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Leonardo Fabbri: “Insultato al telefono da due scommettitori. Fatico a mangiare quando perdo. Punto al record europeo”

Leonardo Fabbri è ormai da molti anni uno dei punti di riferimento dell’atletica italiana. Il pesista toscano è tra i migliori al mondo nel getto del peso e vanta un titolo europeo vinto nel 2024 a Roma e due medaglie mondiali, con l’argento nel 2023 ed il bronzo dello scorso anno. Certo ci sono state alcune delusioni lungo la sua carriera e proprio questo è uno dei temi trattati nell’intervista a Sprint Zone, il programma condotto da Ferdinando Savarese sul canale YouTube di OA Sport.

Proprio in avvio di intervista si è toccato un tema molto importante per un atleta dei tempi moderni, quello delle critiche sui social e i commenti negativi dopo alcune prestazioni negative. Fabbri ne ha risentito molto anche sul piano sportivo, partendo già dopo la delusione olimpica a Parigi: “Io comunque neanche mi voglio bollare con questa cosa del ragazzo sensibile. Io alla fine sono un ragazzo con dei valori importanti e che, una volta che questi valori vengono a mancare, delle volte magari reagisco staccando tutto e facendo più di 22, altre volte reagisco non essendo felice. Per me l’atletica non l’ho mai vista come un lavoro, non l’ho mai vista come un modo per arrivare a fama o soldi. L’ho sempre vista come divertimento. Quindi di conseguenza, se il divertimento non arriva, anche le misure fanno fatica ad arrivare. Io comunque vengo da Parigi, dove fino a Parigi sembravo l’eroe nazionale. Poi è successo quello che è successo a Parigi. Comunque io ho fatto il mio record in una finale Diamond League. Ho fatto oltre i 22 metri in una finale mondiale, ho fatto il record dei campionati agli Europei. Insomma, mi fa stare male tutto questo odio che c’è proprio nel giudicare gli altri. Non lo capisco. Io alla fine sono uno che va in pedana per fare il mio meglio, non è che vado lì sperando di fare male. Anche perché se non vado a giocarmela ci perdo io, ci perde Paolo (Dal Soglio, l’allenatore, ndr), ci perde l’Aeronautica”.

Continua il pesista azzurro, che parla anche di un episodio davvero spiacevole e deprecabile, che lo ha coinvolto direttamente con alcuni scommettitori: “Sono cose brutte, perché molti di quelli che giudicano e scrivono non sanno neanche cosa sia lanciare il peso. Se guardano in televisione vedono uno che lancia una pallina che sembra una pallina da tennis, ma pesa 7 chili. Io gareggio tanto, quindi gareggiando tanto è facile fare misure importanti. Devo essere bravo io lì. Però io sono il primo a sapere quanto sia importante il fallimento. Io nella mia vita ho fallito tanto e subito dopo ogni fallimento mi sono messo lì, mi ci sono arrabbiato, e ho parlato con il mio mental coach, con Paolo, su cosa migliorare. Alla fine ne sono sempre uscito più forte. Però Parigi è stata un po’ too much, diciamo. Comunque sono un ragazzo, i social li uso, quando guardi i commenti magari dicono una cosa negativa, ma magari non in faccia e ti prendono in giro dietro al telefonino. Dopo Parigi ho ricevuto una chiamata da due persone diverse che mi insultavano. Mi hanno chiamato con numero sconosciuto. Uno mi ha chiamato tipo a mezzanotte. Io ho pensato che poteva essere successo qualcosa e ho risposto. Questo qua ha iniziato a insultarmi perché aveva giocato la schedina su di me vincente a Parigi e ha perso. Mi ha insultato. Meglio essere sensibili che essere veramente gente così”.

Fabbri è un atleta che fa davvero tante gare ed ogni gare per lui sono una gestione di emozioni e sentimenti, soprattutto quando deve gestire anche la possibile prestazione negativa: “Io comunque faccio tutti i meeting, Diamond League, Continental Tour, gare in Italia. Alla fine le gare in Italia, ma anche le Diamond League, sono gare dove il livello è lo stesso, se non più alto. Solo che ti strutturano tutte queste gare con otto persone, l’hotel sempre il migliore che ci sia nella città, trasporto massimo cinque-dieci minuti di viaggio, il mangiare top. Vai a fare la gara, siamo in otto, quindi la gara dura alla fine 30-40 minuti. Mondiali, Olimpiadi sono tutte situazioni diverse. Poi un atleta della mia esperienza comunque adesso sta gestendo meglio rispetto a qualche anno fa. Però è ovvio che se uno ha dei pensieri o delle cose in testa, non riesce a essere libero e sgombro mentalmente. Comunque il discorso delle gare è questo, gareggiamo tanto perché il gesto deve essere automatizzato. Io infatti riesco a rendere veramente tanto bene quando faccio due o tre gare molto ravvicinate. Perché proprio il gesto diventa automatico e se riesci ad andare in pedana senza pensare a una singola cosa, lo fai come camminare. Comunque io alla fine il fallimento non l’ho mai visto come una cosa negativa. Ovviamente lì per lì mi arrabbio con me stesso, mi punisco. Sono stato due o tre giorni in cui non riuscivo a mangiare, a dormire”.

Nell’ultimo Mondiale Indoor è arrivata un risultato negativo, dove ha chiuso solo al settimo posto: “Indoor non riesco a performare bene per tanti fattori. Il fatto è che in Italia non abbiamo strutture adeguate, non mi alleno mai sulla pedana di legno e soprattutto i settori sono sempre stretti. Io alla fine lancio sempre a destra, quindi col fatto che lancio a destra non riesco ad andare in pedana al 100%. Poi in una stagione indoor ci sono gare dove il settore è un po’ più largo e lì riesco a performare meglio. Però più volte è successo, anche ad Ancona 2024, sono arrivato secondo con 21 e qualcosa, ma ho fatto un nullo che sarà stato quasi 23 metri, che in un settore all’aperto sarebbe stato valido. Dovevamo vincere, però indoor si sa che è così: può succedere. Alla fine del mondo non cambia il tuo valore, non cambia niente. È un’occasione persa? Sì. Però indoor è una stagione che si fa giusto per non allenarsi e basta, per staccare un po’. Quella di Torun è comunque una pedana che proprio non digerisco. Io ho lanciato e ho detto questo è 22.30. Invece era poco dopo la riga dei 21. È proprio una pedana dove il settore è molto stretto. Poi eravamo in 18, e quindi alla fine fai un lancio ogni 20-30 minuti. Il primo lancio è finito in corridoio, mi è scivolato, proprio scivolato, perché ero sudato”.

Adesso una lunga preparazione lontano dall’Italia: “Resterò un mese in Sudafrica. Torniamo il 6 maggio. Il 9 gareggio a Firenze e poi sarò anche al Meeting di Savona”.

Gli obiettivi di questa stagione: “Sicuramente gli Europei e la Diamond League. Poi sicuramente c’è anche il record europeo (23,06, resiste dal 1988, ndr), però da vivere appunto con lo spirito giusto. I miei risultati sono sempre venuti con la spensieratezza, con la voglia di gareggiare, con la voglia di divertirsi. Adesso anche nelle gare di getto del peso c’è supporto, c’è entusiasmo, ci sono tante cose belle e mi diverto”.

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA COMPLETA DI LEONARDO FABBRI

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