Modena. Corsa, bici, acqua, tennis e passeggiate: via libera
MODENA Via libera all’attività motoria individuale, seppur con ogni probabilità ancora con qualche limite, semaforo verde anche per gli sport individuali, con un preciso protocollo di norme, e semaforo ancora rosso per gli sport di squadra. E’ questo lo scenario che dovrebbe presentarsi dal 4 maggio in poi per quanto riguarda il mondo sportivo, una ripartenza graduale che in prima battuta riguarderà gli allenamenti e solo più avanti nel tempo le competizioni. Nelle ultime settimane il Coni ha stilato con le varie federazioni un programma dettagliato per quanto riguarda tempi e modi di ripresa dell’attività, con protocolli che rispettino sia i tempi di regressione dell’epidemia di Covid19 sia le misure di sicurezza che abbiamo imparato a conoscere in questo difficile periodo. L’ultima parola spetterà come sempre al Governo che avrà il compito di vagliare, tramite il Ministero competente, il documento redatto, ma cerchiamo di approfondire quelle che sembrano le misure che già potranno essere adottate con la fine del lockdown in programma il 4 maggio.
Attività motoria
Un mese e mezzo dopo il provvedimento del Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, poi esteso dal Governo a tutta Italia potrebbe riprendere l’attività motoria a piedi o in bicicletta anche lontano da casa, ma rigorosamente in maniera individuale e rispettando i confini regionali.
Gli ultimi studi sul Coronavirus, infatti, ipotizzano che la distanza di un metro e mezzo fra le persone non sia sufficiente durante l’attività fisica e che ne servano ben cinque, pertanto potrebbero rimanere comunque limitazioni di tempo o di altro tipo, con la sicura raccomandazione di evitare assembramenti preferendo sentieri, strade pedonali, parchi se aperti o spiagge. Per quanto riguarda la bicicletta, invece, la distanza stimata di sicurezza aumenta considerevolmente arrivando a venti metri.
Mascherine sì o no?
Diverse le posizioni degli esperti per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina. C’è chi ipotizza notevoli difficoltà respiratorie e chi, dall’altro lato, le consiglia per una più alta emissione di droplet (le goccioline che trasportano il virus ndr) durante gli sforzi.
Proprio per quest’ultimo motivo le disposizioni andranno verso un rigoroso rispetto di distanze e dell’attività individuale, in modo da rendere non necessario l’utilizzo della mascherina che, però, potrebbe essere resa obbligatoria per chi dovesse correre in città dove si ipotizza una maggior concentrazione di runner.
Corsa e bici
Via libera all’attività motoria e probabile via libera anche agli allenamenti per quanto concerne gli sport individuali all’aperto.
Per l’atletica non riapriranno le piste al coperto, ma potrebbero farlo gli impianti outdoor con ingressi scaglionati, senza l’utilizzo di spogliatoi e docce comuni, mantenendo all’interno un numero di atleti tale da evitare contatti ravvicinati. Stesso discorso vale per il ciclismo dove rimangono ancor più vietati gli allenamenti di gruppo, ma è allo studio una riapertura degli impianti con le modalità che possano garantire un lavoro individuale per i singoli ciclisti in sicurezza.
Nuoto e sport acquatici
Per quanto riguarda il nuoto probabile via libera agli allenamenti in mare, compresi gli sport che necessitano di un mezzo come canoa, windsurf, vela o simili dove al massimo si potrà salire in due e con una distanza adeguata.
Per quanto riguarda il nuoto in piscina, invece, gli impianti all’aperto saranno quelli con maggiori chance di riaprire, a patto di garantire in ogni momento un certo numero massimo di persone al loro interno. Per quanto riguarda le piscine al chiuso, invece, possibilità davvero ridotte nonostante alcuni studi evidenzino una carica virale minore in acqua e una sofferenza generale del virus in ambienti caldi e umidi. La Fin, a tal proposito, nel suo protocollo avrebbe evidenziato questi aspetti assieme a precise procedure di sanificazione degli impianti e individuando un numero massimo che va dai tre ai cinque atleti per ogni corsia al fine di garantire la massima sicurezza.
Tennis
Si ipotizza la riapertura dei campi all’aperto dove le persone potranno tornare a sfidarsi adottando alcune specifiche precauzioni: niente cambio campo, nessuna stretta di mano o contatto ravvicinato e la necessità di utilizzare un guanto nella mano utilizzata per raccogliere le palline al fine di evitare un contatto con gocce di sudore, considerate possibile veicolo di contagio. Per la riapertura dei circoli, invece, servirà osservare precise norme come in tutti gli altri impianti riguardanti il controllo degli ingressi, la sanificazione degli spogliatoi Altri sport individuali
Gli altri sport sicuri
Considerati sicuri senza particolare necessità di attenzioni sono, ad esempio, arrampicata oppure pattini a rotelle e golf.Più complicato il discorso per quanto riguarda la ginnastica che tradizionalmente vede la propria attività in ambienti chiusi.Di certo sarà vietato l’utilizzo di attrezzi comuni, allo studio una serie di accorgimenti e norme particolarmente rigorose che possa permettere agli atleti ‘professionisti’ di riprendere i propri allenamenti come eccezionalmente accadeva per coloro che venivano considerati di interesse nazionali ed in preparazione alle Olimpiadi.
No agli sport di squadra
Dovranno rimanere ancora in attesa di un miglioramento della situazione sanitaria coloro che praticano sport di squadra. Spinge per ripartire con un protocollo particolarmente rigoroso solo il calcio professionistico, mentre non ci sono al momento possibilità per basket, pallavolo, pallamano, pallanuoto o rugby. Per scongiurare uno stop troppo prolungato le Federazioni stanno ipotizzando, sicuramente non per il 4 maggio, nuove forme di allenamenti che prevedono di dividere le squadre in gruppi in modo da lavorare in spazi più ampi e solamente sui fondamentali delle rispettive discipline al fine di evitare ogni possibile forma di contatto ravvicinato. Il movimento di base, però, si interroga sul futuro e guarda principalmente alla possibile ripartenza dopo l’estate.
moto agonismo
La Fedarazione motociclistica sta spingendo con ragionevole fiducia per la riapertura anche dell’attività motocistica almeno in fase di allenamento. La fiducia è motivata da alcuni punti a favore di chi pratica gli sport su due ruote in un momento in cui anche l’emergenza negli ospedali è diminuita. 1. In tutte le discipline del motociclismo sportivo non c’è contatto fisico. 2. Non è necessario l’uso di spogliatoi in comune (la maggior parte dei partecipanti arriva in furgone o camper, e in ogni caso può lavarsi dopo la pratica sportiva). 3. Si possono prevedere ingressi scaglionati in pista (avviene già in tantissimi circuiti) o prenotazioni online delle presenze. 4. I piloti sono già protetti per regolamento federale. 5. Si dovrà ovviamente studiare l’accesso al paddock e ai servizi comuni, cosa che la FMI sta già studiando nei dettagli.
Mototurismo
La sollecitazione che sembra arrivare anche da fonti vicine al Governo all’uso delle due ruote nella fase 2, sicuramente meno rischiosa dal punto di vista del contagio per la velocità e la sicurezza negli spostamenti, lascia intendere che dal 4 maggio sarà possibile muoversi in moto per turismo all’interno della regione, individualmente (unico passeggero permesso un famigliare) con al massimo gruppi di tre moto. Al momento no ai raduni per l’inevitabiole rischio di assembramenti. —
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