Adriano Panatta non fa sconti ad Alcaraz: “A Miami ha perso male, sembrava svogliato”. E sulle dichiarazioni di Fonseca…
Adriano Panatta non usa mezzi termini e, intervenuto a La Nuova DS in onda su Rai 2 HD, ha offerto una lettura netta e senza sconti della sconfitta di Carlos Alcaraz a Miami. L’ex campione italiano ha sottolineato come la prestazione dello spagnolo sia stata al di sotto delle aspettative, sia sul piano tecnico che su quello dell’atteggiamento.
Secondo Panatta, il successo di Sebastian Korda è stato pienamente meritato: “Nei primi due set lo spagnolo non mi è piaciuto per niente. Sembrava quasi che ci facesse un favore ad essere in campo. Korda ha avuto il braccino nel secondo set altrimenti avrebbe vinto in modo agevole, come era giusto. Al terzo Carlos un pochino meglio ma alla fine l’americano ha vinto con merito. Alcaraz mi ha ricordato Leao a Miami, svogliato e senza la giusta grinta, è stato eliminato giustamente“.
Ci si è spinti all’analisi oltre il singolo incontro: “I giocatori giocano più o meno gli stessi tornei che giocavamo noi all’epoca ma lo fanno in modo talmente violento e in modo così fisico che si stancano molto di più e si fanno male. Tenere il proprio gioco al massimo del livello per tutta la stagione è praticamente impossibile. Metteteci anche che Sinner e Alcaraz stanno dando nuovi stimoli a giocatori che hanno la loro stessa età. C’è un manipolo di giocatori alle loro spalle che ha voglia di contendere a questi due il trono di migliori al mondo, a cominciare dagli italiani come Musetti o Cobolli“.
Proprio parlando di Sinner, Panatta evidenzia una differenza sostanziale tra i due fenomeni: “Vincere il Sunshine Double per lui adesso potrebbe essere più facile ma non è certo una novità. Nel tennis si può sempre perdere ma a Jannik accade meno che ad Alcaraz, questo è un dato di fatto“.
Infine, l’ex vincitore del Roland Garros si è soffermato sulle recenti dichiarazioni di João Fonseca, che aveva distinto i due campioni sul piano tecnico: “Definire Jannik un robot è sbagliato, perché non ha anima. Sinner ha, invece, una grande anima come giocatore e ragazzo. Dal punto di vista tecnico, ha ragione perché Alcaraz ha più armi e se posso fare un paragone calcistico direi che Sinner è come Haaland mentre lo spagnolo è come Mbappé. Questa è la differenza, due grandissimi campioni ma diversi“.

