Jannik Sinner rivela: “Tanto lavoro per tornare in forma e a Doha ho pensato troppo a una cosa…”
C’è un filo che lega le ultime due stagioni di Jannik Sinner al deserto californiano: si chiama semifinale. Nel 2023 e nel 2024 il numero due del mondo ha accarezzato il sogno di vincere a Indian Wells, fermato in entrambe le occasioni dallo spagnolo Carlos Alcaraz. Quest’anno torna con ambizioni intatte e una consapevolezza ancora più solida, deciso a prendersi il palcoscenico del primo Masters 1000 della stagione.
Complice l’uscita anticipata a Qatar Open, Sinner è volato in California con qualche giorno di anticipo. Dallo scorso weekend lavora sui campi americani insieme al suo team e sotto la guida di Darren Cahill, per ritrovare subito feeling con un cemento storicamente insidioso. Testa di serie numero due del tabellone, entrerà in gara direttamente al secondo turno, come tutte le 32 teste di serie.
“Sicuramente un torneo molto speciale in primis perché è il primo 1000 dell’anno e poi pensando al 2025 quando non ho potuto giocare. Siamo in un posto che è molto molto bello e ci sono i campi qua dietro, ci sono le montagne. È molto difficile giocare a tennis qua perché può essere tanto vento a volte, giochiamo ovviamente tanto a tennis, ma a volte una scapattina al golf e c’è e e quindi niente, no?“, ha raccontato nel Media-Day (fonte: Sky Sport).
Indian Wells è fascino e complessità: il vento che spezza il ritmo, le condizioni lente che chiedono pazienza e potenza insieme. Jannik lo sa bene, ma le sensazioni alla vigilia sono positive. “Sono sono molto contento, mi sento di nuovo in forma e ci siamo allenati veramente tanto in quest’ultima settimana e mezza. Tante tante ore in campo, tanta palestra, quindi mi sento di nuovo bene e ovviamente speriamo un buon torneo“.
Il lavoro è stato intenso, quasi maniacale nei dettagli. A Doha qualcosa non ha funzionato come previsto e il numero uno italiano lo ammette con lucidità: “Forse in quel torneo ho rallentato un po’ troppo il mio gioco pensando un po’ troppo alle variazioni che comunque può succedere, ma adesso qua stiamo provando a spingere un pochettino di più di nuovo. Sono in un buon stato mentale per far bene, sono molto tranquillo perché comunque abbiamo fatto tanto lavoro“.
La parola chiave è equilibrio: spingere, ma senza perdere identità. Ritrovare aggressività, senza snaturarsi. E soprattutto mantenere serenità in una stagione che si preannuncia lunga e logorante. “Sono un po’ con la mentalità del 2025: so che posso vincere il torneo, ma so anche che posso anche perdere. Sono in grado di giocare bene qui e poi soprattutto a Miami dove normalmente mi sento sempre meglio. Sono consapevole delle difficoltà, però non sono preoccupato. Stiamo lavorando bene e questo mi ha sempre portato verso il successo, ora stiamo lavorando ancora di più per avere più risultati nel futuro, quindi siamo molto concentrati su di noi e ovviamente speriamo di ripartire con un buon feeling. Vediamo“.

