Pallanuoto, Marziali: «Trieste città perfetta per vincere lo scudetto, ma prima voglio il pass per le Olimpiadi»
TRIESTE. È tornato con una medaglia di bronzo al collo. Ma l’Europeo che aveva in mente era differente. Più ambizioso.
Il 32enne marchigiano Luca Marziali, centroboa della Pallanuoto Trieste, dopo una rapida toccata a Trieste e già tornato con il Settebello per preparare al collegiale di Ostia il prossimo grande appuntamento di questo estenuante 2024: i Mondiali di Doha.
Marziali, un Europeo concluso con una medaglia di bronzo e un pass olimpico sfiorato. Cosa è mancato all’Italia per fare qualcosa di più?
Ci aspettavamo di arrivare in finale, ma purtroppo la sconfitta nel girone contro l’Ungheria non ci ha permesso di evitare la Spagna in semifinale, in questo momento, più avanti di noi, essendosi dimostrata una Nazionale solida in grado di giocare ad un livello superiore rispetto al nostro. Contro gli iberici noi abbiamo sicuramente fatto un passo indietro in alcune fasi del gioco. Peccato perché il trasferimento e la transizione sono stati il nostro punto di forza nell’Europeo.
Quanto ha pesato la sconfitta nel girone contro l’Ungheria?
Nella partita del girone il risultato finale (10-5, ndr) è stato forse un po’ bugiardo. Abbiamo fatto turnover con Francesco Di Fulvio ed Edoardo Di Somma, pedine molto importanti per noi, ma questo non può giustificare la nostra scarsa fase realizzativa. Nel primo tempo abbiamo sprecato molto, avremmo potuto essere avanti per 4-2, invece ci siamo ritrovati sotto 2-1. Da lì è subentrata un po’ di paura e abbiamo iniziato a sbagliare anche i tiri più semplici.
Poi vi siete divorati la nazionale magiara nella finalina per l’assegnazione del terzo posto. Una magra consolazione?
Una volta perso contro la Spagna siamo stati molto contenti di affrontare di nuovo l’Ungheria perché c’era una grande voglia da parte di tutti di riscattarci. Abbiamo dimostrato qual è il vero Settebello, in grado di andare a conquistarsi con grande caparbietà un meritatissimo bronzo.
Come giudica il suo Europeo?
Personalmente sono soddisfatto, anche se sento di non aver dato il 100% poiché avrei potuto fare meglio in alcune fasi. Sono invece soddisfatto del minutaggio visto anche che ho giocato molto soprattutto nelle partite importanti. Ho dato delle sicurezze al commissario tecnico Campagna che mi ha impiegato nei momenti clou della manifestazione. Ma posso ancora migliorare: bisogna guardare avanti, migliorarsi e mai fermarsi.
Quante probabilità ci sono che il Settebello conquisti il pass per i Giochi di Parigi?
A mio modo di vedere non è una mission impossible. Dovremo fare il nostro compito, per bene, arrivando tra le prime otto che verosimilmente significherebbe centrare la qualificazione. Ma in realtà andremo a Doha per arrivare fino in fondo alla competizione: puntiamo ad una medaglia mondiale.
Un bilancio sulla prima parte della stagione con la Pallanuoto Trieste.
Abbiamo iniziato veramente bene, poi la strada si è complicata. Il calendario è stato difficile. Abbiamo disputato 27 partite in due mesi e mezzo. Ora invece affronteremo solo 6 partite in due mesi: una follia, a mio modo di vedere.
Ci sono margini per centrare il quarto posto che porterebbe la Pallanuoto Trieste alla final four per l’assegnazione dello scudetto?
Se riusciremo a dimostrare di aver ritrovato la fiducia in noi stessi penso di sì. Sicuramente la stagione ora sarà piuttosto in salita, ma dobbiamo provarci.
Com’è stato il suo approccio alla città di Trieste?
Io sono arrivato qui la scorsa estate e francamente devo dire che Trieste è una città fantastica. Mi ci trovo benissimo.
Con il club del presidente Enrico Samer come si sta trovando?
La Pallanuoto Trieste è un grande club, serio e ben organizzato. Noi giocatori siamo messi nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro come non ho mai visto prima in altre società: confido davvero di poter contribuire a ripagare la fiducia riposta in noi dal club. Ora però ho un Mondiale a cui pensare. Poi, da marzo, darò il 100% per questa città e per questa calottina.

