Jannik Sinner l’inarrestabile. E ora la terra rossa dopo il dominio americano
Il ruolo di Jannik Sinner esce estremamente rafforzato dopo il Sunshine Double. Indian Wells e Miami hanno ricordato, se fosse ancora necessario farlo, che è lui, l’uomo venuto da Sesto Pusteria, l’uomo che sta lanciando definitivamente la propria rincorsa a riprendersi la vetta del ranking ATP. La dimostrazione è forte che più non si può, e a sentirla sono stati un po’ tutti i protagonisti.
Già, perché nessuno è stato realmente al passo dell’attuale numero 2 del mondo. Ci ha provato Joao Fonseca negli ottavi di Indian Wells, e in effetti il brasiliano a tre set point ci è arrivato. Ci ha provato Daniil Medvedev in finale in California, e i due tie-break sono stati storie da raccontare. Ci ha provato Alex Michelsen negli ottavi a Miami, ed è stato a un passo dal terzo set. Ci ha provato, infine, Alexander Zverev in semifinale in Florida, e pur giocando una delle migliori partite del post-Roland Garros 2022 non ha potuto strappare alcun set a Sinner.
Questo rende davvero l’idea di cosa sia accaduto nel mese che ormai per tradizione è riservato ai due tornei che portano dall’inverno alla primavera negli USA. Sinner veniva da una situazione cui in molti non erano semplicemente più abituati, visti i successi di 2024 e 2025, e ha confermato ancora una volta il proprio status. Di più: se a Miami si era sempre trovato bene (e quattro finali in cinque edizioni disputate stanno lì a dimostrarlo), a Indian Wells per un motivo o per un altro più in là della semifinale non era mai giunto. Stavolta è andato tutto nel verso giusto, e con una prova di forza che è un grande messaggio al tennis tutto. Come a dire che lui, ora, qui c’è. Eccome se c’è.
Soltanto Zverev, per costanza di risultati, gli è stato vicino, e senz’altro per il tedesco essersi trovato due volte nel lato di tabellone del numero 2 del mondo non è stato tanto semplice da digerire, soprattutto per la condizione che ha mostrato in questa fase. Poco da fare, però, contro questo Sinner. C’era chi aveva avuto troppa fretta di indicare le due sconfitte con Djokovic e Mensik come un segnale di qualcosa. La realtà è che, nel tennis, le sconfitte esistono ed è umanamente difficilissimo mantenere il ritmo che Jannik sta tenendo dal post-US Open 2023 in poi.
E adesso si aprono due campagne differenti e parallele tra loro. Una è quella sulla terra rossa, che, salvo fatti oggi non prevedibili, è destinata a ripartire da Montecarlo, per poi fare rotta verso Madrid e Roma (e, si capisce, Parigi versione Roland Garros). In particolare, Montecarlo e Madrid sono gli ultimi due grandi tornei in cui Sinner l’anno scorso non si era potuto presentare a causa dello stop impostogli. In breve, sono altri punti che possono entrare praticamente gratis nel novero di quelli da portare a casa. Il che porta all’altra campagna: quella della sfida con Carlos Alcaraz per il numero 1. Adesso il divario è di 1190 punti e per lo spagnolo inizia la lunga serie delle cambiali rosse, che parte dal Principato e finisce con il Roland Garros. Non resta che vedere, a questo punto, cosa riserverà il futuro nel breve termine. Una cosa è certa: Jannik Sinner è qui, nel posto dei grandi.

