Biathlon, Tommaso Giacomel: “Il mio corpo mi ha aiutato tanto, ma ha deciso di fermarsi. Oslo? Non mi interessa gareggiare se non sono al top”
Tommaso Giacomel ha dovuto chiudere in anticipo la sua stagione 2025-26 a causa della tachicardia in cui è incappato durante la mass start dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina. Trasferito all’ospedale Galeazzi di Milano, il trentino è stato operato al cuore, venendo sottoposto a un’ablazione.
L’intervento è andato per il meglio. Ovviamente, il profilo del biathleta azzurro va ben oltre i confini nazionali. Dunque, nei giorni scorsi, è stato raggiunto dall’emittente televisiva norvegese NRK, alla quale la punta di diamante del movimento italiano ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle quali vale la pena di ritornare.
Peraltro, non va dimenticato come Giacomel sia molto amico di diversi biathleti norvegesi, a cominciare da Johan-Olav Botn. Conosceva, inoltre, molto bene Sivert Guttorm Bakken, deceduto improvvisamente nel mese di dicembre. Non è mancato un pensiero per lo scandinavo, oltre che una summa su un inverno tutt’altro che banale.
“Il destino è stato piuttosto crudele con me. A dicembre ho dimostrato di poter essere fortissimo nel biathlon, ma ho perso un grande amico. Ancora oggi fatico ad accettare che Sivert non ci sia più. A gennaio, tutto è andato bene in termini agonistici, poiché ho guadagnato il pettorale giallo. I Giochi Olimpici sono partiti alla grande con l’argento nella staffetta mista, ma sono finiti malamente”.
“Mi sono spaventato e mi sono fermato. La paura è aumentata quando ho visto che tutti attorno a me si sono preoccupati. È stata un’esperienza senza precedenti. Il mio corpo mi ha aiutato tante volte, ma durante la mass start delle Olimpiadi ha deciso di fermarsi. Semplicemente, ho sentito che il mio ritmo cardiaco è aumentato esageratamente. Ho capito che non era normale, poi mi sono sentito soffocare. Ho provato a rallentare, ma la situazione non è migliorata. Così ho deciso di fermarmi”.
“I medici mi hanno spiegato che si è trattato di un problema latente sin da quando sono nato, ma che generalmente emerge tra i 25 e i 29 anni. Proprio quello che è successo. Mi è stato detto che, forse, avrei potuto gareggiare a Oslo. Però, rimanendo fermo due settimane, non sarei stato in forma. Ecco perché ho deciso di chiudere anticipatamente la mia stagione. Non sono interessato a gareggiare sapendo che il mio corpo non è al top. Di certo, non sono frustrato, non sono quel genere di persona e farò il tifo per tutti coloro saranno impegnati a Oslo”.

