Nuoto, Mondiali 2019: Paltrinieri come si proietta alle Olimpiadi di Tokyo 2020? Si può vincere ma serve il 100%
Un oro, un argento, un bronzo e un pass olimpico in tasca: è questo il bilancio di Gregorio Paltrinieri al termine dei Mondiali 2019 di nuoto a Gwangju (Corea del Sud). Nella rassegna iridata dal sapor di test a Cinque Cerchi, il carpigiano ha voluto verificare la propria consistenza in due settimane di gare, conciliando le acque libere e la piscina. I risultati sono stati positivi perché il successo negli 800 sl, migliorando il proprio primato e realizzando il nuovo record europeo, è stato un inedito. Nello stesso tempo, nel fondo, la medaglia d’argento nella staffetta mixed e la qualificazione ai Giochi nella 10 km sono segnali che bisogna ancora lavorare e fare esperienza in questa specialità ma la distanza dai migliori non è così importante.
Se vogliamo il bronzo dei 1500 sl, sua distanza prediletta, apre degli interrogativi perché il suo miglior crono risale al 2016 e i rivali sono in grado di tenere un passo di ottimo livello per poi andar via nell’ultima parte. Ecco che la risposta della piscina è stata la seguente: serve una condizione al 100%. La domanda però da porsi è: sarà possibile conservare in quattordici giorni la forma per rendere al massimo nei due ambiti?
Da questo punto di vista Greg e Stefano Morini dovranno trarre spunto dai riscontri dopo quanto avvenuto in Corea del Sud per apportare alcuni accorgimenti e mettere nelle migliori condizioni possibili l’azzurro di rivaleggiare con gli altri. Non c’è tanto da dire sulla strategia. Si deve andar via di passo e con un Florian Wellbrock e un Mykhailo Romanchuk di questo livello serve un ritmo vicino al record del mondo di Sun Yang. Ecco che Paltrinieri deve esprimere la stessa bracciata e intensità degli 800 sl per fiaccare la resistenza altrui e “uccidere” la gara fin da subito, trasformando le trenta vasche in una “tappa pirenaica” piuttosto che in una volata.
Il progetto sarà questo e potrà tornare utile anche per le acque libere visto che la preparazione ad alto chilometraggio non differisce così tanto da quella del mezzofondo in vasca. In quest’ultimo caso però l’esperienza e il saper leggere i momenti dovranno essere le armi in più per fare la differenza.
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Foto: shutterstock.com

