Atletica indoor, atto finale a Torun: Fabbri, Iapichino e Furlani guidano l’Italia a caccia di medaglie
Si chiude a Torun il Mondiale indoor 2026, tre giorni di grande atletica che hanno riportato la rassegna iridata al coperto nel cuore dell’Europa. Nell’impianto polacco, già sede degli Europei 2021, va in scena l’atto conclusivo di un’edizione che ha visto al via 674 atleti di 118 Paesi, con l’Italia già protagonista grazie allo splendido oro di Andy Diaz nel triplo e pronta a giocarsi altre carte importanti nell’ultima, intensissima giornata.
La domenica si apre con il pentathlon femminile, che vivrà le prime prove nella sessione mattutina. La grande favorita è la statunitense Anna Hall, tra le poche nella storia oltre i 5000 punti, con la polacca Adrianna Sulek-Schubert pronta a sfruttare anche il fattore campo. In chiave podio attenzione anche all’irlandese Kate O’Connor, alla statunitense Taliyah Brooks e all’olandese Sofie Dokter. L’Italia si affida a Sveva Gerevini, già quarta a Glasgow con record italiano, pronta a confermarsi ai vertici. Nel corso della giornata si susseguiranno poi le altre prove, dall’alto al peso fino al lungo e agli 800 metri che chiuderanno la combinata.
Subito spazio alla prima finale con il lungo femminile, dove Larissa Iapichino rappresenta una concreta speranza di medaglia e anche di titolo. L’azzurra arriva con la seconda misura stagionale e dopo un inverno di altissimo livello. Tra le principali rivali la svizzera Annik Kälin, le statunitensi Jasmine Moore e Monae’ Nichols, oltre alla portoghese Agate de Sousa. Una gara apertissima, senza campionesse mondiali indoor in carica al via, in cui l’Italia può tornare sul gradino più alto dopo Fiona May.
Nel peso maschile riflettori su Leonardo Fabbri, leader stagionale e tra i principali candidati al titolo dopo il bronzo di Glasgow. Il fiorentino dovrà vedersela con il neozelandese Tom Walsh, presenza fissa sul podio da sei edizioni, e con gli statunitensi Jordan Geist e Josh Awotunde, oltre al romeno Andrei Toader. In gara anche Nick Ponzio, che può inserirsi nella lotta per la finale. Le batterie della 4×400 maschile e femminile aprono il programma delle staffette: gli Stati Uniti restano il riferimento tecnico, ma il livello si è accorciato e l’Europa, con Belgio, Olanda e Polonia, può giocarsi carte importanti in vista delle finali serali.
Tra le gare più attese della giornata i 60 ostacoli femminili, con batterie, semifinali e finale concentrate nello stesso giorno. La favorita è la primatista mondiale Devynne Charlton, a caccia di un storico terzo oro consecutivo. A sfidarla la svizzera Ditaji Kambundji, l’olandese Nadine Visser e la polacca Pia Skrzyszowska. L’Italia schiera Giada Carmassi, vicinissima al record italiano, ed Elisa Di Lazzaro, entrambe a caccia di un posto tra le semifinaliste e magari qualcosa in più.
Nel pomeriggio entra nel vivo il programma con il salto con l’asta femminile, privo di alcune big ma comunque di altissimo livello. Le favorite sono la britannica Molly Caudery e la francese Marie-Julie Bonnin, con la neozelandese Eliza McCartney in grande crescita stagionale. Possibili inserimenti per la svizzera Angelica Moser e la slovena Tina Sutej in una gara molto equilibrata.
Grande interesse per la finale dei 1500 metri maschili, senza il campione uscente ma con un campo estremamente competitivo. Il portoghese Isaac Nader parte con il miglior accredito, ma attenzione all’olandese Samuel Chapple, allo spagnolo Mariano Garcia e allo statunitense Nathan Green. L’Italia punta forte su Federico Riva, autore del terzo tempo tra gli iscritti, con ambizioni concrete di medaglia in una specialità che non ha mai regalato podi azzurri ai Mondiali indoor.
Subito dopo, il lungo maschile promette spettacolo con una gara di altissimo livello tecnico. Mattia Furlani, imbattuto nel 2026, è tra i grandi favoriti dopo il titolo di Nanchino, ma dovrà vedersela con il bulgaro Bozhidar Saraboyukov, leader stagionale, con i giamaicani Wayne Pinnock e Carey McLeod, e con il greco Miltiadis Tentoglou. Una sfida che si annuncia ancora una volta sul filo dei centimetri.
Nel 1500 femminile il livello è altissimo, con l’australiana Jessica Hull e la britannica Georgia Hunter Bell tra le principali candidate al titolo, insieme alle etiopi Birke Haylom e Saron Berhe. L’Italia sarà rappresentata da Ludovica Cavalli, chiamata a misurarsi con un contesto di altissimo livello in una gara storicamente poco favorevole alle azzurre. Le finali degli 800 metri regaleranno come sempre grande spettacolo. Al maschile il belga Eliott Crestan è l’uomo più atteso per il titolo dopo argento e bronzo nelle ultime due edizioni, con lo spagnolo Josué Canales, l’irlandese Mark English e il giovane statunitense Cooper Lutkenhaus tra i possibili protagonisti.
Al femminile riflettori sulla britannica Keely Hodgkinson, favorita per l’oro, ma con avversarie di livello come le etiopi Tsige Duguma e Nigist Getachew e la svizzera Audrey Werro. In chiusura gli 800 che decretano la vincitrice del pentathlon, la finale dei 60 ostacoli donne e gran finale con le staffette 4×400, dove gli Stati Uniti restano la squadra da battere, ma con un equilibrio maggiore rispetto al passato: Belgio, Olanda, Polonia e Gran Bretagna possono inserirsi nella lotta per le medaglie in una chiusura di Mondiali che promette spettacolo fino all’ultimo metro.

