Internazionali d’Italia 2026, Sinner: “Oggi non era una partita scontata. La carbonara? La so fare”
“Oggi credo sia stata una partita non scontata. Avevamo giocato un po’ di anni fa, siamo altri giocatori. Per me era un giocatore “nuovo” e dovevo adattarmi un attimino. Sono contento perché le prime partite sono sempre difficili. L’allenamento con Cobolli? Credo che le partite si vincano con tutto il lavoro che si fa prima. È sempre un gran piacere allenarmi con Flavio e con gli altri italiani e forse c’è anche un po’ di competizione perché proviamo sempre a spingerci al massimo“. Così Jannik Sinner in conferenza stampa dopo il successo su Sebastian Ofner per 6-3 6-4 agli Internazionali d’Italia 2026.
DIFFERENZE CON LA PRIMA VOLTA AL FORO
“Sei anni fa sarebbe stato impossibile immaginare ciò. Ne ho fatta di strada e non pensavo sarebbe stato questo il risultato. Sono realista. Sei anni fa era la prima volta che entravo in Top 100, è l’anno del debutto a Roma e della vittoria alle Next Gen. In quel momento hai tanti dubbi, sei giovane… quello che ho fatto e quello che continuo a fare, voglio solo vedere il mio potenziale massimo. Non parlo di vittorie o di tornei. Voglio finire e dire di aver dato tutto quello che avevo“.
SU ROMA
“La carbonara la so fare. È difficile dire qualcosa a Roma perché faccio solo hotel-campo e campo-hotel. In Italia tante cose sono cambiate. In più c’è gente che sa che c’è il torneo e quindi sanno che ci sono ristoranti dove vanno i tennisti, preferisco cenare in hotel. Però mi sorprende sempre l’affetto che mi danno in allenamento e in partita. Bello vedere tanti bambini e tanti ragazzi. Sono loro il nostro futuro ed è bello vedere questa passione per il tennis“.
SUL SERVIZIO
“La perfezione non esiste. Onestamente è su tutti i colpi che cerchiamo di migliorare tutti i dettagli. Il servizio stiamo provando a stabilire un po’ su terra battuta dove è diverso perché servi in modo più lavorato. È il colpo dove provo a dare più focus. Il tennis alla fine è un puzzle, tutte le cose che devi unire. Io prima di ogni partita ho dei dubbi, credo sia la cosa più normale. Se non senti dubbi e pressione vuol dire che non ci tieni. Però sono più consapevole di tanti anni fa, ma allo stesso tempo entro in campo e ho dei miei piccoli dubbi su ciò che può succedere. Ma poi va gestito. Il dubbio è connesso con la pressione in sé. Se non riesci a gestirla. Si parla sempre del giocare, ma ci sono tante cose messe insieme e credo ognuno abbia il dubbio. Devi essere consapevole che sai fare delle cose“.
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