Matteo Iocchi Gratta: “La squalifica di Singapore mi ha aiutato ad essere migliore. Preferisco le nuove regole”
Nella nuova puntata di FOCUS, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport e condotta da Alice Liverani, è intervenuto come ospite Matteo Iocchi Gratta, ormai figura di spicco della nazionale italiana di pallanuoto maschile. L’azzurro ha raccontato i momenti più belli vissuti con il Settebello, non dimenticando i rapporti personali e la crescita nella Pro Recco.
Gli inizi con la pallanuoto: “La mia storia è molto diversa. Giocavo a calcio, poi vidi la finale Italia-Croazia alle Olimpiadi e mi è scattato il sogno di vincere con l’Italia. Da quel luglio 2012 faccio pallanuoto”.
L’idolo pallanuotistico: “Il mio idolo offensivo è sempre stato Christian Presciutti, quello difensivo è sicuramente Aleksandar Ivovic, capitano della Pro Recco e giocatore con cui ho avuto il piacere e l’onore di condividere lo spogliatoio per due anni”.
Il ruolo all’interno della vasca: “Fino ai 17 anni ero prevalentemente un attaccante e con il mio arrivo a Savona ho fatto poi il difensore con caratteristiche offensive. È stato difficile i primi mesi accettare il nuovo ruolo, ma nella pallanuoto moderna il ruolo di universal player è importante. Fare gol mi piace sempre, ma il primo compito è quello di difendere la porta”.
La nuova pallanuoto: “Mi trovo meglio perché nel mio ruolo otto metri in meno sono tanti. Per i difensori fisici è meglio così. Adesso è molto più veloce, serve agire ed essere pronto a tutte le situazioni di gioco. Tante situazioni sono difficili da controllare. Il giocatore moderno deve pensare velocemente ed anticipare i problemi”.
Le Olimpiadi 2024: “L’arbitraggio condiziona le partite e non possiamo gestirlo. Noi siamo professionisti, alcuni arbitri e dirigenti non lo sono. Tante cose andrebbero migliorate, il lavoro degli arbitri è una di queste. A Parigi non fu colpa mia. La reazione di gruppo è stata sbagliata però siamo a conoscenza di tutte le cose che abbiamo fatto. Quando il risultato non dipende da te questo ti fa male. Tra compagni ancora ci pensiamo”.
La squalifica di Singapore: “È stato il momento più basso della mia carriera, un momento di totale incoscienza che mi ha portato a fare dei pensieri su me stesso. Credo nel destino e credo che quello che mi è successo mi ha aiutato ad essere migliore”.
L’ambiente nella Pro Recco: “Il rapporto con l’allenatore è ottimo, tutti gli portiamo rispetto. Sono orgoglioso di essere allenato da lui, mi ha fatto crescere in numerosi aspetti. Il gruppo è fondamentale, bisogna rispettarsi tutti. Sono arrivato in una squadra completa, ogni allenamento era un imparare. Nella prima stagione ogni partita era un altro sport. Poi c’è stato il cambio di rotta con i nuovi proprietari. Ti rendi conto della fortuna che hai a giocare qui. È stato un anno difficile da atleta ma abbiamo stretto i denti. Ora la Pro Recco può risognare in grande per scrivere la storia”.
Il rapporto con la pallanuoto: “La pallanuoto mi ha dato tanto, non mi sono mai visto fuori da questo mondo. Mi ha dato la cosa più bella che è sognare. È uno sport piccolo ma pieno di passione. Mi ha dato amicizie ma mi ha tolto un po’ di tempo con la famiglia. Anche io sto dando tutto alla pallanuoto e continuerò a farlo”.

