Rugby mondiale: le Fiji cambiano coach a 18 mesi dai Mondiali
Le Fiji cambiano pelle nel momento più delicato del ciclo mondiale. A diciotto mesi dalla Rugby World Cup 2027 e con l’ingresso stabile nel nuovo Nations Championship, la federazione isolana ha scelto la via della discontinuità: finisce l’era di Mick Byrne, una separazione consensuale che apre un cantiere tecnico tanto ambizioso quanto rischioso.
Byrne lascia dopo aver contribuito a consolidare la crescita dei Flying Fijians, tra risultati nel Pacifico e un’identità sempre più competitiva nel panorama globale. Ma il progetto ha richiesto una svolta immediata: la Fiji Rugby Union ha deciso di voltare pagina per allinearsi a una nuova visione strategica, ringraziando il tecnico australiano per il lavoro svolto e per le basi costruite tra nazionale e franchigia dei Drua. Tra i nomi che circolano quello di Franck Azema, ex coach di Clermont, Tolone e Perpignan, già contattato dalla federazione figiana negli ultimi mesi.
In attesa di un nuovo head coach, la guida passa a Senirusi Seruvakula, figura storica del rugby fijiano chiamata a traghettare la squadra in una fase di transizione cruciale. Il tempo, però, stringe: tra pochi mesi scatterà il Nations Championship e serviranno certezze, soprattutto in un calendario che metterà subito alla prova ambizioni e profondità del gruppo.
E qui entra in scena anche l’Italia. A novembre, infatti, le Fiji saranno ospiti degli azzurri in uno dei test più significativi della stagione internazionale: una sfida che, a un anno e mezzo dal Mondiale, assumerà i contorni di un vero banco di prova per entrambe le nazionali. Per l’Italia sarà l’occasione di misurarsi con una delle realtà più imprevedibili del Tier 1, mentre per i fijiani rappresenterà uno snodo fondamentale per capire se la rivoluzione tecnica avrà già prodotto effetti concreti nella corsa verso l’Australia 2027.

