F1, per Ferrari partenza incoraggiante ma non appagante. Ora al lavoro per avvicinarsi alle Mercedes
La Ferrari ha chiuso il Gran Premio del Giappone con la terza posizione di Charles Leclerc e la sesta di Lewis Hamilton. Si tratta di un risultato che non soddisfa appieno il Cavallino Rampante. Anzi, non lo soddisfa per niente. D’altronde, a conti fatti, quello nipponico è il peggiore dei tre GP disputati sinora, soprattutto perché, per la prima volta, le Rosse sono state precedute sul traguardo da una vettura diversa dalla Mercedes.
Difatti Suzuka ha segnato il ritorno in auge della McLaren, capace di acciuffare il primo podio del suo 2026 con Oscar Piastri, attestatosi alla piazza d’onore. Come si suole dire, l’appetito viene mangiando, e per la Scuderia di Maranello non è più sufficiente incamerare dei podi. Nel 2025 ne furono raccolti 7 in 24 gare, quest’anno siamo a 3 in altrettanti appuntamenti agonistici. Peraltro, dodici mesi orsono, il terzo top-3 fu conseguito a fine giugno.
Insomma, la competitività è indiscutibilmente più elevata di quanto non lo fosse l’anno passato. Cionondimeno, non è sufficiente per lottare per il titolo. Le interessanti premesse poste da Melbourne e Shanghai non sono state smentite da Suzuka, ma al contempo il Giappone ha certificato come le Frecce d’Argento viaggino a una velocità irraggiungibile per qualsiasi andatura possa essere tenuta dal Cavallino Rampante, sia essa trotto o galoppo.
Le dichiarazioni di Frederic Vasseur, Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono concordi. “Bene, ma non benissimo” è il concetto espresso da ognuno di loro. Inoltre, è palese come in Ferrari sappiano di dover giocoforza evolvere la SF-26, ma di non avere alcuna garanzia di poter chiudere la forbice dalla Mercedes. Ovviamente, si lavorerà in quella direzione, però come giustamente ha detto il team manager “a Miami tutti miglioreranno”.
Ricapitolando, Ferrari chiude un primo scorcio di stagione incoraggiante, ma non appagante. D’altro canto, chi può definirsi soddisfatto? Mercedes sicuramente e Haas pure. Forse si può aggiungere la Racing Bulls, ma solo perché è sostanzialmente alla pari della casa madre. A tutti gli altri manca qualcosa, a chi in misura maggiore e a chi in misura minore.
Alla Scuderia di Maranello manca sicuramente meno rispetto al principio del 2025, quando non vi fu modo di colmare le lacune. La domanda è se si riuscirà a ricucire lo strappo da chi sta dominando la scena in tempo per Miami. La risposta, arriverà tra un mese abbondante.

