Notizie

Lucrezia Stefanini minacciata: “Mi hanno mandato la foto di una pistola”

0 20

Sono trascorse solo poche settimane dall’ultima volta in cui un tennista professionista è stato vittima di brutali minacce, minando la tranquillità dell’atleta stesso e dei propri cari. Nel suddetto caso, lo sfortunato protagonista era stato lo spagnolo Sanchez Izquierdo, il quale, durante il Challenger di Rosario, aveva ricevuto un’agghiacciante telefonata, nella quale gli è stato intimato di perdere, pena il rapimento di un familiare.

Dopo nemmeno un mese dallo sconcertante evento, ci ritroviamo a parlare di minacce ricevute da tennisti durante i tornei ATP. E questa volta, ad esser presa di mira è stata la giocatrice azzurra Lucrezia Stefanini. La numero 138 del ranking, ha disputato nella notte italiana il primo turno di qualificazioni ad Indian Wells, dov’è uscita di scena a causa di una rimonta inflitta dalla giovane Jimenez Kasintseva – classe 2005.

“Verso l’una ho ricevuto un messaggio dove mi minacciavano”

Nel tardo pomeriggio italiano – a parecchie ore di distanza dal suo incontro -, Lucrezia ha rivelato una sconcertante verità sul suo profilo instagram, raccontando quanto accaduto prima che la sua partita avesse inizio: “Oggi sono qui a fare questo video per raccontarvi quello che mi è successo ieri. Ieri verso l’una ho ricevuto un messaggio WhatsApp dove mi minacciavano se avessi vinto la partita di iericonfessa la giocatrice di Firenze -. Minacciavano me e la mia famiglia, hanno nominato i miei genitori, il posto dove sono nata, mi hanno mandato una foto di una pistola. Faccio questo video e racconto questa cosa perché penso che non sia stato giusto mettermi questa pressione o questo malessere prima di un match e farmi sentire non al sicuro”, dichiara Stefanini, lucida e imperturbabile nonostante la gravità dei messaggi ricevuti.

“Ho denunciato alla WTA. Non posso permettermi di farmi intimidire”

“Detto ciò, sono andata subito a denunciare alla WTA – continua – che mi ha messo a disposizione più sicurezza, mi ha fatto accompagnare la macchina dopo il mio match ed è stata molto attenta, tutto il torneo si è mobilitato per farmi sentire al sicuro. Volevo dirvi questa cosa, nonostante ciò ho lottato fino all’ultimo per vincere la mia partita perché non posso permettermi di farmi intimidire o condizionare per il mio lavoro. Penso che questo sia un lavoro, ma sia anche un piacere, un divertimento, è una nostra passione e quindi non posso credere, non posso pensare che delle minacce o… questo sport sia diventato così. Non ho dato peso a quei messaggi su Whatsapp, però ho denunciato e continuerò a farlo se continuerete a mandarmi questi messaggi“.

La WTA, così come la Federazione Internazionale (ITF) e alcuni dei tornei dello Slam si servono del servizio Threat Matrix del gruppo Signify, uno strumento che monitora gli account social media dei giocatori per proteggerli da minacce e messaggi abusivi da parte di fans e, soprattutto, scommettitori. Qui tuttavia ci troviamo di fronte a un livello ulteriore di sofisticazione da parte di questi criminali, che riescono a contattare i giocatori direttamente sui loro numeri di telefono.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored