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F1, Lewis Hamilton pronto a sfatare il tabù degli “anta” anche sulle vittorie? Nel XXI secolo non c’è ancora riuscito nessuno!

Nelle prime due gare del 2026 si è visto un Lewis Hamilton veramente competitivo, poiché ha dimostrato di essere all’altezza delle prestazioni del compagno di squadra Charles Leclerc, una situazione viceversa (quasi) mai verificatasi nel 2025. Inoltre, la Ferrari si è rivelata la seconda forza in campo, più vicina a Mercedes di quanto tutte le rivali non lo siano rispetto alla Rossa.

Fatte queste premesse, torna concretamente d’attualità il tema di una vittoria da parte del britannico. D’accordo, non è un’eventualità probabile, perché le Frecce d’Argento restano superiori e perché, comunque, il monegasco non è avversario semplice da battere. Tuttavia, è indiscutibile come il Re Nero sia in prima fila per sfruttare qualsiasi occasione propizia (e sappiamo come lui, quando sente l’odore del sangue, sia un predatore eccezionale).

Allora, volendo approfondire il tema, balza subito all’occhio un dato. Hamilton ha più di 41 anni. Vincere un Gran Premio, a quell’età, non sarebbe fatto banale. Certo, c’è chi c’è riuscito a più di 45, ma si parla della Formula 1 degli albori, quando l’anagrafica era completamente differente rispetto a quella attuale! Basti pensare che, dal 1960 in poi, solo tre piloti hanno conquistato un GP una volta scollinata la fatidica soglia degli “anta”.

Si tratta di Graham Hill (a Montecarlo nel 1969), di Jack Brabham (che vinse ben sette volte tra il 1966 e il 1970) e di Nigel Mansell (in Australia nel 1994). Dunque, analizzando questo dato, si traggono delle ovvie conclusioni legate alla possibilità di vedere il londinese tornare sul gradino più alto del podio dopo un ampio arco temporale.

Innanzitutto, se vincesse un GP, diventerebbe il primo over-40 a farlo quasi 32 anni dopo quella (fortunosa) affermazione di Mansell ad Adelaide. Già essere l’unico a riuscirci nel XXI secolo non rappresenterebbe un conseguimento di poco conto. Lewis ha festeggiato l’ultima volta a 39 anni e 6 mesi, ma fu a tavolino e “in differita” dopo la squalifica patita dal compagno George Russell in Belgio.

Tra i contemporanei, solo Kimi Räikkönen ha saputo passare per primo sotto la bandiera a scacchi in età avanzata. Però, nel giorno del suo trionfo ad Austin nel 2018, aveva appena compiuto 39 anni. Gli “anta” non li aveva ancora raggiunti. Per il resto, “solo” podi di chi ha il “4” come prima cifra della propria età. Hamilton stesso, in Cina, è diventato il terzo del XXI secolo ad assaporare lo champagne da quarantenne dopo Michael Schumacher e Fernando Alonso.

Il 2026 proporrà anche questa tematica legata all’anagrafe, dopo aver prodotto quella associata al passaporto, ossia la prima vittoria italiana dopo due decenni? C’è solo un modo per scoprirlo, ossia seguire tutte le 20 gare rimanenti, a cominciare dal Gran Premio del Giappone di domenica. Ogni GP può essere quello buono per Lewis e – idealmente – per tutti i quarantenni d’assalto.

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