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Andrea Guerrieri: “Vorrei una qualità di Sinner. La top100 è un traguardo, il momento dell’Italia può durare a lungo”

Nel panorama del tennis italiano, sempre più ricco di storie emergenti e percorsi di crescita solidi, si inserisce con determinazione Andrea Guerrieri. Nato a Correggio (RE) il 3 dicembre 1998, mancino con rovescio a due mani, Guerrieri ha costruito il proprio cammino lontano dai riflettori principali, scalando gradualmente il ranking ATP fino a raggiungere il suo best al numero 248 del mondo nel maggio 2026.

Il suo nome ha iniziato a circolare con maggiore insistenza nell’aprile di quest’anno, quando ha firmato un’impresa significativa: la vittoria del Roma Garden Open, torneo Challenger conquistato partendo dalle qualificazioni e culminato con il successo in finale su Dalibor Svrčina. Un risultato che si aggiunge a una serie di titoli ITF, tra cui il 30 mila dollari di Trento e due M15 vinti nel 2025 tra Lubiana e Offenbach, e che racconta di un giocatore in costante evoluzione, capace di trasformare il lavoro quotidiano in risultati concreti. Ai microfoni di OA Sport si è raccontato.

Quando hai iniziato ad appassionarti al tennis?
Molto presto, direi intorno ai 4 o 5 anni. Quando mi hanno fatto provare, mi è piaciuto subito: è stato naturale“.

Hai avuto un giocatore di riferimento?
Da più giovane mi ispiravo a Nadal. Negli ultimi anni, invece, guardo molto Sinner“.

La vittoria al Roma Garden Open, arrivata dalle qualificazioni, può rappresentare un punto di svolta?
Sì, può essere vista così. Vincere è una sensazione stupenda, ma allo stesso tempo è solo un punto di partenza. Serve continuare a lavorare ancora più duramente per migliorare“.

Hai raggiunto il tuo best ranking: la top 100 è un sogno o un obiettivo concreto?
È sempre stato un sogno. Parliamo di un traguardo molto difficile, ma continuo a lavorare con fiducia e positività in ogni situazione“.

Come si struttura la tua giornata di allenamento?
La mattina faccio circa due ore di atletica e due ore di tennis. Nel pomeriggio un’altra ora e mezza in campo, seguita da circa 45 minuti di scarico e stretching. Poi tutto varia in base alle esigenze“.

Se potessi prendere una qualità da Sinner, quale sceglieresti?
La sua capacità di essere sempre aggressivo, senza affrettare le giocate, ma cogliendo ogni occasione per prendere l’iniziativa“.

Il tennis italiano sta vivendo un momento straordinario: quanto può durare?
Credo e spero a lungo. La Federazione ha lavorato benissimo per anni, partendo dalle basi. Ora si vedono i risultati e continuano a migliorarsi per restare al vertice“.

Quando considererai positiva la tua stagione?
Se avrò lavorato bene su alcuni aspetti del mio gioco, migliorandoli, e se avrò giocato tante partite ad alto livello“.

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