: “E’ una canzone che parte, ma non so dove va a finire. Parte e va verso l’alto e se finisce io non la vedo“
21.30: Fiorello dice che “si devono prendere i loro tempi” L’augurio che il prossimo anno la platea sia piena
21.27: E’ il momento di Riderà
21.23: Entra in scena Fiorello. Un medley dedicato a Little Tony. La spada nel cuore, adesso Cuore Matto, la sigla di Love Boat
21.17: Non decolla Gio Evan, manca un ritornello che resta nella mente
21.15: Giacca bianca per Gio Evan, pezzo intimista, la poesia c’è, la resa non è il massimo. Malinconia e una pronuncia non perfetta
21.14: GIO EVAN CON ‘ARNICA’ 23. POSTO
Gio Evan nasce a Molfetta (comune della città metropoliatana di Bari), il 21 aprile del 1988. Artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada, durante gli anni che vanno dal 2007 al 2015 intraprende un viaggio con la bicicletta che lo porta in gran parte del mondo: India, Sudamerica, Europa. Comincia a studiare e vivere accanto a maestri e sciamani del posto e in Argentina viene battezzato come “Gio Evan” da un Hopi. Fino al 2017 pubblica album, romanzi, raccolte poetiche e singoli. La sua notorietà arriva in poco tempo, complici il buon uso dei social network, su cui pubblica frammenti dei suoi versi poetici, e aggiornamenti dei suoi lavori e viaggi.
A vent’anni Gio Evan scrive il suo libro d’esordio: Il florilegio passato, una raccolta in versi sul suo viaggio in India; il libro è autoprodotto e viene distribuito dallo stesso autore per le strade in Italia. Nel 2014 inizia due progetti per le strade francesi: Gigantografie e Le poesie più piccole del mondo. Tra il 2014 e il 2016 pubblica i libri La bella maniera (il suo primo romanzo, per Narcissuss), Teorema di un salto, ragionatissime poesie metafisiche (Narcissuss) e Passa a sorprendermi (Miraggi Edizioni), oltre a scrivere e dirigere l’opera OH ISSA – Salvo per un cielo. Nel 2017 esce il libro Capita a volte che ti penso sempre, per Fabbri, e segue un lungo tour in tutta Italia. A marzo 2018 è in vendita il nuovo libro per Fabbri Ormai tra noi è tutto infinito. Dopo un periodo di assenza torna sulle scene nel 2019 con il nuovo romanzo Cento cuori dentro (Fabbri Editori).
Dopo un Tour tra novembre e febbraio 2020 che ha registrato numerosi sold out, l’artista più poliedrico d’Italia torna alla ribalta con un nuovo libro di poesie: Se c’è un posto bello sei te. Il 6 ottobre 2020 è uscito il suo nuovo libro,I ricordi preziosi di Noah Gingols, edito da Fabbri Editori che si impone da subito nelle classifiche di vendita.
Gio Evan fonda tra il 2012 e il 2013 Le scarpe del vento, un progetto musicale dove scrive, canta e suona la chitarra, e pubblica indipendentemente il suo primo disco Cranioterapia. Il 17 aprile del 2018 esce Biglietto di solo ritorno, il doppio album di esordio che lo porterà in tour in Italia ed Europa.
Il 25 Ottobre del 2019 torna con un nuovo doppio album: Natura Molta. Il 15 e 16 novembre dello stesso anno vola a Miami insieme a Carmen Consoli per l’ HIT WEEK, il più importante Festival al mondo dedicato alla diffusione della musica e della cultura italiana oltre i confini nazionali. Nel 2020 esce il nuovo singolo Regali fatti a mano (Universal) e inizia da Bologna il suo nuovo tour: Albero ma estro. Nonostante gli effetti devastanti del COVID-19, l’artista realizza ben 11 sold out. A distanza di un mese dalla pubblicazione del suo ultimo libro, a novembre 2020, esce anche il suo nuovo singolo: Glenn Miller, per la casa discografica Polydor (Universal Music Italia).
E sbaglio ancora a vivere e non imparo la lezione
Prendere in tempo il treno, e poi sbagliare le persone
E sbaglio ancora a fidarmi a regalare il cuore agli altri
Che poi ritorna a pezzi curarsi con i cocktail e fare mezzanotte e non risolvere mai niente
Cerco un amico per un buon tramonto insieme
Voglio arrivare all’alba e dire dai di nuovo
E voglio farmi scivolare il mondo addosso
E non scivolare sempre io
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare
E portami una primavera prima che appassisca
Davanti all’estate di tutti
Così esile che la tormenta
Mi confonde con un panno steso al vento
E cerco un posto dove poter fare il debole
Amici buoni per smezzare una tempesta
‘Che’ l’amore si scopre solo in mezzo al temporale, ammiro i vostri punti fermi ma ho bisogno di viaggiare
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Le corse di mia madre per fare in tempo a scuola
Sognare ad occhi aperti
L’estate senza soldi
L’ansia degli esami
Ma che festa il giorno dopo
La faccia di mio padre
Quando andava a lavoro
Le volte in cui pensiamo che andrà tutto male
I viaggi con chi ami
Sì ma i sogni a puttane
Le prime delusioni
Perché i baci finiscono
Le nottate a casa con gli amici
A dire resteremo uniti
E poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare.
Il brano è un inno alla giovinezza e ai tempi spensierati che hanno condotto alla vita adulta che, forse, non è mai troppo tardi da rivivere. “Arnica“, che il poliedrico artista e paroliere di Molfetta, Gio Evan, farà conoscere al pubblico di Sanremo 2021 è un bilancio tra passato e presente in cui chiunque si può identificare e contiene la consapevolezza che, nonostante a volte faccia male, questo viaggio chiamato vita vale ogni giorno la pena di essere intrapreso.
21.12: Doppietta latineggiante, dopo Gaia, Irama comunque accontenta perfettamente il pubblico più giovane.
21.11: Il ritornello acchiappa. Oggi c’è il Televoto e Irama potrebbe giovarne non poco.
21.10: Anche questa sera Irama canta da remoto, qualcuno ha suggerito “in DAD”
21.09: IRAMA CON ‘LA GENESI DEL TUO COLORE’ 6. POSTO
Irama, all’anagrafe Filippo Maria Fanti, è un cantautore italiano. Si appassiona alla musica da giovanissimo e cresce ascoltando cantautori come Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè. Passa poi alla musica hip-hop, portando una ventata di aria fresca nella musica italiana. A soli 19 anni collabora con Valerio Sgargi, collaborazione dalla quale nascono tre brani: Amore Mio, Per te e È andata così. Nel 2015 collabora con il famoso duo musicale Benji & Fede, e i tre incidono il singolo “Fino a Farmi Male”. Sempre nel 2015 gareggia tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo e, nonostante non vinca, non si dà per vinto, pubblicando dopo dopo il suo primo album dal titolo “Irama”. Nello stesso anno partecipa al Summer Festival e vince il disco d’oro.
Dopo circa un anno di assenza dalla scene, nel 2017 decide di partecipare ad Amici di Maria De Filippi, vincendo la il talent e aggiudicandosi anche il premio di Radio 105. Il 1° giugno del 2018 viene lanciato il singolo “Nera”, che vende più di 150mila copie e si aggiudica il triplo disco di platino. Nel frattempo Irama realizza “Plume”, EP che viene certificato doppio disco di platino avendo superato le 100mila copie. Tornato al “Summer Festival” con “Nera”, l’artista di origini toscane partecipa anche a “Battiti Live” e a settembre introduce la tappa del Mediolanum Forum di Assago del “Fatti Sentire World Wide Tour” di Laura Pausini. Ripete l’esperienza anche all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno e al PalaLottomatica di Roma.
Nell’ottobre del 2018 pubblica “Giovani”, il suo secondo album in studio, prodotto da Andrea Debernardi e Giulio Nenna, che esordisce al primo posto nella classifica degli album più venduti e viene lanciato in contemporanea con il singolo “Bella e rovinata”. In questo periodo la sua compagna è Giulia De Lellis. A dicembre, viene reso noto che Irama sarà uno dei concorrenti dell’edizione 2019 del Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston porta il brano “La ragazza col cuore di latta”. Dopo aver spopolato nell’estate 2020 con il tormentone dal titolo “Mediterranea”,Nel 2019 ritorna alla ribalta partecipando con il singolo “La ragazza con il cuore di latta”, brano dedicato alla vincitrice del Grande Fratello 16 Martina Nasoni che ha dovuto essere sottoposta ad un’operazione e portare il pacemaker dall’età di 12 anni. Ad Agosto 2020 esce il nuovo album di Irama dal titolo Crepe.
Non sarà la neve
A spezzare un albero
Avessi finto sarebbe stato meglio
Di averti visto piangere in uno specchio
E mi manca la tua voce ormai
Ora che, ora che, ora che sei qui
Io sono qui
Ci vestiremo di vertigini
Mentre un grido esploderà
Come la vita quando viene
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome
Avessi finto sarebbe stato meglio
Hai poco tempo ormai
Per vivere una vita che non sentirai
Chiudo il sole un attimo
Anche se non dormirò oh
E i pensieri passano
Come eclissi resti qui
Io resto qui
E danzeremo come i brividi
Mentre la vita suonerà
Con le dita tra le vene
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome
Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima
Sottovoce nasce il sole
La scia che ti porterà dentro
Nel centro dell’universo
E l’armonia del silenzio
Sarà una genesi
La genesi del tuo colore
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima
Scoppierà il colore
Colora l’anima
Con una lacrima
Scorderai il dolore
Colora l’anima
Con una lacrima
Cambierai il tuo nome
Il brano descrive l’assenza e il dolore di una perdita e la potenza del ricordo in grado di rigenerare la memoria vivida di chi ci manca. Irama racconta così il brano: “La canzone in poche parole, diciamo senza spoilerare niente, è un inno alla vita“. L’artista spiega che l’ispirazione per il testo è scaturita osservando un ragazzo che alza il viso a una ragazza che piange e poi inizia a radersi i capelli: “Ancora oggi quando ci penso mi scava dentro e lì nascono le parole della canzone. Ha due facce come una moneta, prima arriva l’energia poi il resto. I violini sono melanconici e ci sono riferimenti struggenti.”
21.07: Lça presenza scenica c’è, la canzone è un po’ deboluccia, ma alla fine resta in mente
21.06: Gaia è la quota “Elettra Lamborghini” del Festival 2021. Per radio si ascolta già il pezzo suadente e latineggiante di Gaia
21.05: GAIA CON ‘CUORE AMARO’ 16. POSTO
Gaia Gozzi nasce a Gustalla un paesino in provincia di Reggio Emilia nel 1997. Sua madre ha origini brasiliane, da giovane faceva la ballerina poi per anni ha fatto la pubblicitaria e le ha trasmesso la passione per la musica. Ai provini di X factor addirittura Gaia indossava il turbante della mamma con la quale ha un rapporto davvero speciale.
Il padre è italiano ed è proprietario di un’azienda che ha produce biciclette old style dal nome Abici. Gaia ha la doppia nazionalità e parla perfettamente sia il portoghese che l’italiano. Dopo un soggiorno negli stati uniti Gaia decide di presentarsi a X- Factor e viene presa nella squadra di Fedez classificandosi addirittura seconda nel risultato finale. Questo tuttavia non le ha portato il successo sperato, tanto è vero che ha dovuto partecipare ad Amici e vincere il serale per far sì che il suo brano fosse tra i dieci più passati dalla radio. Gaia ha realizzato il suo primo videoclip, quello della canzone – tormentone Chenga utilizzando delle immagini della sua vita da piccola.
Si è classificata seconda a X Factor nel 2016. Dopo questo importante risultato nel talent show di Sky ha pubblicato diversi album: New Dawns (che ha ottenuto il disco d’oro) e Fotogramas nel 2017. La sua carriera musicale tuttavia non è decollata definitivamente: Gaia infatti non ha ancora trovato una collocazione precisa nel panorama musicale italiano. Ci riprova attualmente nella scuola di Amici di Maria de Filippi dove ha appenaottenuto una maglia e si è distinta per personalità e tecnica. Per entrare nella scuola di Amici 19 ha sfidato Nyv vincendo il confronto con la ragazza. Durante la sua esibizione per entrare nella scuola Gaia ha cantato due nuovi brani dai nomi “Chega” e Fucsia. Vince il serale di Amici riuscendo a conquistare pubblico e giudici e di fatto dando inizio a una brillante carriera.
A marzo 2020 ha presentato in streaming il suo album dal titolo “Nuova Genesi”, che il 22 maggio viene pubblicato su supporto fisico in cd e allegato alla rivista Tv Sorrisi e Canzoni. Il brano “Chega” è già un successo ed è attualmente uno dei dieci brani più passati dalle radio. A Settembre 2020 presenta il singolo “Coco Chanel” e si prepara a partecipare a Sanremo 2021 dove concorre nella categoria dei Big. A Febbraio 2021 è sulla copertina della rivista Io Donna.
Fedele ai miei sogni
Senza paura poi di cadere
Fedele ai ricordi
Ricadere
Benedico gli errori più grandi
Perché ho fatto di peggio più tardi
Io volevo soltanto portarmi
La giungla tra questi palazzi
Sotto una lacrima che bagna tutta la città
Strada di arterie che ritorna da me
Ma il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Mani radici sole sulla schiena
Parole pioggia che mi disseta
A volte mi sveglio la sera
E strappo pensieri di seta
Foglia nuda per strada
Luna chiara nirvana
Quella che ho dentro è una notte lontana
Quella di chi non sa tornare a casa
Sotto una lacrima che bagna tutta la città
Strada di arterie che ritorna da me
Ma il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore è amaro
È un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Anche se mi resta
Sulla pelle l’ultima
Goccia di tempesta
Ormai non mi interessa
Sei il mio cuore amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore amaro
Un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Canzone d’amore che descrive il cuore amaro della vincitrice di Amici 2020. Un po’ autobiografica e un po’ autoreferenziale, il brano racconta successi e delusioni della giovane cantante.
Gaia, da “X Factor” e “Amici” al palco dell’Ariston, svela ai microfoni di Tv Sorrisi e Canzoni: “È una canzone che non parla d’amore, per quanto a me piaccia parlare d’amore, parla di me. Infatti il “Cuore amaro” è mio. Parla della mia storia, del mio percorso, di come mi sento attualmente. È molto personale, anche a livello di sound mi rappresenta tanto, porta molta della mia cultura al pubblico, però sempre con un twist un po’ più contemporaneo“.
21.03: La quota jazz o “quota Gualazzi” del Festival 2021: Ghemon che a noi piace un bel po’
21.01: Capelli raccolti per Ghemon, suoni direttamente da Detroit per il cantante di Avellino
21.00: GHEMON CON ‘MOMENTO PERFETTO’ 20. POSTO
Giovanni Luca Picariello, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Ghemon nasce ad Avellino il primo Aprile del 1982 sotto il segno zodiacale dell’Ariete. Ghemon ha una forte passione per la musica fin da ragazzino, a soli tredici anni infatti si avvicina al mondo dell’hip hop, allora emergente, e da allora non ne è più uscito. Sempre in questo periodo Ghemon si avvicina anche al graffitismo, altra espressione della cultura hip hop, in questo periodo il suo pseudonimo è prima Kal e successivamente Esimo, solo nel 2001 decide di abbandonare questo mondo per dedicarsi esclusivamente al mondo della musica. È suo cugino che gli consiglia di ascoltare i brani di artisti come Ligabue e Litfiba, divenute di fatto due stelle polari per il rapper di Avellino. Per quanto concerne il suo percorso di formazione, si sa che dopo aver ottenuto il diploma di maturità, decide di approfondire le sue conoscenze iscrivendosi alla prestigiosa Università Luiss di Roma dove consegue la Laurea.
Ghemon è un rapper italiano di successo appartenente alla cosiddetta “old school” dell’hip hop. Il suo incontro con il mondo del rap risale nel 1993 anno in cui, anche grazie alle canzoni degli Articolo 31, si appassiona alla musica. Dopo qualche anno trascorso a cantare nei locali del suo quartiere, Ghemon conosce Venerdì tappa, ovvero uno dei primissimi programmi radiofonici che promuoveva la cultura hip hop. È proprio qui che Ghemon fa la conoscenza di altri artisti appartenenti alla cultura hip hop come Neffa, Esa, I Sottotono e altri ancora. Nel 1996 entra a far parte dei 15 Barrato ovvero un gruppo fondato dall’amico Mobie. Nei primi anni del 2000 Ghemon decide di abbandonare Avellino per trasferirsi a Roma dove studia giurisprudenza all’Università. È proprio a Roma che nel 2005 Ghemon entra a far parte di un nuovo progetto musicale “Soulville” ispirato allo stile di mostri sacri dell’Hip hop come 2 Pac, 50 Cent e altri ancora. Negli anni riesce a spiccare nel panorama musicale grazie al suo talento e al suo stile inconfondibile. Nel 2017, dopo un periodo di assenza, pubblica il suo quinto album “Mezzanotte” che ha come tema principale la depressione, patologia che lo ha attanagliato per circa due anni. Si esibisce anche al tetro di Ostia antica in compagnia di WrongOnYou (alias Maco Zitelli) Due anni dopo si esibisce in occasione del sessantanovesimo Festival di Sanremo con il brano “Rose Viola”. Dopo pochi mesi pubblica il suo ultimo album intitolato “Scritto nelle stelle” il cui tema principale è l’amore. E’ uno dei giovani Rapper/Trapper di maggiore seguito insieme a Tony Effe, Tedua Ghali, Geolier, Sfera Ebbasta, Ernia, Clementino.
Avevo aspettative su chissà che risultati
Ma erano tranelli
E mi ritrovo con le mani nei capelli
Alle volte vorrei smettere
Non nego che m’intriga il pensiero di sparire,
L’idea di cambiare vita
Certe mattine che è ancora buio
Mi alzo ad orari quasi vietati
Non voglio più lavorare gratis
O che mi cambino i connotati
Se non avveri i tuoi desideri
Finisci a vivere di ricordi
Ma nel momento in cui te ne accorgi
Qualcun altro ha il tuo posto e i tuoi soldi
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
“Non ti ho sentito più ma dì, com’è fratello?
Tu puoi contare su di me e questo lo sai fratello!”
Ma quando poi sei senza chiave nel tuo inferno
Ti scopri figlio unico e sei chiuso dall’esterno
A te è rimasto il veleno
Ma lo sai come sono i serpenti
Se tu gli tendi la mano
Poi loro hanno affondato i denti
È andata ma se ci ripensi
Che razza di rischi ti sei preso?
Ed il fatto che non ti sei mai arreso
È un miracolo e va difeso
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Non ho dubbi adesso
Dentro sento che è il mio momento
Per questo ora dirò all’universo
Che mi voglio giocare tutte le mie chance
Un flusso di energia mi attraversa
Mi sta mandando fuori di testa
Sto caricando l’aria di elettricità
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Un momento di rivalsa, la rivincita davanti a un progetto andato male o un lavoro perduto per cui si è dato tanto spendendo energie giorno e notte. Ghemon con “Momento perfetto”, porta sul palco sanremese un “urlo di rivalsa“. All’anagrafe Gianluca Picariello, attraverso un flusso di coscienza, si rivolge a quanti gli hanno voltato le spalle, lasciandolo in compagnia solo della propria musica. Dall’altro lato, l’artista si prepara alla rinascita: è il momento giusto per lasciarsi indietro il male e ripartire con grinta.
20.58: Dopo la passerella della Banda della Marina Militare, Amadeus spiega il regolamento e legge i codici di voto
20.54: C’è la Banda della Marina Militare che esegue l’inno di Mameli
20.53: Inizia il Festival
20.50: Saranno sul palco dell’Ariston anche due campionissimi dello sport italiano come Alberto Tomba e Federica Pellegrini che presenteranno i due loghi dei Giochi olimpici di Cortina-Milano 2026.
20.49: Gli ospiti musicali di oggi sono tanti: Ornella Vanoni con Francesco Gabbani, Umberto Tozzi, Riccardo Fogli con Michele Zarrillo e Paolo Vallesi, Dardust e la Banda della Marina Militare. 20.50: Tra pochi minuti si accenderanno le luci dell’Ariston
20.48: Gli ospiti fissi per tutte le cinque serate sono Fiorello, Achille Lauro e Zlatan Ibrahimovic.
20.45: A condurre il Festival sarà Amadeus, affiancato questa sera dalla dalle “co-conduttrici” Serena Rossi, Tecla Insolia e Giovanna Botteri
20.42: Ci sarà spazio anche per l’esibizione del vincitore della sezione Giovani proclamato ieri: Gaudiano con Polvere da sparo
20.40: Questa la classifica provvisoria dopo quattro serate:
La classifica provvisoria
1 – Ermal Meta
2 – Willie Peyote
3 – Arisa
4 – Annalisa
5 – Maneskin
6 – Irama
7 – La Rappresentante di Lista
8 – Colapesce Dimartino
9 – Malika Ayane
10 – Noemi
11 – Lo Stato Sociale
12 – Orietta Berti
13 – Extraliscio feat Davide Toffolo
14 – Max Gazzè
15 – Fulminacci
16 – Gaia
17 – Francesca Michielin e Fedez
18 – Madame
19 – Fasma
20 – Ghemon
21 – Francesco Renga
22 – Coma_Cose
23 – Gio Evan
24 – Bugo
25 – Random
26 – Aiello
20.37: Questa la seconda metà delle canzoni in gara che verranno eseguite questa sera: Bugo – E invece sì; Gaia – Cuore amaro; Ermal Meta – Un milione di cose da dirti; Extraliscio feat Davide Toffolo – Bianca luce nera Gio Evan – Arnica; Fulminacci – Santa Marinella; La Rappresentante Di Lista &#

