Rugby, Sei Nazioni 2026: l’Italia a Cardiff per centrare uno storico tris
L’Italia del rugby sogna un’altra pagina di storia. Dopo la clamorosa vittoria contro l’Inghilterra — la prima in assoluto contro i britannici — gli azzurri chiudono il Sei Nazioni 2026 sabato 14 marzo alle 17.40 al Principality Stadium di Cardiff contro il Galles con un obiettivo che avrebbe del clamoroso: conquistare il terzo successo nello stesso torneo, un traguardo mai raggiunto dall’ingresso nel torneo nel 2000. Sarebbe un risultato simbolico per la crescita della squadra guidata da Gonzalo Quesada e, anche se la classifica rende complicata la missione, in teoria l’Italia è ancora in corsa per il podio.
Il commissario tecnico argentino ha scelto la continuità, cambiando solo tre uomini rispetto alla formazione che ha battuto l’Inghilterra. Due modifiche sono obbligate: il pilone Simone Ferrari si è infortunato proprio nell’ultima partita e viene sostituito da Muhamed Hasa, mentre in seconda linea Andrea Zambonin lascia il posto all’esperienza di Federico Ruzza. In mediana torna invece titolare Alessandro Fusco al posto di Alessandro Garbisi, con Stephen Varney che partirà dalla panchina dopo aver saltato tutto il torneo per problemi fisici.
“Il passato non conta niente. Questa sarà la partita più dura”, ha avvertito Quesada presentando la sfida. Il Galles, infatti, è ancora a caccia della prima vittoria nel torneo ma arriva da prestazioni incoraggianti contro Scozia e Irlanda e giocherà con l’obbligo di vincere davanti al proprio pubblico. “Abbiamo avuto un giorno in meno di preparazione rispetto a loro e qualche acciacco, ma i ragazzi sono tornati ad allenarsi con la stessa qualità e concentrazione dopo la vittoria con l’Inghilterra”, ha aggiunto il tecnico azzurro.
Sul campo sarà una battaglia soprattutto nei punti d’incontro e nelle fasi statiche. L’Italia punterà sulla coppia di centri formata da Ignacio Brex e Tommaso Menoncello, pronti a sfruttare la regia di Paolo Garbisi se la mediana riuscirà a dare ritmo all’attacco. Davanti sarà decisivo il lavoro del pacchetto guidato dal terza linea Lorenzo Cannone: se gli azzurri riusciranno a reggere l’impatto fisico dei gallesi e a mantenere solidità in mischia e touche, allora la squadra di Quesada potrà davvero provare a inseguire un tris che cambierebbe il peso dell’Italia nel rugby europeo.
GALLES – ITALIA
Galles: 15 Louis Rees-Zammit, 14 Ellis Mee, 13 Eddie James, 12 Joe Hawkins, 11 Josh Adams, 10. Dan Edwards, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 James Botham, 6 Alex Mann, 5 Ben Carter, 4 Dafydd Jenkins, 3 Tomas Francis, 2 Dewi Lake, 1 Rhys Carre
In panchina: 16 Ryan Elias, 17 Nicky Smith, 18 Archie Griffin, 19 Adam Beard, 20 Olly Cracknell, 21 Kieran Hardy, 22 Jarrod Evans, 23 Blair Murray
Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Muhamed Hasa, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti
In panchina: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Riccardo Favretto, 20 David Odiase, 21 Stephen Varney, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan

