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Iga Swiatek in crisi dopo il ko a Miami: “Ho troppi pensieri, tutto è sempre più difficile”

Clamorosa, per come è maturata e per il momento che attraversa. L’eliminazione della connazionale Iga Swiatek al Miami Open porta la firma della connazionale Magda Linette, numero 50 del mondo, capace di ribaltare una partita che sembrava già scritta: 1-6, 7-5, 6-3 il punteggio finale.

E dire che l’avvio non lasciava spazio a sorprese. Swiatek aveva dominato il primo set, strappando due volte il servizio alla connazionale e vincendo l’88% dei punti con la prima. Un monologo che sembrava preludere a una serata senza scosse. Invece, qualcosa si è incrinato. Linette ha trovato il break chiave nel secondo set, ha alzato il livello al servizio – anche con quattro ace – e ha iniziato a spostare l’inerzia. Nel terzo, avanti 5-2, ha visto riaprirsi il match solo per un attimo, quando Swiatek ha annullato due match point. Ma al quarto tentativo, la numero 50 del ranking ha chiuso, firmando una delle sorprese più grandi del torneo.

Per Iga è uno stop che pesa, anche per ciò che rappresenta: si interrompe una striscia impressionante di 73 vittorie consecutive al primo turno nel circuito WTA. Ma soprattutto, si allunga una fase complicata che la stessa polacca non ha nascosto nel post partita.

Questo è il peggior incubo per una tennista d’élite. Perdere partite di questo livello. Devo superare tutto questo e trovare la soluzione“. Parole dure, che fotografano un disagio che va oltre il campo. Non è solo una questione tecnica, ma mentale, come lei stessa ha spiegato con grande lucidità: “Sono sempre stata una persona che pensa molto, ma ultimamente è stato tutto molto intenso. Mi è difficile liberarmi di molti dei pensieri che ho, e questo una volta era il mio punto di forza. Sinceramente, giocavo meglio quando non pensavo troppo. Ora prendo così tante decisioni sbagliate che faccio fatica a non pensare. Arriva lo stress, il corpo diventa molto teso e tutto diventa molto più difficile“.

Il paradosso della partita contro Linette sta tutto qui: un primo set perfetto e poi il crollo. “Ho semplicemente giocato male il secondo e il terzo set. Senza dubbio è difficile da accettare quando so di aver giocato bene nel primo. È che, non so, sia inconsciamente sia consciamente, faccio fatica a cambiare le cose e allora il mio gioco crolla“.

Una difficoltà nel gestire i momenti chiave che per anni non le apparteneva. Ed è forse questo l’aspetto più sorprendente della sua crisi. “Non mi ero sentita così per più di cinque anni. Crollare così durante le partite. Dovrò cercare di ritrovare la fiducia“.

C’è anche il peso delle aspettative, diventato un fardello: “Sento di portare con me troppe aspettative quando sono in campo e devo liberarmene, perché il mio gioco non è stato abbastanza buono da giustificare alcuna aspettativa. Sono un po’ confusa, ma lavorerò duramente per ritrovarla. So di averla dentro di me, solo che l’ho persa per un momento“.

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