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Il cammino di Claudio Stecchi: “Vorrei tornare in gara a fine stagione. Livello nel salto con l’asta mai così elevato”

Ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, il programma condotto da Ferdinando Savarese sul canale YouTube di OA Sport, è stato Claudio Stecchi. L’astista toscano sta recuperando dall’infortunio al tendine d’Achille dell’anno scorso e in questa intervista racconta proprio le fasi del suo recupero. Uno sguardo poi anche al momento internazionale del salto con l’asta, dove in tanti atleti stanno raggiungendo misure importanti.

Un momento incredibile per il salto con l’asta, complice anche l’esplosione definitiva del greco Karalis, capace di spingersi a 6.17 metri: “Veramente qualcosa di straordinario. 6.17 era il record del mondo fino a qualche anno fa e lo è stato per tantissimi anni, sarebbe stato il record del mondo. Davvero tanta roba e poi con tanto margine e ho visto quando ha provato anche 6.31 ed era quasi fatto. Poi il 6.20 di qualche giorno fa era proprio sfiorato. Inoltre poi ci sono anche altri tre ragazzi sopra i sei metri. Davvero il movimento c’è”.

Una disciplina che è in continua crescita e soprattutto si è alzato il livello di competitività: “La media del salto in alto, come nel salto triplo, è scesa parecchio rispetto a magari una decina di anni fa. E anche nel salto lungo, invece il salto con l’asta, soprattutto quello maschile, ha un livello di competitività pazzesco. Penso che se fai 5,80 sei nel gruppo dei 10, c’è quel rischio lì. Quindi sì, tanta competitività e, il che è stimolante sicuramente, perché come se noti, magari non è tanto Duplantis a tirare il gruppo, perché lui è penso veramente troppo sopra, ma questo gruppo qui con Karalis e l’australiano, che fanno sei metri ogni volta, sono quelli che tirano sicuramente la parte alta della media”.

Un anno fa il terribile infortunio al tendine d’Achille per il toscano: “Sì, poco fa ho festeggiato l’anniversario, che era il 15 o il 16 di febbraio. Sta andando direi molto bene, nel senso che tutti i vari step, i vari check del post operatorio sono stati passati positivamente. Il mio tendine, parlando in modo clinico, è sempre stato un po’ lento a ricompattarsi. Ci ha messo un mesetto in più, finché all’ultima risonanza che ho fatto circa un mese fa, finalmente si era compattato e adesso è finita tutta la fase di riabilitazione, è finito il post operatorio e sono in una fase, in una lunga fase di transizione che passa dall’ultima fase della riabilitazione a una riatletizzazione che durerà comunque per molto tempo. Il mio obiettivo è quello di allungare e di non cercare di fare mai le cose di fretta. Se c’è bisogno di qualche settimana in più a una fase o a un programma gliela dedico. Dedico magari un giorno in più o sicuramente 24-48 ore in più di recupero se faccio un allenamento che può essere dinamico. Tutto questo con l’obiettivo di provare a fare una o due gare proprio che mi aiutino a rompere il ghiaccio e a dare un po’ di motivazione verso l’ultima parte della stagione”.

Lo stato di forma attuale dell’astista azzurro: “Voglio fare le cose con molta calma, anche perché quello che sto facendo adesso sono degli allunghi e un po’ di salto in lungo, due o tre volte alla settimana. Da qui a prendere l’asta in mano ancora ne passa di acqua sotto i ponti. Realisticamente i tempi è che da agosto in poi potrei cominciare a fare. La condizione generale è buona, perché sto facendo degli allenamenti di forza e i parametri sono molto buoni. Sai, adesso è un momento un po’ particolare dove mi diverto tantissimo come se fossi un bambino a fare tutte le esercitazioni in pista, quindi a reimparare a correre, a imparare per davvero, perché sto facendo cose che facevo da bambino, che ora non facevo più come se le trascurassi quasi, ma proprio le ABC della riatletizzazione dei primi passi in pista, quindi le andature, gli allunghi, tutto quello che riguarda la pista mi diverte tantissimo e mi motiva tantissimo. Quello che mi annoia enormemente è tutta la parte di condizionamento, quindi fare la forza, fare ginnastica, fare i circuiti. Quello mi annoia tantissimo perché, comunque, non ho un obiettivo ben preciso. Ora ci sono dei carichi costanti dove non posso aumentarli perché non aumento carichi di pesi se poi da una parte faccio poca corsa”.

Una settimana sempre piena di allenamenti, ma l’importante è migliorare gradualmente senza forzare nulla: “Ho tre giorni la settimana che faccio l’allenamento di pista dove ho corsa o salto in lungo in questo momento. Il resto si parla di forza, condizionamento, ginnastica artistica, o misto. Quindi sì, tutti i giorni impegnato. La mia vita da atleta è normale, regolare. Sto vivendo proprio come da atleta, come facevo prima, come ho sempre fatto. Sto vivendo in quel modo lì. Sono allenamenti un po’ diversi. La cosa principale è fare le cose in sicurezza, perchè insomma penso di avere un età. Dopo ogni operazione che ho fatto ho sempre corso per rimettermi in gioco, e questa invece la devo vivere un pochino al contrario, devo riuscire, nel momento in cui deciderò di mettermi in gioco, ad essere che sia tutto in sicurezza”.

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA COMPLETA

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