Daniil Medvedev: “Sinner è un rivale formidabile, battere Alcaraz è stato come vincere il torneo”
Dopo la sconfitta nella finale del Masters 1000 di Indian Wells contro Jannik Sinner, Daniil Medvedev ha analizzato con grande lucidità la partita e il suo momento nel circuito, alternando riflessioni e dichiarazioni dirette. Il russo non ha nascosto un pizzico di rammarico, pur mantenendo una visione complessivamente positiva della settimana.
“È stato un torneo fantastico, con un livello di gioco molto alto, anche oggi. Certo, sono un po’ deluso di aver avuto dei momenti in cui avrei potuto giocare meglio. Jannik (Sinner, ndr.) è un giocatore formidabile, quindi è molto difficile affrontarlo. Nel complesso, sono contento della settimana e non vedo l’ora di giocare altre partite come questa“, ha raccontato in conferenza stampa.
Parlando del confronto con i migliori, Medvedev ha spiegato come il suo approccio sia cambiato rispetto al passato, citando anche Carlos Alcaraz: “L’anno scorso non ho giocato contro nessuno di loro perché ho giocato male, quindi avevo già perso prima ancora di affrontarli. Sono contento che in questo torneo ho giocato abbastanza bene da battere prima tutti gli altri, e poi anche abbastanza bene da battere Carlos e affrontare Jannik“.
Il focus, però, resta su sé stesso più che sugli avversari: “Il mio obiettivo non è concentrarmi troppo su di loro, ma migliorare il mio gioco e cercare di battere tutti gli altri. Poi, quando arrivi in fondo, è molto probabile incontrarne uno in semifinale e magari l’altro in finale“. Sulla difficoltà di competere con questa nuova generazione, Medvedev è stato diretto: “È difficile dirlo, perché ho perso molte partite contro di loro, e oggi ho perso di nuovo contro Jannik. So di poter essere un buon tennista e darò il massimo, chiunque ci sia dall’altra parte della rete“.
Allargando il discorso, ha ridimensionato l’idea che solo pochi possano impensierire i migliori: “In una singola partita molti possono sfidarli. Non credo sia giusto dire che si tratta solo di me, o solo di Novak, o solo di Sascha. Ma è certamente molto difficile“. Nel confronto con la generazione dei Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, Medvedev ha sottolineato differenze e analogie: “Sono tutti diversi. Giocare contro Jannik è diverso dal giocare contro Carlos. E Rafa è completamente diverso perché è mancino e ha quella rotazione pazzesca. Sono tutti avversari molto difficili. Jannik e Carlos hanno meno Slam al momento, ma a meno di eventi straordinari ne vinceranno molti“.
Ripensando alla finale, il russo ha descritto bene il sapore agrodolce della sconfitta: “È una sensazione agrodolce. Battere Carlos è come vincere il torneo, soprattutto per me. Ma non è la realtà: c’è ancora una finale da giocare“. E sulle occasioni mancate: “Ho avuto una piccola occasione nel primo set e una un po’ più grande nel tie-break del secondo. Sono stato vicino alla vittoria con margini molto ridotti“.
Grande riconoscimento per un aspetto chiave del gioco di Sinner: “Il suo servizio è stato fenomenale. È molto difficile da leggere e da rispondere, anche quando riesci a intuirlo. Questo è parte del suo successo“. In chiusura, uno sguardo alla classifica e al ritorno tra i primi dieci: “È una bella sensazione, ma ho sempre detto che quando gioco bene, torno nella top 10. Se mantengo questo livello, tornerò lì, magari anche più su. Se lo perdo, la classifica può fluttuare“.

