Kimi Antonelli alla vigilia del GP di Cina: “Oggi abbiamo un vantaggio, ma la situazione può cambiare velocemente”
Andrea Kimi Antonelli si presenta a Shanghai alla vigilia del secondo weekend di gara consecutivo con l’obiettivo di recitare un ruolo da protagonista nel Gran Premio di Cina 2026, seconda tappa della nuova stagione per il Mondiale di Formula Uno. Il diciannovenne bolognese della Mercedes è reduce dal posto d’onore ottenuto in rimonta a Melbourne nella gara inaugurale dietro al compagno di squadra George Russell, ma il prossimo obiettivo sarà quello di battere l’inglese e andare a caccia della prima vittoria in carriera.
Il pilota italiano si è presentato nel paddock cinese per il media day con una fascia elastica al polso sinistro, in seguito all’incidente avvenuto nella terza sessione di prove libere in Australia: “Nulla di grave. Lunedì, dopo Melbourne, abbiamo fatto uno scan precauzionale per essere certi al cento per cento che non ci fossero conseguenze legate all’incidente di sabato, ed è emerso che nell’impatto i legamenti si sono leggermente allungati. Ma niente di serio: sono pronto a scendere in pista“.
Sull’importanza della gestione dell’energia nell’arco del giro in Cina: “Sarà molto meno impattante, e la gestione della batteria sarà più semplice. A Melbourne il problema era la sequenza di quattro rettilinei senza grandi frenate: devi gestire la carica a disposizione e massimizzarla. Qui a Shanghai invece ci sono molte curve lente, quindi più opportunità per ricaricare. Poi c’è un rettilineo molto lungo, ed è lì che tutti utilizzeranno l’energia“.
“A Melbourne, dove siamo andati molto bene, siamo riusciti a massimizzare il deployment della batteria soprattutto in qualifica. In gara abbiamo visto che la Ferrari era messa bene nell’utilizzo della batteria, George non ha avuto vita facile con Charles perché la SF-26 era forte negli stessi punti in cui lo eravamo anche noi. In qualifica poi sono entrati in gioco molti parametri. È cambiato il vento, quindi l’approccio alle curve cambiava e di conseguenza anche l’uso della batteria. Siamo riusciti a trovare il compromesso giusto, ed è quello che ci ha garantito un buon vantaggio“, spiega Antonelli tornando sulla superiorità della W17 ad Albert Park.
Sulle differenze tra qualifica e gara nel deployment della parte elettrica: “In qualifica vai molto più forte, anticipi il gas e per la batteria diventa più difficile. Abbiamo dovuto introdurre il lift and coast perché i giri diventavano sempre più veloci. Erano situazioni che avevamo provato al simulatore, quindi eravamo preparati al cambio di condizioni, ed è per questo che siamo riusciti a fare tanta differenza. Va anche detto che la monoposto, a livello di telaio, in curva va molto bene, la percorrenza nei tratti lenti incide su come poi viene utilizzata la batteria, quindi credo che sia una combinazione di tanti fattori“.
“Le possibilità di sorpasso cambieranno molto da pista a pista, credo che su un circuito come questo a Shanghai sarà più difficile sorpassare perché hai un rettilineo lungo dove usi praticamente tutta l’energia, è uno scenario abbastanza standard. A Melbourne, invece, c’erano tanti rettilinei in cui potevi scegliere strategie diverse nell’utilizzo della batteria, e l’Overtake Mode era molto potente. Forse questo weekend vedremo meno sorpassi, ma tutto è ancora così nuovo da rendere difficile lanciarsi in previsioni. Quest’anno puoi trovare guadagni incredibili sia in galleria del vento che con lo sviluppo della power unit, chi riuscirà a evolvere nel miglior modo e nel minor tempo farà la differenza. Oggi abbiamo un vantaggio, ma dobbiamo stare attenti perché la situazione può cambiare velocemente. Un passo falso e puoi ritrovarti alle spalle di uno o più avversari“, aggiunge l’azzurro classe 2006.
Sulla brutta partenza delle Mercedes in Australia: “Le simulazioni che avevamo fatto sul giro di formazione non si sono rivelate perfette, la gestione della ricarica non è stata quella che ci aspettavamo. Quest’anno scaldare le gomme è più difficile perché c’è meno carico aerodinamico, quindi devi spingere di più nel giro di formazione. La conseguenza è che utilizzi più batteria, ed anche lì serve molta attenzione ,infatti a Melbourne sono arrivato all’uscita di curva 10 con 0% di potenza elettrica. È un fronte sul quale stiamo lavorando, non credo riusciremo a mettere tutto a posto già questo weekend perché serve un po’ di tempo, ma la gara sprint ci consentirà di avere una seconda procedura di partenza completa per fare delle prove“.
Sul privilegio di poter guidare una macchina competitiva per il titolo: “È una grandissima opportunità, ma attenzione alla Ferrari, stanno spingendo molto e al momento sono chiaramente la seconda forza. Questo weekend mi aspetto anche di vedere la loro ala ‘macarena’, che a quanto pare nei test ha funzionato e potrebbe aiutarli. Non sono assolutamente da escludere dalla lotta. Per quanto mi riguarda, è una grande occasione poter guidare la monoposto che ho a disposizione. Sai che puoi giocarti la vittoria, poi ci potrà essere una pista dove andrà meglio e altre meno, ma l’importante è massimizzare ogni singolo weekend“.
Kimi ha commentato poi il nuovo regolamento tecnico dal lato del pilota: “Ci sono alcuni aspetti che sono diventati un po’ più macchinosi, e credo ci voglia un po’ di tempo prima di trasformarli in automatismi. Durante i test mi è capitato più volte di dimenticarmi il lift and coast, e mi sono ritrovato senza energia. Il simulatore mi ha aiutato molto a rendere naturali queste procedure, ma ripeto, serve un po’ di tempo. Non va dimenticato che siamo all’inizio di un regolamento completamente nuovo, l’evoluzione della power unit e del software migliorerà molti aspetti, ed anche la FIA sta valutando modifiche per andare un po’ incontro ai feedback dei piloti. Credo però sia importante valutare tutto con calma, perché c’è sempre il rischio di peggiorare la situazione“.
Sulla possibilità di fare ancora la differenza con la guida per i piloti: “Sì. Molti meccanismi vanno assimilati, ma quando riesci a ingranare puoi fare la differenza. Faccio un esempio: nelle qualifiche di Melbourne ho sbagliato il modo di dare gas in una curva, e questo ha mandato un po’ in confusione il sistema. Risultato: rispetto a George ho perso un po’ nei due rettilinei successivi. È molto importante che tutti gli input siano precisi e costanti, è li che puoi fare la differenza. La staccata è ancora un passaggio chiave? Quest’anno è più difficile perché hai abbiamo meno carico aerodinamico, quindi sì, un pilota può sempre fare la differenza in frenata“.

