Non solo tennis: agli Internazionali di Roma va in scena l’eccellenza della cucina italiana
Non solo tennis. Al Foro Italico si celebra la cucina italiana, patrimonio dell’umanità. Così Roma, fino al 17 maggio, si trasforma in una vetrina gastronomica senza eguali. Per gli Internazionali Bnl d’Italia si prospettano circa 400mila presenze, attirate non solo dallo spettacolo sportivo ma anche dalle eccellenze Made in Italy. Certo, tutto ruota intorno ai campi in terra rossa dove le stelle del tennis si contendono l’ambito trofeo. Gli occhi degli appassionati sono puntati su Jannik Sinner, che da numero 1 del mondo si presenta con un solo obiettivo: conquistare il titolo sfumato dodici mesi fa e allungare le distanze su Carlos Alcaraz. Ma quando la pallina gialla rimbalza sui campi italiani, non pensare a cosa assaporare tra un match e l’altro diventa quasi impossibile. Perché si sa, quello tra i grandi eventi tennistici e la cucina è ormai un binomio consolidato, un valore aggiunto che vale centinaia di milioni di euro.
Agli Internazionali presenti 21 stelle Michelin
Quest’anno attorno ai campi romani si sviluppa un vero e proprio ecosistema lifestyle che richiama brand, chef stellati e format gastronomici pensati per un pubblico internazionale. Per tutta la durata del torneo, 21 stelle Michelin daranno forma a un’esperienza gastronomica senza precedenti, pensata per accompagnare ogni momento dell’evento con la stessa intensità, precisione ed eleganza del grande tennis.
Il dialogo tra alta cucina e grande sport
Insomma, un dialogo continuo tra alta cucina e grande sport. Dalla colazione sino al termine dell’ultimo incontro di ogni giornata. Con un’accoglienza di alto livello riservata agli atleti protagonisti. Nell’area riservata ai tennisti, infatti, dieci chef stellati si alterneranno ai fornelli offrendo una proposta gastronomica che riflette l’attenzione riservata al benessere e alla nutrizione dei giocatori. Mentre al Lea, il ristorante dedicato ai partner e ai clienti Premium & Corporate Hospitality, una selezione di chef stellati interpreterà un racconto gastronomico contemporaneo dove tecnica, identità e visione si incontrano per accogliere gli ospiti in un contesto di assoluta eccellenza.
Non più solo spettatori: il Foro Italico offre un’esperienza immersiva
È quindi chiaro: oggi chi arriva agli Internazionali non cerca soltanto il match di Sinner o la finale sul Centrale. Cerca un’esperienza immersiva. Vuole vivere tutto quello che Roma ha da offrire, fotografarla, assaggiarla. Vuole passare dalla terra rossa a un calice di vino nostrano, da un tie-break a una cena gourmet. L’Italia, su questo terreno, gioca in casa. La forza della cucina italiana sta infatti nella sua capacità di restare popolare pur diventando globale. Persino le proposte più internazionali finiscono per orbitare attorno al modello italiano dell’ospitalità, della qualità delle materie prime e del rito conviviale. In questo modo tennis e cucina si sposano perfettamente. Ed è forse anche questo il motivo per il quale lo spettacolo che va in scena al Foro Italico non ha nulla da invidiare a quello dei maggiori circuiti.
Un evento oltre l’evento
Ma non è finita qui. Per gli Internazionali d’Italia 2026 Iginio Massari firma una creazione in edizione limitata: il Pan di Iginio integrale con fichi e caramello salato. Un lievitato che nasce da una ricetta già esistente, ma che qui viene reinterpretato per dialogare con il contesto del torneo. Una geniale trovata di marketing? Forse, sicuramente l’ultima conferma di come i grandi nomi della gastronomia e il cibo in generale siano sempre più protagonisti in uno degli appuntamenti più importanti del tennis.
Le sliding doors di Sinner aperte sulla cucina
D’altronde, come aveva sottolineato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, «la Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione», è il frutto degli «agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell’Italia». E i turisti ne vanno ghiotti. Chissà se Jannik Sinner avrebbe potuto essere un campione anche in cucina: «Se non giocassi a tennis probabilmente lavorerei in cucina con mio padre, che era cuoco», ha raccontato il fenomeno italiano in un video pubblicato sul suo canale YouTube il 3 aprile.
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