Biathlon, la Germania rischia il ‘Whitewash’. Ai tedeschi resta Oslo per evitare una disfatta epocale
Ieri è stato affrontato il tema della Francia, prossima a completare una (per lei) inedita doppietta nelle classifiche generali di Coppa del Mondo di biathlon. In realtà, il tema più forte della tappa finale della stagione, prevista a Oslo da domani a domenica, riguarda un’altra superpotenza; la Germania. Al contrario dei transalpini, i tedeschi non scoppiano di salute. Anzi, rischiano seriamente di incappare in un’onta.
Innanzitutto, contestualizziamo la situazione. La Germania, nel biathlon, è la seconda nazione più vincente nel settore maschile e la più blasonata in assoluto in quello femminile. Fra gli uomini, solo la Norvegia ha fatto meglio. Tra le donne, non esiste movimento capace di dominare la scena come quello schwarz-rot-gold, a tratti letteralmente dominante.
Eppure, in questo 2025-26, la Germania non ha ancora vinto una gara! Si tratta di un dato clamoroso, esteso a entrambi i sessi e alle prove a squadre. In 22 competizioni maschili individuali, il miglior risultato è il secondo posto di Philipp Nawrath nella sprint di Oberhof. In altrettante prove femminili individuali, non è arrivato niente di meglio del terzo posto di Franziska Preuss nell’individuale di Nove Mesto.
Il dato si allarga anche alle staffette. Aggiungendo gli eventi a squadre (monosesso e misti), la Germania ha un eclatante 0 su 63 in termini di affermazioni! Si parla, peraltro, di un Paese che non più tardi di dodici mesi orsono festeggiava la conquista della Coppa del Mondo assoluta femminile con Franziska Preuss, vincitrice peraltro della medaglia d’oro iridata nell’inseguimento.
Insomma, c’è il concreto rischio che la Germania incappi nella proverbiale Whitewash, l’Imbiancata, termine gergale inglese utilizzato per indicare una performance particolarmente negativa, uno zero spaccato in termini di affermazioni. Per intenderci, è come se nel calcio il Real Madrid rischiasse di retrocedere in Segunda División, oppure in Formula Uno la Ferrari si ritrovasse a lottare per evitare l’ultimo posto nel Mondiale costruttori.
Di cartucce da sparare, visto che di biathlon si tratta, ne restano sei. Tante sono le gare programmate a Oslo. Cionondimeno, al di là della capacità di ognuno di centrare l’ipotetico bersaglio, sono le polveri dei proiettili ad apparire bagnate. Il discorso andrebbe approfondito, perché l’intero sport tedesco è uscito male dai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 e la tendenza al ribasso è conclamata da anni, anche nell’ambito estivo. Si tratterebbe di argomento da tesi di laurea. Non è questa la sede. Qui ci si limita a constatare come il biathlon teutonico sia prossimo a incappare in una disfatta epocale.

