F1, la Ferrari potrà fare una scelta tra Hamilton e Bearman? O decide Lewis? Ubi maior, minor cessat.
Siamo solamente fra la seconda e la terza gara del Mondiale 2026, ma in casa Ferrari si potrebbe già presentare un nodo da sciogliere relativamente al 2027. È d’obbligo usare il condizionale, perché i dettagli degli accordi sono sconosciuti al pubblico. Cionondimeno, quanto accaduto tra Melbourne e Shanghai propone un tema da approfondire.
La questione è semplice. Cosa deciderà di fare il Cavallino Rampante con i propri piloti? Il punto è che Oliver Bearman ha cominciato il 2026 in maniera convincente, avendo chiuso settimo in Australia e quinto in Cina. Non è un mistero come il giovanissimo britannico, classe 2005, abbia l’avvenire dipinto di Rosso. Nel 2024, a Jeddah, venne catapultato senza alcuna esperienza su una Ferrari per sostituire Carlos Sainz, finito in ospedale con l’appendicite.
La Scuderia di Maranello ha poi collocato l’inglese alla Haas, di fatto un team politicamente satellite, allo scopo di svezzarlo e permettergli di “farsi le ossa”. Dalla seconda metà della stagione passata, Bearman “ha svoltato”. Se inizialmente pagava dazio rispetto al ben più navigato compagno di squadra Esteban Ocon, ora è diventato la forza trainante della squadra di matrice americana.
Non è in discussione come Bearman sia destinato a pilotare una Ferrari, cresciuto in casa come Charles Leclerc. La domanda è solo “Quando?”. Il monegasco venne promosso dopo un solo anno alla Sauber, prendendo il posto del quasi quarantenne Kimi Raikkonen, peraltro messo da parte a dispetto della miglior annata del suo secondo stint in Rosso.
La situazione non è poi così dissimile da quella attuale. Il Cavallino Rampante ha un punto fermo in Leclerc, al quale è affiancato Lewis Hamilton, ormai giunto a 41 anni. Però esisterebbe una differenza sostanziale. Certezze, sul contratto tra il sette volte Campione del Mondo e la Scuderia di Maranello, non ce ne sono. Si dice che l’accordo stipulato fosse per il 2025 e il 2026, con la possibilità di un’estensione al 2027 in favore del pilota. Dunque, sarebbe Lewis a decidere se restare o meno.
Se Bearman ha cominciato bene, altrettanto ha fatto Hamilton, capace di tenere testa al compagno di squadra dopo aver sofferto per l’intero 2025. Sul finire dello scorso anno il veterano londinese appariva in disarmo, invece la rivoluzione tecnica sembrerebbe averlo rivitalizzato. Se il Re Nero dovesse proseguire a brillare e continuare sulla stessa falsariga, perché non dovrebbe esercitare quell’opzione (ammesso e non concesso che esista)?
Se quell’opzione non esiste, bisogna essere onesti. Potrebbe essere Ferrari stessa a proporre il prolungamento della collaborazione, conscia di come l’impatto mediatico di Lewis sia enorme, con tutti gli annessi e connessi del caso in termini di merchandising.
Nel caso, la domanda da porsi sarebbe se, ottica 2027, l’Hamilton quarantaduenne varrà più del Bearman ventiduenne. Quanto sta facendo Kimi Antonelli, salito su una Mercedes da debuttante assoluto, dimostra come i pupilli possano essere lanciati senza anche nei top-team, mettendo in conto un fisiologico periodo di adattamento. Però, storicamente, Ferrari è conservativa.
Ora come ora, lo scenario più plausibile si direbbe quello di vedere l’accoppiata Leclerc-Hamilton in Ferrari anche nel 2027, con Bearman “parcheggiato” in lista d’attesa per un’altra stagione. Se ne riparlerà, verosimilmente, più avanti. Tuttavia, dipende soprattutto (se non esclusivamente) da Hamilton. Le sue prestazioni, se positive, sono destinate a oscurare quelle del più giovane connazionale e farebbero da prodromo alla decisione di restare in Rosso, rimandando (almeno) al 2028 qualsiasi avvicendamento. Ubi maior, minor cessat.

