Lorenzo Musetti: “La mentalità giusta è quella di fare punti, non di doverli difendere”
Conferenza stampa della vigilia per Lorenzo Musetti, impegnato nell’ATP Masters 1000 di Montecarlo: l’azzurro, numero 4 del seeding, entrerà in gioco direttamente al secondo turno, e dovrà iniziare una stagione sulla terra battuta europea dove avrà molti punti da difendere nel ranking ATP.
Musetti a Montecarlo difende la finale dello scorso anno: “C’è una parte di me che ha tantissima voglia di scendere in campo, con un corpo sano ovviamente, pronto a competere a questi livelli, e questa per me è la priorità, ed è stato anche un po’ il motivo per il quale ho deciso di togliermi da Miami, per preparare bene questa questa stagione. So che è una stagione comunque ricca di impegni, dove l’anno scorso ho fatto molto bene, però sono convinto che la mentalità giusta sia quella di dover fare ogni anno i punti, non di doverli difendere, quindi credo che con questa mentalità posso esprimere il mio miglior tennis sulla terra. Mi sono trovato molto bene, comunque sono già più di 10 giorni che mi sto allenando su questa superficie, proprio a Monaco, quindi le condizioni sono veramente belle ed ideali, come le ho trovate l’anno scorso, quindi speriamo di poter di poterci divertire questa settimana“.
Gli standard sempre più elevati richiesti nel mondo dello sport: “Guardando avanti, in che direzione sta andando il tennis, e lo sport in generale, sta diventando quasi maniacale nella cura dei dettagli, quindi è ovvio, c’è una ricerca in tutti gli ambiti, che sia quello tecnico, tattico, del nutrizionismo, del sonno, del riposo quotidiano, del fisico, del recupero. Ci sono talmente tanti aspetti da curare che è banale ridursi a colpire una pallina fondamentalmente a questo livello, quindi sicuramente viviamo per questo, perché poi la mia filosofia di tennis è più una passione, e quindi non mi piace definirlo il lavoro, poi ovviamente lo è perché veniamo retribuiti, quello consacra il lavoro, però per me fondamentalmente rimane sempre la passione di allenarmi, di soffrire, di fare sacrifici, ed è quello che secondo me lo sport dovrebbe dare, qualsiasi sport credo che il messaggio che debba passare sia proprio questo“.
I rapporti con gli altri tennisti azzurri: “Nel tennis ci siamo uniti veramente tanto con i ragazzi, poi ieri sera eravamo a cena io, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini, con le rispettive compagne, ed infatti anche noi a cena dicevamo quanto fosse difficile riuscire a trovare dei momenti durante la stagione per organizzare questo tipo di serate diverse. Comunque noi abbiamo dovuto organizzare i bimbi, la ragazza di Flavio era arrivata il giorno stesso, Matteo rientrava da Marrakech, quindi comunque tutti viviamo delle vite molto accelerate per il nostro sport, però è bello svagare un attimo insieme agli amici ed ai colleghi con cui condividiamo tanto, quindi è stata una serata davvero piacevole, ci siamo già detti che cercheremo di rifarla a Roma, quindi credo sia un bello spot per il movimento italiano che sta avvenendo, non solo nel tennis. Ci sono tantissimi giovani, e questo è veramente stimolante, anche se sono diversi gli sport. Io per esempio ho un buonissimo rapporto con Pecco Bagnaia, in MotoGP c’è Bezzecchi che sta facendo molto bene, sono veramente ragazzi e professionisti che ci stimolano a fare bene, quindi speriamo di dimostrarlo anche con i risultati“.

