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Vergogna senza fine: Lucrezia Stefanini confessa di essere stata minacciata di morte

Vergogna senza fine. Una vicenda inquietante ha coinvolto suo malgrado Lucrezia Stefanini, tennista toscana di 27 anni e numero 138 del ranking mondiale, vittima di pesanti minacce ricevute poco prima di scendere in campo nelle qualificazioni del torneo di Indian Wells.

La giocatrice italiana è stata poi eliminata al primo turno del tabellone cadetto dall’andorrana Victoria Jimenez Kasintseva, ma il risultato sportivo passa inevitabilmente in secondo piano rispetto a quanto accaduto nelle ore precedenti al match. L’azzurra, infatti, ha ricevuto sul proprio numero di telefono messaggi intimidatori su WhatsApp da parte di scommettitori, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso nel tennis professionistico.

A raccontare tutto è stata la stessa tennista attraverso un video pubblicato sui propri canali social, scegliendo di denunciare pubblicamente l’episodio, come già accaduto in passato ad altri tennisti italiani, tra cui Mattia Bellucci, Francesco Maestrelli e Andrea Vavassori. Nel video, Stefanini ha spiegato con parole molto chiare quanto accaduto: “Faccio questo video per raccontarvi quello che mi è successo — le sue parole —. Ho ricevuto un messaggio WhatsApp con minacce, se avessi vinto la partita. Hanno nominato i miei genitori, il posto in cui sono nata, mi hanno mandato una foto di una pistola. Penso che non sia stato giusto mettermi questa pressione o questo malessere prima di un match e farmi sentire non al sicuro. Ho subito denunciato tutto alla Wta, che mi ha messo a disposizione più sicurezza: mi hanno fatto accompagnare alla macchina dopo il mio match, il torneo si è mobilitato per farmi sentire al sicuro“.

Nonostante il clima pesante e la tensione accumulata prima dell’incontro, l’azzurra è comunque rimasta in campo per oltre tre ore, arrendendosi solo al terzo set con il punteggio di 4-6 6-4 6-4. Anche su questo aspetto la tennista ha voluto sottolineare la propria determinazione: “Nonostante ciò, ho lottato fino all’ultimo per vincere. Non posso permettere alle persone di intimidirmi per il mio lavoro, che è anche piacere e divertimento. Non posso pensare che questo sport sia diventato così. Non ho dato peso a quei messaggi, ma ho denunciato e continuerò a farlo“.

Alla denuncia dell’atleta è seguita la presa di posizione immediata della Federazione Italiana Tennis e Padel. Il presidente Angelo Binaghi ha espresso piena solidarietà alla giocatrice e ha condannato con fermezza il bruttissimo episodio: “Le minacce subite da Lucrezia Stefanini sono un fatto gravissimo e intollerabile. L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport“. Binaghi ha quindi ribadito il sostegno della federazione all’atleta e la necessità di individuare i responsabili: “l’identificazione e la punizione dei responsabili”, esigendo anche che “il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze”.

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