Federer: “Voglio far sapere ai fan che mi rivedranno, non diventerò un fantasma”-
Il 23 settembre del 2022, per gli amanti del tennis, dello sport in generale, e probabilmente anche per chi non appartiene a nessuna delle due categorie, indubbiamente passerà alla storia. Sarà l’ultima volta in cui Roger Federer, seppur in doppio, e seppur in un match di esibizione, calcherà un campo da tennis, in occasione della Laver Cup, nella sua amata Londra. Oggi, a due giorni dall’evento, lo svizzero ha tenuto una bella ed esaustiva conferenza stampa (in diretta streaming anche su Eurosport) in un’atmosfera di cordialità, di delicata emozione, e di sorrisi nostalgici che anticipano forse tante lacrime che ci saranno venerdì sera. Le sue risposte sono state sempre una dolce sinfonia tra i rimandi al passato e le previsioni del futuro, tra il ricordo di ciò che è stato e chissà, qualche rimpianto di quello che sarebbe potuto essere. Ma, soprattutto, ha lanciato un chiaro messaggio, che ci farà ricordare col sorriso questa giornata, dal grande uomo che è sempre stato: “Voglio far sapere ai fan che mi rivedranno, non sarò un fantasma. In quale veste non lo so, ma non scomparirò”.
Puoi darci un aggiornamento su quali chance ci sono che tu giochi il doppio? Come si adatta con le regole della competizione?
Sì, era una mia preoccupazione. Non voglio incasinare l’evento ma conosco i miei limiti e ho chiesto a tutti se era ok che io giocassi solo il doppio e Matteo [Berrettini] mi avrebbe sostituito sabato. Ho parlato con John [McEnroe], con l’ATP e per tutti andava bene. Quindi eccomi qui per prepararmi al mio ultimo doppio, vediamo con chi sarà. Sono un po’ nervoso (sorride) perché non gioco da parecchio e spero di essere competitivo. […] Ovviamente mi piacerebbe giocare con Rafa. Sarebbe una situazione unica. Abbiamo lottato per così tanto tempo, rispettandoci l’un l’altro. sarebbe un bel messaggio per il tennis e al di là dello sport.
Portaci attraverso il processo che ti ha portato a questa decisione. Un finale agrodolce.
All’inizio dell’estate ho iniziato a pensarci su. Volevo salire di livello negli allenamenti ed era difficile, a quel punto ogni passo indietro, ogni stop, mi hanno iniziato a fare pensare di dover andare con attenzione, troppa attenzione. Ci stavo mettendo troppo sforzo per raggiungere un buon livello; a un certo punto ti siedi e devi prendere una decisione. Non volevo andare nella direzione di rischiare tutto, non è mai stato il mio obiettivo. […] Avrei preferito averlo annunciato prima ma alla fine è andata bene anche così. Londra è un posto speciale per me, quindi tutto si incastra bene.
Di cosa sei più orgoglioso?
La longevità. All’inizio della mia carriera ero famoso per essere molto poco costante; essere diventato uno dei più duraturi nel tour è quasi uno shock per me. Restare al top per così tanto tempo è stato davvero un divertimento; farlo per oltre 15 anni un privilegio. Mi ci sono quasi abituato.
Hai dei rimpianti sulla tua carriera?
Sì, ovviamente si hanno alcuni rimpianti ma credo che le cose capitino per una ragione. Gli errori, le decisioni sbagliate mi hanno fatto crescere e sono felice per come le cose sono andate. Sono famoso anche per le sconfitte che ho avuto e le considero un’opportunità di crescita. Non credo che avrò dei flashback sulle brutte sconfitte. In quanto tennista devo anche prendere delle decisioni difficili fuori dal campo. Non devo lasciare decidere sempre al mio team per non far ricadere la colpa a loro.
a breve il resto della conferenza stampa

