MotoGP, l’anomalia di Austin. Dal 2023 quanto avviene in Texas è slegato dal resto del Mondiale!
Uno dei temi forti dell’imminente Gran Premio delle Americhe di MotoGP è rappresentato dall’estemporaneità generalmente proposta dall’esito delle gare nell’autodromo di Austin. Negli ultimi anni, infatti, il risultato del GP texano è stato letteralmente sui generis, poiché è sovente stato anomalo se rapportato a quanto visto nel resto della stagione.
Il Circuit of the Americas è stato uno dei contesti in cui l’egemonia di Marc Marquez è stata più marcata. El Trueno de Cervera vi ha trionfato 7 volte nelle prime 8 edizioni, mancando il successo solo a causa di una caduta, quando peraltro era in testa. Tuttavia, la supremazia dello spagnolo è venuta meno e nessuno ne ha veramente ereditato lo scettro.
Caduto il Re, è sorta una serie di signorotti, che tuttavia non hanno mai dato continuità al loro potere. Non solo ad Austin, bensì nel proseguo della stagione in cui hanno primeggiato. Il concetto non vale per il 2022, quando trionfò Enea Bastianini, che fu una delle rivelazioni di quell’annata. Però, negli ultimi tre anni si può (anzi, si deve) parlare di Austin’s Anomaly.
Prendiamo il 2023, risoltosi con la perentoria affermazione di Alex Rins, ai tempi in sella alla Honda del team LCR. La RC213V visse l’unico, vero, weekend di gloria di quella stagione viceversa disgraziata; e fu un successo fair and square, senza trucco e senza inganno, non figlio di condizioni meteo particolari. Honda non vinceva da diciotto mesi e non avrebbe vinto per altri due anni abbondanti! Eppure, in quei giorni, dominò.
Passiamo al 2024, quando festeggia Maverick Viñales in sella all’Aprilia. Guardate bene i risultati di quel Mondiale. La Casa di Noale, lontano da Austin, non solo non vince più, ma non sale neppure mai sul podio! Il picco assoluto viene scalato in Texas. Altrove, viceversa, non c’è modo di spingersi particolarmente in alto.
Che dire, infine, del 2025? Vince Francesco Bagnaia. D’accordo, approfitta al meglio di una caduta di Marquez, però nel frattempo Pecco gli era sostanzialmente incollato. La stagione del piemontese, per il resto, è assolutamente deficitaria. Il GP delle Americhe è meno misterioso di quello del Giappone, però rappresenta un episodio eterodosso rispetto al canone seguito.
Insomma, sono tre anni che Austin propone una trama totalmente slegata da quella del Mondiale, come se fosse un episodio sui generis e nulla abbia a che fare con la linea narrativa primaria. Accadrà di nuovo nel 2026? Questo potremo dirlo solo tra qualche mese. Mentre ci si avvicina al Gran Premio texano, bisogna però tenere bene a mente che qualsiasi cosa accadrà domenica, potrebbe essere unica e anomala nel percorso di questo campionato iridato.

