Volley, finale scudetto: Milano prova a riscrivere la serie, Conegliano vuole l’allungo. Gara-2 già decisiva
Dopo una gara-1 tesissima, spettacolare e piena di ribaltamenti, la finale scudetto di Serie A1 femminile si sposta all’Allianz Cloud per una sfida che può già indirizzare la serie. Il 3-2 con cui Conegliano ha difeso il PalaVerde, rimontando due volte e risalendo anche dal 5-8 nel tie-break prima di chiudere 15-13, ha confermato ciò che si intuiva alla vigilia: Milano c’è davvero, ma per battere le campionesse d’Italia serve continuità assoluta fino all’ultimo pallone.
La squadra di Lavarini esce da gara-1 con la sensazione di aver avuto in mano una grande occasione. Non tanto perché abbia dominato il confronto, quanto perché è riuscita a portarlo sul terreno che desiderava: partita lunga, tanti scambi, muro-difesa presente, attaccanti di palla alta coinvolte e una centrale, Kurtagic, capace di incidere pesantemente con 16 punti e 4 muri. Milano ha chiuso con numeri di squadra persino leggermente migliori in ricezione, 64% di positiva contro il 58% di Conegliano, e ha murato di più, 14 punti contro 11. Segnali che raccontano una partita giocata ad armi pari e che spiegano perché gara-2 possa essere ancora più equilibrata.
Dal punto di vista tecnico, la chiave per Milano sarà soprattutto una: trasformare in continuità quello che in gara-1 è emerso a tratti. Nei set vinti, la Numia ha saputo sporcare il ritmo di Conegliano, togliere fluidità alla distribuzione di Wolosz e costruire vantaggi veri con il sistema muro-difesa. Quando invece la partita si è giocata su transizioni più pulite e su un attacco più lineare, l’Imoco ha ritrovato la sua superiorità nelle situazioni di palla alta e nei momenti decisivi. Il nodo centrale di gara-2 sarà allora la gestione delle stelle. Haak ha chiuso gara-1 con 28 punti, Gabi con 20, Zhu con 18: tre terminali che, anche quando non sempre perfetti, riescono a garantire soluzioni differenti e a non dare riferimenti fissi al muro avversario. Milano ha risposto con Egonu a 19 punti, Lanier a 17, Piva a 16, oltre alla già citata spinta delle centrali. Il problema, per le lombarde, è che nei momenti di massima pressione Conegliano ha trovato qualcosa in più dalle sue bande, soprattutto in termini di equilibrio tra attacco, copertura e palloni sporchi. È proprio lì che gara-2 rischia di girare: Milano deve riuscire a portare Egonu dentro una partita più continua, ma senza dipendere esclusivamente da lei.
Un altro aspetto da seguire con attenzione sarà il servizio. I numeri dicono che la differenza è stata minima, con 3 ace per parte, ma la sensazione è che Milano, quando è riuscita a staccare Conegliano da rete, abbia davvero messo in crisi il cambio palla veneto. Il punto è farlo senza esporsi troppo all’errore e, soprattutto, senza perdere aggressività nelle fasi in cui l’Imoco tende a risalire. In gara-1 Conegliano ha chiuso con 30 break point contro 29, praticamente in equilibrio perfetto: un dato che racconta una serie in cui ogni mini-parziale può diventare decisivo.
Per Conegliano, invece, gara-2 è la partita in cui far pesare l’abitudine a questo tipo di scenari. La squadra di Santarelli non ha bisogno di stravolgere molto: deve semmai alzare il rendimento nei tratti in cui Milano l’ha portata fuori sistema, evitando i vuoti che avevano consegnato il secondo e il terzo set alle avversarie. In particolare, sarà interessante capire se l’Imoco proverà a coinvolgere ancora di più le centrali, che in gara-1 hanno dato un apporto importante con Fahr a 9 punti e Chirichella a 8, e se riuscirà a rendere meno leggibile il lavoro del muro milanese sulle palle più scontate.
L’aspetto psicologico, naturalmente, conterà molto. Milano gioca in casa e sa di non poter permettersi di andare sotto 0-2 nella serie, mentre Conegliano ha la possibilità di mettere le mani sul confronto e poi tornare al PalaVerde con il match point tricolore. Ma proprio gara-1 ha detto che il margine è sottile: Milano ha dimostrato di avere struttura, coraggio e soluzioni per spaventare davvero le Pantere; Conegliano ha ribadito di avere ancora la qualità e la tenuta mentale per sopravvivere anche alle serate più complicate.

